✕

Il Corpo di ballo della Scala trionfa a Pechino: dieci minuti di applausi per il “Don Chisciotte”

Ascolta l'audio

Da Milano a Pechino dove al Teatro Nazionale ha debuttato il balletto. Poi sarà la volta di “Serata William Forsythe - The Blake Works”
2 minuti di lettura

PECHINO - Oltre dieci minuti di applausi. “Il pubblico cinese ha apprezzato davvero molto”, dice raggiante a fine spettacolo, nel backstage, Frédéric Olivieri, direttore del corpo di ballo. “Abbiamo ancora un po’ di jet lag, ma è andata benissimo”, raccontano l’étoile Nicoletta Manni e il primo ballerino Timofej Andrijashenko.

Da Milano a Pechino: il corpo di ballo della Scala torna nella capitale cinese. Nello splendido “uovo sull’acqua”, il Teatro Nazionale, quasi tutto esaurito, non lontano da Piazza Tiananmen, con due balletti mai portati prima qui: si è partiti mercoledì sera con il Don Chisciotte e si proseguirà nel weekend con Serata William Forsythe - The Blake Works, in questa che è la settima tournée del Balletto della Scala in Cina.

Una storia iniziata vent’anni fa, nel 2006, proprio a Pechino. Nel mezzo ci sono state in questi anni recite a Hong Kong, Tianjin, Canton, Macao, Xi’an, di nuovo Pechino (nel 2019…

PECHINO - Oltre dieci minuti di applausi. “Il pubblico cinese ha apprezzato davvero molto”, dice raggiante a fine spettacolo, nel backstage, Frédéric Olivieri, direttore del corpo di ballo. “Abbiamo ancora un po’ di jet lag, ma è andata benissimo”, raccontano l’étoile Nicoletta Manni e il primo ballerino Timofej Andrijashenko.

Da Milano a Pechino: il corpo di ballo della Scala torna nella capitale cinese. Nello splendido “uovo sull’acqua”, il Teatro Nazionale, quasi tutto esaurito, non lontano da Piazza Tiananmen, con due balletti mai portati prima qui: si è partiti mercoledì sera con il Don Chisciotte e si proseguirà nel weekend con Serata William Forsythe - The Blake Works, in questa che è la settima tournée del Balletto della Scala in Cina.

Una storia iniziata vent’anni fa, nel 2006, proprio a Pechino. Nel mezzo ci sono state in questi anni recite a Hong Kong, Tianjin, Canton, Macao, Xi’an, di nuovo Pechino (nel 2019) e l’ultima due anni fa a Shanghai.

La scelta di portare qui questi due spettacoli, il classico Don Chisciotte e il contemporaneo Blake Works di William Forsythe, la spiega il direttore Olivieri. “C’era una questione di tempi: montare in dieci giorni due spettacoli era abbastanza difficile, ma il Don Chisciotte è un balletto che la Scala ha nel proprio Dna e la compagnia riesce a prepararlo in poco tempo, mentre Blake Works l’abbiamo fatto l’ultima volta a novembre quindi, diciamo così, serviva solo un ripasso. E poi soprattutto perché per Pechino sono due prime assolute, non li abbiamo mai fatti qui e volevamo dunque dimostrare la diversità del nostro balletto. Il pubblico cinese è diventato molto più consapevole, apprezza, riflette e mostra sempre un forte entusiasmo”.

Sarà i scena fino a domani, venerdì 23 gennaio, il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, cavallo di battaglia della compagnia scaligera fin dal 1980. Poi il 24 e 25 toccherà a Serata William Forsythe - The Blake Works, che nel 2023 ha visto il Balletto diventare parte dello sviluppo creativo del grande coreografo.

“Il pubblico avrà una bellissima sorpresa con Forsythe”, racconta il coordinatore artistico Paolo Gavazzeni. “Il Don Chisciotte piace perché è molto energetico, una storia piena di ardore, di passione. Mentre con Blake Works sono sicuro che il pubblico cinese avrà un contatto diretto con questo tipo di rappresentazione, che non si aspetta, ma saranno molto colpiti e si innamoreranno di William Forsythe, che forse è meno conosciuto qui”.

Per l’ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, “la tournée di quest'anno rappresenta una nuova occasione per proseguire nel dialogo tra le massime eccellenze della cultura italiana e la Cina, grazie a due spettacoli che testimoniano la straordinaria versatilità artistica dei ballerini scaligeri”. Per consolidare ulteriormente il rapporto con le realtà artistiche del Paese ospitante, sono stati coinvolti anche artisti locali, provenienti dalla scuola Jingyiyuan di Tianjin.

Leggi i commenti