Lucia Mascino: “Mai stata oggetto del desiderio. Sedurre non è da me”
di Concita De Gregorio“Questo spettacolo non me lo hanno offerto. Sono io che l’ho proposto. Ecco, se dovessi dire perché è così importante per la persona che sono direi questo: quello che accade in scena ogni sera, nella relazione col pubblico, riguarda gli spettatori e mi riguarda”. Lucia Mascino è in teatro con un testo potentissimo di Monica Dolan, Il sen(n)o. Dolan, attrice e drammaturga inglese, 57, racconta ispirata da un episodio reale la storia di una madre che acconsente al desiderio della figlia di 8 anni di operarsi al seno per ottenere una quinta misura. Vanno in Brasile. Al loro ritorno la madre finisce a processo.
Mascino, sola in scena, interpreta la psicoterapeuta che deve valutare la madre e consegnare una relazione sulla base della quale il tribunale emetterà il verdetto. Tradotto e adattato da Monica Capuani per la regia di Serena Sinigaglia il testo parte dunque da un giudizio. C’è una colpa? Se c’è, di chi? La sessualiz…
“Questo spettacolo non me lo hanno offerto. Sono io che l’ho proposto. Ecco, se dovessi dire perché è così importante per la persona che sono direi questo: quello che accade in scena ogni sera, nella relazione col pubblico, riguarda gli spettatori e mi riguarda”. Lucia Mascino è in teatro con un testo potentissimo di Monica Dolan, Il sen(n)o. Dolan, attrice e drammaturga inglese, 57, racconta ispirata da un episodio reale la storia di una madre che acconsente al desiderio della figlia di 8 anni di operarsi al seno per ottenere una quinta misura. Vanno in Brasile. Al loro ritorno la madre finisce a processo.
Mascino, sola in scena, interpreta la psicoterapeuta che deve valutare la madre e consegnare una relazione sulla base della quale il tribunale emetterà il verdetto. Tradotto e adattato da Monica Capuani per la regia di Serena Sinigaglia il testo parte dunque da un giudizio. C’è una colpa? Se c’è, di chi? La sessualizzazione dell’infanzia, la pressione sociale, le aspettative, il mercato, i modelli. La violenza di genere, la libertà, il corpo, l’identità. Da dove cominciamo? “Forse dal titolo. Il seno, il senno. Il corpo e la ragione, il senso comune e il buon senso. Siamo tutte vittime di una manipolazione subdola e sottile della quale talvolta non siamo più neppure consapevoli. Ci sembra di essere libere ma siamo solo addestrate a ripetere e assecondare lo schema della seduzione. Una perdita di libertà e di senso: la perdita del senno”.
Diceva che la riguarda.
"Moltissimo. Il rovello della psicoterapeuta, a tratti anche comico, raccoglie una serie di domande che ti fai a dieci, dodici anni: senti che ti viene chiesto di incarnare un modello di identità femminile attraente, docile ma scaltro, compiacente ma provocante. Una preda lieta di esserlo. Non esattamente una vittima, eppure una persona non libera. Erano domande di cui da bambina non ero cosciente, ma sono stata molto a disagio”.
Non corrispondeva alle aspettative?
"Non volevo. Vengo da una piccola città, Ancona. In provincia tutti ti giudicano. Io non assecondavo la richiesta. Ero tipo da pantalonacci e gomma da masticare, mi guardavano male: quello sguardo me lo sono portata dietro per anni. Avevo una compagna di classe che metteva il bomber sul reggiseno, era oggetto di desiderio. Le chiedevo come fai a sopportare tutti gli occhi addosso. E lei: mi piace. Si esibiva, voleva farlo, ne traeva vantaggio. Io mi nascondevo. Anche essere costrette a nascondersi per sottrarsi a quel meccanismo è una privazione. Non giochi mai alla pari con duemila anni di storia. Ti arrivano addosso fin da piccola, ti pesano sulle spalle. A volte sul petto, e ti tolgono il fiato”.
La bambina che chiede il seno grande, nel testo, ha 8 anni.
"Oggi la sessualizzazione è anticipata all’infanzia. La bimba desidera quello che le propongono. I social, i reel per il trucco, le spa dove puoi celebrare il compleanno facendoti le unghie, i tacchetti, la biancheria intima. Ha visto il boom di baby botox? Non dico a otto anni, non ancora, ma botox preventivo. E’ marketing. Vende, rende. D’altra parte è naturale desiderare di essere desiderati. Capisci che più piaci più ricevi, stai meglio, hai più possibilità di successo. Come si può colpevolizzare chi lo desidera? Il problema è chi decide al posto tuo come devi essere. Come saremmo se non fossimo costrette? Siamo davvero libere di essere chi vorremmo? La libertà e la colpa".
Di chi è la colpa? Lei in scena giudica la madre che asseconda la figlia.
"Bisogna fare zoom all’indietro. La colpa non risponde mai alla domanda perché. Non serve puntare il dito sulla madre senza chiedersi da dove arriva questa pressione. A mia nipote, 18 anni, quando si prepara per uscire dico, bella, sei bella, ma sei sicura di essere come ti senti? Nel modello di identità manipolato dall’esterno si entra senza accorgersene, è difficile averne consapevolezza. Ci sono società in cui il canone di bellezza femminile è la copertura del corpo: lo giudichiamo retrogrado, maschilista. Da noi c’è apparente libertà ma la pressione velata invisibile è altrettanto soffocante. Una volta le bambine volevano avere le ali, la coda. Ora vogliono sopracciglia arcuate e bocche a cuore. Il modello americano della piccola miss da concorso, la donna in miniatura, domina e costringe".
Lei, che non voleva essere guardata, ha scelto di fare l’attrice: il suo corpo è sempre esibito.
"Sì, ma nel mio mestiere decade la regola della bellezza esteriore: più aderisci al tuo essere interno più sei autentico. La credibilità, per un attore, risiede nella corrispondenza tra ciò che ha scoperto di se stesso e il personaggio che incarna. Sono andata nella tana del lupo a dirimere l’arcano: voglio che il mio corpo sia libero, che la mia faccia corrisponda a chi sono. Da attrice maneggio la materia, la riempio di dubbi, prendo spazio. E’ stato un modo per rompere una costrizione e trovare la libertà”.
L’ha trovata?
"Sono in viaggio. La nascita di sé avviene sempre dall’interno verso l’esterno, non è mai il contrario. Il contrario è posticcio e il teatro non perdona la menzogna. Anche al cinema, in tv: la scintilla del fascino, la connessione col pubblico si accende sempre dove c’è qualcosa di autentico. Anche un dubbio, una domanda”.
“Il Se(n)o” sarà oggi 4 febbraio al teatro Duse di Bologna. Dal 9 all’11 febbraio al Teatro Vascello di Roma, poi in tournée.