✕

“M(other)”: tre donne, la maternità e tanto amore

Rossella Fava 
Rossella Fava porta in scena una storia intensa e documentata sulla gestazione per altri
1 minuti di lettura

Un tema rischioso che ha acceso dibattiti e destato tanta indignazione, la gestazione per altri, vietata come reato universale nel nostro Paese, trova un punto di vista che fa la differenza, in una storia delicata, intelligente, umanissima. Anche solo per questo andrebbe lodato M(other), scritto e interpretato da Rossella Fava, 38enne diplomata alla scuola Paolo Grassi di Milano e che a testa alta entra nel fervido novero delle attrici-autrici, da Franca Rame in poi. In un unico racconto si intrecciano le vite di Sophie, Silvia e Carmela (e non sveleremo chi è chi), madre biologica, madre surrogata e figlia, surrogata a sua volta ma ben felice di essere tra noi, confesserà alla fine agli spettatori, dopo aver attraversato il dolore di tante maternità mancate della genitrice biologica e la disponibilità generosa dell’altra.

È un testo coraggioso, ben scritto, M(other), frutto di interviste e studi, proposto con bella energia da Rossella Fava-attrice che interpreta le tre donne e la regia attenta e misurata di Renato Sarti, anche produttore con il Teatro della Cooperativa di Milano dove lo spettacolo è in scena fino al 22: un tavolo, vecchie macchine per scrivere, una sedia, pochi cambi di costume, Nick Cave....

M(other) tocca le corde del cuore nel parlare di maternità semplicemente come possibilità di amore e di scelta, senza filippiche, sermoni o petizioni morali. E di questi tempi non è poco.

________________________________________________________________

M(other)

di e con R. Fava, regia Renato Sarti

Voto: tre stelle su cinque

Leggi i commenti