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Colabianchi dopo la contestazione alla Fenice: "Le mie dimissioni sono escluse"

Colabianchi dopo la contestazione alla Fenice: "Le mie dimissioni sono escluse"
(ansa)

Il sovraintendente intende proseguire nel suo mandato nonostante le critiche e il braccio di ferro con l’Orchestra contraria alla nomina di Beatrice Venezi

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il sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi è fermo nella sua decisione di non voler cedere alle proteste. "Le mie dimissioni sono escluse. La mia nomina alla guida della Fondazione Teatro La Fenice è nata da una visione chiara e condivisa: imprimere un cambiamento radicale e un nuovo dinamismo a una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo” spiega all’agenzia Adnkronos aggiungendo: “Il lavoro svolto fin dal primo giorno del mio mandato segue esattamente questa direzione, con l'obiettivo di ampliare gli orizzonti artistici e garantire una gestione solida e proiettata al futuro".

Dopo le proteste esplose nella serata del venerdì Santo al Teatro La Fenice, poco prima del concerto diretto dal maestro Michael Hofstetter con uno spettatore che ha gridato "Colabianchi dimettiti" appena entrati gli orchestrali, provocando l'adesione di gran parte del pubblico, con applausi di sostegno alla richiesta e il lancio di volantini dai palchi che invocavano le dimissioni del sovritendente per la gestione della vicenda di Beatrice Venezi, nominata alla direzione musicale contro il parere dell'Orchestra, Colabianchi dice: "È necessario ribadire un punto fondamentale: un mandato di rottura, finalizzato all'innovazione e al superamento di vecchi schemi, è per sua natura e premessa divisivo. Ogni trasformazione profonda genera resistenze; tuttavia, la bontà di un progetto deve essere valutata esclusivamente sulla base degli esiti concreti e dei risultati che il Teatro otterrà nel medio e lungo periodo".

Venezia, il coro del pubblico della Fenice contro il sovrintendente: "Dimissioni! Dimissioni!"

In merito alle recenti richieste di dimissioni, spiega che "è evidente la loro natura puramente strumentale. Si tratta di attacchi che eludono sistematicamente il merito della gestione e dell'indirizzo artistico per spostarsi sul piano della polemica politica o personale. Proprio perché prive di fondamento tecnico e gestionale, tali istanze non sposteranno di un millimetro l'impegno della Sovrintendenza nel portare a compimento il mandato ricevuto".

Già prima dell'inizio del concerto del Venerdì Santo, i sostenitori del Comitato Fenice Viva avevano distribuito volantini in cui si leggeva: “L'azione arrogante e autoritaria del sovrintendente sta compromettendo la Fenice. Continueremo a difendere il nostro teatro. Chiediamo le dimissioni di Nicola Colabianchi". Il Comitato, nato lo scorso settembre e composto da storici abbonati e spettatori abituali, si è formato per sostenere la mobilitazione dell'Orchestra e del Coro contro alcune decisioni della Sovrintendenza.

Al centro dello scontro cè soprattutto la nomina di Beatrice Venezi come nuova direttrice musicale della Fenice a partire dal prossimo ottobre, scelta contestata da parte dei musicisti, che ritengono il suo curriculum non all'altezza del prestigio dell'istituzione. Dal 22 settembre scorso, quando avvenne la designazione di Venezi da parte del sovrintendente, le maestranze del teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei, scioperi. I lavoratori della Fenice, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non contestano la persona della 36enne direttrice d'orchestra ma il suo curriculum giudicato non all'altezza e respingono le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe.

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