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Musella in scena per Martone: avvolto nel sipario degli affetti e della memoria

Lino Musella in scena 

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La recensione / L’attore è lo straordinario protagonista di “Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo”
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Lo si comincia ad adorare man mano che rivela il suo pensiero, quel cosmico scetticismo per cui non bisogna credere a niente, proprio come certi eroi di Thomas Bernhard a cui, con evidenza, è ispirato. Logorroico, ossessivo, e anche un po’ gretto, questo Compositore che se ne sta sdraiato sul letto, in canottiera e calzoncini, a delirare su di sé, la musica, il mondo è il protagonista di Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo di Fabrizia Ramondino (dal 14 al Vascello di Roma), messo in scena già da tre anni, col Teatro di Napoli, da Mario Martone, lettore e amico della scrittrice, fin dalla co-sceneggiatura per il film del ‘92, Morte di un matematico napoletano con il grande Carlo Cecchi che proprio ieri è stato ricordato in memoria al Franco Parenti di Milano.

Con gusto ironico più che visionario (il letto avvolto in un teatrale sipario rosso mentre avanza il declino), la sua regia limpida, con la c…

Lo si comincia ad adorare man mano che rivela il suo pensiero, quel cosmico scetticismo per cui non bisogna credere a niente, proprio come certi eroi di Thomas Bernhard a cui, con evidenza, è ispirato. Logorroico, ossessivo, e anche un po’ gretto, questo Compositore che se ne sta sdraiato sul letto, in canottiera e calzoncini, a delirare su di sé, la musica, il mondo è il protagonista di Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo di Fabrizia Ramondino (dal 14 al Vascello di Roma), messo in scena già da tre anni, col Teatro di Napoli, da Mario Martone, lettore e amico della scrittrice, fin dalla co-sceneggiatura per il film del ‘92, Morte di un matematico napoletano con il grande Carlo Cecchi che proprio ieri è stato ricordato in memoria al Franco Parenti di Milano.

Con gusto ironico più che visionario (il letto avvolto in un teatrale sipario rosso mentre avanza il declino), la sua regia limpida, con la collaborazione di Ippolita di Majo, evidenza l’umanità inadeguata del protagonista, uno straordinario Lino Musella, megalomane annoiato, passivamente ribelle, incurante di tutto. In tre sequenze, liquida la zuccherosa mamma, una splendida Iaia Forte, poi la madre della figlia,Tania Garribba, la figlia col fidanzato, India Santella e Matteo De Luca, e perfino l’usuraio, Giorgio Pinto, che lo spolpa di tutto, affinché lui possa comporre la sua musica. Potenza dell’arte.

Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo

Regia di Mario Martone

Voto: 3 stelle

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