Dopo gli assist istituzionali di prammatica, il nuovo direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto Daniele Cipriani ha illustrato nel Salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini i laboriosi contenuti della 69ma edizione del Festival in calendario dal 26 giugno al 12 luglio: 17 giorni di programma, 100 performance di cui 7 prime mondiali e 9 produzioni originali per la manifestazione, con più di 1000 artisti provenienti da 27 Paesi.
Avendo accanto la Consulente per la Musica classica Beatrice Rana e il Consulente per l’Opera e la Prosa Leo Muscato. Parlando e leggendo a lungo con puntigliosità, Daniele Cipriani s’è soffermato su passato e futuro, sul tema di quest’anno ‘Radici’, sul milione di euro in più ricevuto grazie a un emendamento (riguardante anche altre iniziative culturali italiani) che si tradurrà in sostegno a un investimento invernale del Festival, senza tralasciare che l’apertura del cartellone il 26 giugno avverrà con l’opera Vanessa di Samuel Barber con libretto di Gian Carlo Menotti fondatore di Spoleto, per concludersi il 12 luglio in Piazza Duomo col concerto finale diretto da Gianandrea Noseda con la Filarmonica Teatro Regio Torino per musiche di Menotti, Bernstein e Dvorák. Muscato, che firmerà la regia di Vanessa, con sul podio la sudcoreana Sora Elisabeth Lee, ha reso noto che stavolta, 65 anni dopo il debutto europeo a Spoleto dell’opera nel 1961 allora in lingua italiana, il recupero sarà nella lingua inglese originaria, omaggio al claim Radici, a un attraversamento di saperi e idiomi. Viene citato il britannico-libanese Mika e la rilettura sinfonica dei suoi brani in Piazza Duomo con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e col Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Menzionata anche Laurie Anderson che condivide una performance di maestri della viola rivoluzionanti il suono. Si fa cenno a un concerto di Arisa sempre in Piazza Duomo, ai tributi jazz notturni a Palazzo Collicola. Interviene Beatrice Rana che annuncia grandi nomi della musica classica internazionale come Yannick Nézet-Séguin, Arcadi Volodos, Yuja Wang, Mario Brunello, Giovanni Sollima, e si sofferma sui Concerti di Mezzogiorno, sulla festa di compleanno del 7 luglio a Casa Menotti con un laboratorio sonoro sperimentale. Si reinserisce Daniele Cipriani rendendo omaggio all’arte visiva di Giuseppe Penone, autore del manifesto del Festival e di sculture significative, facendo opportuno riferimento anche al Dario Fo pittore e alle sue macchine teatrali alla Rocca Albornoziana.
S’affaccia l’Intelligenza Artificiale, attraverso un video seriale.Conserva uno spazio non indifferente il teatro, la prosa, l’interpretazione della letteratura. Artista in primo piano sarà il grande regista tedesco Peter Stein che dal giorno dell’apertura dirigerà a San Simone Platonov di Cechov, testo giovanile su un uomo incapace di trovare il proprio posto nel mondo, qui interpretato da Alessandro Averone. La scena si avvarrà anche della pièce Educazione sentimentale di Ivan Cotroneo, sulla formazione emotiva maschile, protagonista Giuseppe Fiorello. C’è la dissacrante commedia nera Don Giovanni e il suo pitbulldi Dan Fante, con le criticità americane di fine millennio, per Franco Branciaroli.
Debutta la compagnia norvegese-statunitense Wakka Wakka con Dead as a Dodo, testo alla Tim Burton. Il mito viene visitato in Eumenidi: Oreste è salvo firmato da Serena Sinigaglia, e da Venus and Adonis rilettura ad opera della compagnia sudafricana Isango Ensemble. In coproduzione col Brighton Festival arriva un Kohlhaas di Heinrich von Kleistdiretto da Omar Elerian per l’attore nigeriano Arinzé Kene. Dalla Spagna giunge Esencia di Ignazio García May, regia di Eduardo Vasco. Interpretato da attori del Berliner Ensemble diretti da Fritzi Wartenberg è The Arsonists Biedermann e gli incendiari di Max Frisch. Si compone di cinque spettacoli Le radici di mezzo mondo con cinque figure del Vangelo, singoli protagonisti Lino Musella, Giuseppe Cederna, Manuela Mandracchia, Sara Putignano, Peppino Mazzotta, guidati da Michela Santeramo, Sergio Altamura, Marco Ghidelli.
L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ha in serbo tra l’altro Atti segreti per persone anonime di Claudio Tolcachir. La compagnia #SineNOmine presenta Innominabile ‘27 dedicato a Beckett nella Casa di Reclusione di Spoleto.Daniele Cipriani preferisce posporre la danza nel cartellone dei suoi annunci spoletini, perché non si identifichi un privilegio del suo territorio professionale che è da anni in particolare collocato negli eventi delle étoiles, dei ballo contemporaneo, dei coreografi. Eccoci alla prima europea di This is Rambert, con la compagnia di danza britannica più longeva al suo centenario, con un trittico affrontato dal collettivo (LA)HORDE, da Emma Evelein, fino alle nuove connessioni ritmiche di Bobbi Jene Smith.
A festeggiare un altro centenario, quello di Robert Rauschenberg, sono la Trisha Brown Dance Company e il Merce Cunningham Trust, che rendono un tributo all’interdisciplinarietà in Dancing with Bob. L’incontro fra danza e musica è affidato a Seven Ages, progetto site specific con cui il compositore Kirill Richter e il coreografo Marco Goecke firmano un lavoro sulle sette età dell’uomo secondo Shakespeare. In Sons of Echo un collettivo di primi ballerini sviluppa il tema della mascolinità di un tempo e del presente, con direzioni dettate da Lucinda Childs, Drew Jacoby, Tiler Peck e Anne Plamondon. S’ispira alla chanson francese Benjamin Millepied con Du bout des lèvres. E reinterpreta il flamenco la performance Ejercicios hacia el alivio con la bailaora Rocío Molina e il bailaor e percussionista José Manuel Ramos Oruco. E c’è il ritorno della gloriosa Maratona Internazionale di Danza ideata da Alberto Testa e Vittoria Ottolenghi al Teatro Romano, ora con Sergio Bernal, con omaggi a Jerome Robbins, con riletture da Igor Stravinskij.Tra gli eventi ecco le Lezioni di cinema con Antonio Monda, gli “Incontri letterari” a cura di Leonetta Bentivoglio (partecipazioni di Emanuele Trevi, del cardinal Matteo Maria Zuppi..), la rassegna al femminile I Dialoghi a Spoleto a cura di Paola Severino Melograni, le produzioni multidisciplinari della residenza artistica La Mama Spoleto Open. Il Premio Carla Fendi STEAM è un tributo a Robert Wilson e al Watermill Center.