Si immagina su quel che potrebbe essere, ci si rammarica per quel che non è. Debutta nell’opera il 31enne Emmanuel Tjeknavorian, talentuoso direttore emergente (già violinista prodigio) che con il repertorio sinfonico sta facendo un buon lavoro.
Il Maggio musicale fiorentino gli affida Un ballo in maschera di Verdi. Da musicista qual è, riesce a intuirne e abbozzarne il profilo teatrale, a ottenere dall’orchestra sonorità duttili, premurose con le voci. Però troppo spesso non cade a piombo con il palcoscenico e talvolta le linee melodiche in buca sono sfasate rispetto a quelle dei cantanti. C’è stoffa, manca esperienza. Non ne risentono le ugole. Tutte ben piazzate, lavorano con scrupolo anche se magari non lasciano un segno interpretativo forte.
Sono Antonio Poli, Chiara Isotton, Bogdan Baciu, Lavinia Bini e Ksenia Dudnikova, nella parte della veggente Ulrica che la regista Valentina Carrasco tramuta in Martin Luther King. Perché lo spettacolo è sì ambientato in America come partit…
Si immagina su quel che potrebbe essere, ci si rammarica per quel che non è. Debutta nell’opera il 31enne Emmanuel Tjeknavorian, talentuoso direttore emergente (già violinista prodigio) che con il repertorio sinfonico sta facendo un buon lavoro.
Il Maggio musicale fiorentino gli affida Un ballo in maschera di Verdi. Da musicista qual è, riesce a intuirne e abbozzarne il profilo teatrale, a ottenere dall’orchestra sonorità duttili, premurose con le voci. Però troppo spesso non cade a piombo con il palcoscenico e talvolta le linee melodiche in buca sono sfasate rispetto a quelle dei cantanti. C’è stoffa, manca esperienza. Non ne risentono le ugole. Tutte ben piazzate, lavorano con scrupolo anche se magari non lasciano un segno interpretativo forte.
Sono Antonio Poli, Chiara Isotton, Bogdan Baciu, Lavinia Bini e Ksenia Dudnikova, nella parte della veggente Ulrica che la regista Valentina Carrasco tramuta in Martin Luther King. Perché lo spettacolo è sì ambientato in America come partitura comanda, però all’epoca di Kennedy, dato che il protagonista è comunque un politico piacione, viene assassinato ed è anche un playboy. Solo che in Verdi il seduttore è sui generis: non s’azzarda a toccare la donna amata poiché è moglie del migliore amico. Invece qui tenta di violentarla dopo averle palpato il sedere in una cabina telefonica di fianco a un bordello.