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Se lucrare sulla guerra fa sorridere

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Lo spettacolo / Michelangelo Canzi nel monologo “A volo d’angelo”, che ha vinto il premio del FringeMi Festival a Milano
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C’è modo e modo di raccontare la guerra, il limite dei confini geografici e il conflitto tra culture, religioni, tradizioni.

A volo d’angelo lo fa con una leggerezza non banale, seguendo la storia di un «crazy Bosnian guy», un giovanotto bosniaco che durante il conflitto balcanico del 1990, sfuggiva ai cecchini serbi sul ponte di Mostar correndo come un pazzo, e ha visto morire croati, serbi che erano stati, un minuto prima della guerra, suoi amici. Oggi fa la guida turistica: «You, tourist, vuoi la guerra? Io ti vendo la guerra: business!», dice.

E così porta in giro quelli che vogliono visitare le memorie e i resti di una guerra che ha messo uno contro gli altri ex fratelli, ex parenti, ex amici. A volo d’angelo è uno spettacolo semplice, un monologo senza scene che sta girando molto per i teatri e se lo merita: premio del FringeMi Festival dove è tornato quest’anno, ospite all’Elfo, dopo la tappa a Castiglioncello al Festival InEquilibrio, il 26 a Cornate, il 9 luglio a Monza e v…

C’è modo e modo di raccontare la guerra, il limite dei confini geografici e il conflitto tra culture, religioni, tradizioni.

A volo d’angelo lo fa con una leggerezza non banale, seguendo la storia di un «crazy Bosnian guy», un giovanotto bosniaco che durante il conflitto balcanico del 1990, sfuggiva ai cecchini serbi sul ponte di Mostar correndo come un pazzo, e ha visto morire croati, serbi che erano stati, un minuto prima della guerra, suoi amici. Oggi fa la guida turistica: «You, tourist, vuoi la guerra? Io ti vendo la guerra: business!», dice.

E così porta in giro quelli che vogliono visitare le memorie e i resti di una guerra che ha messo uno contro gli altri ex fratelli, ex parenti, ex amici. A volo d’angelo è uno spettacolo semplice, un monologo senza scene che sta girando molto per i teatri e se lo merita: premio del FringeMi Festival dove è tornato quest’anno, ospite all’Elfo, dopo la tappa a Castiglioncello al Festival InEquilibrio, il 26 a Cornate, il 9 luglio a Monza e via via fino a fine agosto.

Lo ha scritto e diretto Federica Cottini, ma il centro del lavoro è Michelangelo Canzi, classe 2000, scuola Paolo Grassi di Milano, vestito come un personaggio dei film di Kusturica, esagerato, sbruffone, simpatico a prescindere. Ci appare all’inizio come il furbacchione balcanico che lucra sui ricordi del suo paese, ma le cose poi vanno diversamente. Non è facile raccontare una tragedia con allegria.

Il monologo

A volo d’angelo

Scritto e diretto da Federica Cottini, con Michelangelo Canzi

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