Venezia - Festeggia quest’anno la ventesima edizione il Festival di Danza della Biennale di Venezia e a raccontarne la storia c'è la memoria visiva di Life Lines, la video-installazione creata in collaborazione con l’Archivio Storico (ASAC), visibile in loop all’Arsenale fino al 1 agosto con le immagini di star e ‘maestri’ della coreografia internazionale da Lucinda Childs, Saburo Teshigawara, Frédéric Flamand, Karole Armitage e tanti altri, “tutti passati da qui e che ora celebrano i vent'anni di innovazione, dialogo e senso di comunità attraverso la danza”. Lo dice Wayne Mc Gregor, il coreografo-star, inglese, mente vulcanica, artista residente al Royal Ballet, creatore di immaginari pop (dai video dei Radiohead e Chemical Brothers allo show in avatar Abba Voyage), per il sesto anno direttore del festival veneziano, che col titolo “Il tempo non esiste” fino al 1 agosto, 140 artisti, oltre 60 appuntamenti, si apre a nuove geografie della grammatica del corpo grazie anche ad antiche t…
Venezia - Festeggia quest’anno la ventesima edizione il Festival di Danza della Biennale di Venezia e a raccontarne la storia c'è la memoria visiva di Life Lines, la video-installazione creata in collaborazione con l’Archivio Storico (ASAC), visibile in loop all’Arsenale fino al 1 agosto con le immagini di star e ‘maestri’ della coreografia internazionale da Lucinda Childs, Saburo Teshigawara, Frédéric Flamand, Karole Armitage e tanti altri, “tutti passati da qui e che ora celebrano i vent'anni di innovazione, dialogo e senso di comunità attraverso la danza”. Lo dice Wayne Mc Gregor, il coreografo-star, inglese, mente vulcanica, artista residente al Royal Ballet, creatore di immaginari pop (dai video dei Radiohead e Chemical Brothers allo show in avatar Abba Voyage), per il sesto anno direttore del festival veneziano, che col titolo “Il tempo non esiste” fino al 1 agosto, 140 artisti, oltre 60 appuntamenti, si apre a nuove geografie della grammatica del corpo grazie anche ad antiche tradizioni culturali o extraeuropee.
«Mi affascina l'idea del tempo ancestrale e geologico», spiega McGregor. «In parte perché è un concetto che travalica la nostra quotidianità, in parte perché sento che queste culture sono ancora troppo escluse dalla grande scena mondiale. Portare tanta diversità e varietà di pensiero in un contesto come questo è un atto fortemente espressivo».
E così sono gli artisti che hanno ricevuto il Leone d’Oro alla carriera 2026: il Bangarra Dance Theatre, ensemble interamente composta da danzatori discendenti delle Prime Nazioni australiane le cui origini risalgono a 65mila anni fa e che con Terrain di Frances Rings hanno portato con orgoglio in una danza ben radicata nei movimenti al terreno, il loro legame ultramillenario alla natura, all’acqua, agli animali; o la sudafricana Mamela Nyamza, Leone d’Argento, figura eretica che ha presentato The Herd/Less, più militante che bello, sull’idea del controllo sui corpi. «Mamela non è sostenuta nel suo Paese», spiega McGregor. «Deve autoprodursi, lavora senza risorse, eppure è una delle voci più importanti del Sudafrica».
Tra le visioni più spiazzanti c'è stata la coreografa Elle Sofe Sara con Láhppon/Lost, lavoro molto applaudito, per il rigore comunicativo della danza e dei canti ancestrali, che racconta un episodio della storia del popolo Sami, unico popolo indigeno del nord Europa con una sua lingua e cultura, dedito all’allevamento delle renne, rischia la cancellazione con la globalizzazione e in rete circola un appello per la sua protezione.
Dal 31 c’è attesa per la coreografa cinese Wen Hui e la giapponese Eiko Otake che insieme in What is War affrontano la storia delle “donne di piacere” nella Seconda guerra mondiale da un punto di vista femmnile. Ma la Biennale Danza Venezia si conferma anche il luogo della memoria viva del presente e infatti renderà omaggio in un gran finale, a partire dal 30, a una serie di star della modernità: Molissa Fenley, maestra per i giovani del Biennale College ma soprattutto interprete dello storico assolo Bardo, creato per Keith Haring, e State of Darkness, riscrittura della Sagra della Primavera con Cassandra Trenary; Adam Linder con Drip Tekhne e la super-formazione Winndance, che riunisce i coreografi e stelle della danza over 40 che con Scirocco, balleranno Morte a Venezia e il Ponte dei Sospiri, firmato, tra gli altri, da maestri John Neumeier, protagonista anche il 31 di un imperdibile incontro pubblico.
__________________________________________________
Biennale Danza
direzione Wayne Mc Gregor
Voto: quattro stelle su cinque