Che importa se i personaggi sono schematici e le storie prevedibili, quello che conta nel lavoro teatrale di Stivalaccio è prima di tutto il recupero di un repertorio popolare che ha radici nei canovacci della Commedia dell’Arte e nelle avventure dei giullari. Nel nuovo Scaramuccia, coprodotto con gli Stabili di Veneto e Bolzano, la compagnia diretta da Marco Zoppello, si misura con una storia ispirata dall’attore Tiberio Fiorilli che, intorno al 1640, incarnò in scena la figura dello spadaccino “Scaramouche”, trasformato in una maschera napoletana, emblema di furbizia e indolenza, un fanfarone simpatico e opportunista.
Lo spettacolo, che ha avuto la sua anteprima al Festival di Borgio Verezzi diretto da Maximilian Nisi, e che debutterà all’Astra di Vicenza il 22 agosto prima di una lunga tournée, vede Scaramuccia protagonista in un intreccio di materiale antico e contemporaneo, col grande comandante veneziano Bragadin e Vannacci (chiamato solo “generale”), l’assedio di Creta e varie…
Che importa se i personaggi sono schematici e le storie prevedibili, quello che conta nel lavoro teatrale di Stivalaccio è prima di tutto il recupero di un repertorio popolare che ha radici nei canovacci della Commedia dell’Arte e nelle avventure dei giullari. Nel nuovo Scaramuccia, coprodotto con gli Stabili di Veneto e Bolzano, la compagnia diretta da Marco Zoppello, si misura con una storia ispirata dall’attore Tiberio Fiorilli che, intorno al 1640, incarnò in scena la figura dello spadaccino “Scaramouche”, trasformato in una maschera napoletana, emblema di furbizia e indolenza, un fanfarone simpatico e opportunista.
Lo spettacolo, che ha avuto la sua anteprima al Festival di Borgio Verezzi diretto da Maximilian Nisi, e che debutterà all’Astra di Vicenza il 22 agosto prima di una lunga tournée, vede Scaramuccia protagonista in un intreccio di materiale antico e contemporaneo, col grande comandante veneziano Bragadin e Vannacci (chiamato solo “generale”), l’assedio di Creta e varie vicende d’amore.
Proprio gli equivoci e gli scambi di persona di queste love story danno vita a lazzi, battute e toni acidi che divertono molto il pubblico, ma più per la beffa che per la poesia. Il merito di Stivalaccio sono gli attori, allenati a un artigianato teatrale un po’ retrò che non si vede più.
Ma la commedia, come tutte le commedie, ha bisogno di ritmo, e qui ci vorrebbe uno sfoltimento nel soggetto. E qualche tentazione alla macchietta in meno.
Scaramuccia
di Marco Zoppello
Voto: tre stelle su cinque