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“Basso napoletano”, il lato oscuro di Napoli va in scena

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In questa variazione per contrabbasso e voce, Marco Sgrosso attraversa la cultura partenopea tra invettive, sogni e allucinazioni: un omaggio a Leo de Berardinis
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È nato a Napoli, l’attore Marco Sgrosso che fu in compagnia con Leo de Berardinis, poi associato con Elena Bucci ne Le belle bandiere. Adesso sostiene un tributo che attraversa tanta cultura partenopea, Basso napoletano, una variazione per contrabbasso e voce, insieme al musicista Felice Del Gaudio. All’Argot Studio vidi questo lavoro vulcanico, nero, blasfemo e pop odierno applicato a grandi autori e ad artefici in parte da scoprire. Il prologo della jam-session è inquietante: Sgrosso calza una maschera del sud, e ritma (lo fa a più riprese) la battuta «Lucariè… Lucariè, scetate» da Natale in casa Cupiello di Eduardo. È come una password per i trenta richiami ad artisti che seguiranno, con testi importanti anche di Viviani, Moscato, De Simone, Totò.

Dopo l’avvio, ecco imprecazioni, sogni, appetiti e incubi distribuiti in capitoli contenenti lamentazioni, allucinazioni, serenate avvelenate e canto. A parlarci di oggi sono gli scarafoni di Moscato formanti una folla impazzita per l’af…

È nato a Napoli, l’attore Marco Sgrosso che fu in compagnia con Leo de Berardinis, poi associato con Elena Bucci ne Le belle bandiere. Adesso sostiene un tributo che attraversa tanta cultura partenopea, Basso napoletano, una variazione per contrabbasso e voce, insieme al musicista Felice Del Gaudio. All’Argot Studio vidi questo lavoro vulcanico, nero, blasfemo e pop odierno applicato a grandi autori e ad artefici in parte da scoprire. Il prologo della jam-session è inquietante: Sgrosso calza una maschera del sud, e ritma (lo fa a più riprese) la battuta «Lucariè… Lucariè, scetate» da Natale in casa Cupiello di Eduardo. È come una password per i trenta richiami ad artisti che seguiranno, con testi importanti anche di Viviani, Moscato, De Simone, Totò.

Dopo l’avvio, ecco imprecazioni, sogni, appetiti e incubi distribuiti in capitoli contenenti lamentazioni, allucinazioni, serenate avvelenate e canto. A parlarci di oggi sono gli scarafoni di Moscato formanti una folla impazzita per l’afa, ma il corpo di Marco Sgrosso attinge a tammurriate, a tormenti coi vermi, a femmine tossiche.

Con la sfacciataggine di Ferdinando Russo, scopriamo Angelo Manna, Giovanni Boccacciari. Bel furore del protagonista, col suono di Del Gaudio. Dedica a Leo. Marchio della compagnia, con Emilia&Romagna e Comune di Russi. Imperdibile il 10-11 ottobre alla Galleria Toledo di Napoli.

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