✕

“Baraonda”, un duello tra maschere stupefacenti. La recensione

Ascolta l'audio

Evelina Rosselli e Caterina Rossi sono le interpreti dello spettacolo liberamente ispirato a “Ubu Cocu” di Alfred Jarry
1 minuti di lettura

Solo alla fine di Baraonda, riscrittura minacciosa d’un classico sulla violenza del potere, si coglie a pieno l’ingegno organico, politico e di acuta contraffazione della compagnia (da definirsi speciale) Gruppo Uror, che s’ispira a Ubu Cocu, dal ciclo di Ubu di Alfred Jarry, per estrarvi la figura d’un presidente dittatoriale dei nostri giorni ostile a un apparentemente integerrimo scienziato da laboratorio. Baraonda è, al Ginesio Fest, un’anteprima del 13-14 ottobre al RomaEuropa Festival, uno spettacolo prodotto dal Metastasio di Prato, avvalendosi di due performance anomale e stupefacenti messe a segno in scena da Evelina Rosselli e Caterina Rossi.

Vale a dire che solo agli applausi conclusivi il pubblico s’avvede che nei panni del premier politico che ha cercato sempre consenso stringendo le mani agli spettatori e tirando fuori varie propagande, e nelle sembianze dell’emerito studioso cui viene anche elargito un gran premio nazionale purché sia ricattabile, a recitare con opachi…

Solo alla fine di Baraonda, riscrittura minacciosa d’un classico sulla violenza del potere, si coglie a pieno l’ingegno organico, politico e di acuta contraffazione della compagnia (da definirsi speciale) Gruppo Uror, che s’ispira a Ubu Cocu, dal ciclo di Ubu di Alfred Jarry, per estrarvi la figura d’un presidente dittatoriale dei nostri giorni ostile a un apparentemente integerrimo scienziato da laboratorio. Baraonda è, al Ginesio Fest, un’anteprima del 13-14 ottobre al RomaEuropa Festival, uno spettacolo prodotto dal Metastasio di Prato, avvalendosi di due performance anomale e stupefacenti messe a segno in scena da Evelina Rosselli e Caterina Rossi.

Vale a dire che solo agli applausi conclusivi il pubblico s’avvede che nei panni del premier politico che ha cercato sempre consenso stringendo le mani agli spettatori e tirando fuori varie propagande, e nelle sembianze dell’emerito studioso cui viene anche elargito un gran premio nazionale purché sia ricattabile, a recitare con opachi sorrisi sono state per tutto il tempo due attrici ben camuffate, capaci di voci ombrose. Senza bisogno di IA, a Evelina Rosselli e Caterina Rossi basta la sfida tra un’autorità e un ricercatore per gestire un duello con cavie sanguinarie, pistole che sparano senza fine, microfoni contesi, ruoli invertiti. Senza eliminare i divari dell’umanità, calzando maschere CreatFx.


Baraonda

Regia di Gruppo Uror

Voto: quattro stelle su cinque

Leggi i commenti