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Maddalena Crippa e la rabbia di Clitennestra in “Agamennone” di Sinisi. La recensione

Maddalena Crippa è Clitennestra in "Agamennone" 

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Il drammaturgo porta in scena l’opera, diretta di Gianluigi Fogacci, con l’attrice e Sergio Basile sui quali poggia tutto lo sviluppo drammatico
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Senza esagerare, si può ben dire che Fabrizio Sinisi è l’autore vivente più bravo del nostro teatro: drammaturgo della compagnia Lombardi-Tiezzi che per prima ha intercettato, nel 2011, il suo talento, si è fatto notare nella cura e adattamento di drammaturgie già note o classiche, oltre che nei testi suoi. Questo Agamennone, in scena fino a ieri al teatro Menotti di Milano, il 10 a Solomeo, lo ha scritto a 29 anni nel 2016, ma è una riscrittura già matura, completa, della tragedia di Eschilo.

Bella nel ritmo e nella ricercatezza lessicale, racconta di una Argo “intontita dal disordine, ottusa e accecata”, della guerra che è sempre fine e inizio, e di mondi interiori lacerati, ma lo fa con un tono compassionevole che lo spettacolo diretto da Gianluigi Fogacci rispetta, senza strafare (ovvio, qui siamo alla scuola di Peter Stein) con essenzialità anche nella scena e negli abiti, contemporanei e con qualche dettaglio arca…

Senza esagerare, si può ben dire che Fabrizio Sinisi è l’autore vivente più bravo del nostro teatro: drammaturgo della compagnia Lombardi-Tiezzi che per prima ha intercettato, nel 2011, il suo talento, si è fatto notare nella cura e adattamento di drammaturgie già note o classiche, oltre che nei testi suoi. Questo Agamennone, in scena fino a ieri al teatro Menotti di Milano, il 10 a Solomeo, lo ha scritto a 29 anni nel 2016, ma è una riscrittura già matura, completa, della tragedia di Eschilo.

Bella nel ritmo e nella ricercatezza lessicale, racconta di una Argo “intontita dal disordine, ottusa e accecata”, della guerra che è sempre fine e inizio, e di mondi interiori lacerati, ma lo fa con un tono compassionevole che lo spettacolo diretto da Gianluigi Fogacci rispetta, senza strafare (ovvio, qui siamo alla scuola di Peter Stein) con essenzialità anche nella scena e negli abiti, contemporanei e con qualche dettaglio arcaico.

Lo svolgimento drammatico lo fanno gli attori: Cassandra e il coro, cioè Emilia Scatigno, Claudio Pellegrini e Alessandro Sampaoli, ma soprattutto Maddalena Crippa, una Clitennestra mai “Penelope addolorata” ma rabbiosa e impudente, così come Sergio Basile è il re energico ma con un’ombra di fallimento. Sono loro due ad avere la scena più bella: uno struggente incontro d’amore un attimo prima che lei lo uccida. Perché qui è la tragedia: la verità è sfaccettata, non ha mai un solo colore.


Agamennone

regia di Gianluigi Fogacci

VOTO Tre stelle su cinque

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