✕

Giù il sipario, teatri in sciopero: mobilitazione nazionale, il 9 novembre la manifestazione a Roma

Ascolta l'audio

Presìdi in tutta Italia, da Torino a Catania: avanti fino al 30 ottobre la protesta per il rinnovo del contratto nazionale, per aumenti delle retribuzioni e per il riconoscimento di maggiori tutele
2 minuti di lettura

ROMA – Oggi sipari abbassati. Tutte le professionalità del teatro si fermano per lo sciopero nazionale proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil per il rinnovo del contratto nazionale (fermo al 2018), per aumenti delle retribuzioni e per il riconoscimento di maggiori tutele. La mobilitazione (decisa unitariamente alla rottura del tavolo di confronto con Federvivo sul contratto nazionale) è iniziata il 21, gli scioperi finiranno il 30, il 9 novembre manifestazione nazionale a Roma. Presìdi in tutta Italia: nella capitale con il Teatro Argentina e il Valle sotto la sede Agis Federvivo e davanti al Valle; a Milano i lavoratori del Piccolo, dell’Elfo Puccini, degli Arcimboldi, del Manzoni si ritroveranno alle 18 davanti allo Strehler; e ancora Trianon e Mercadante a Napoli, Ivo Chiesa a Genova, Verga a Catania, Fraschini a Pavia, Donizetti a Bergamo, Metastasio a Prato e Carignano a Torino.

Il Teatro Valle di …

ROMA – Oggi sipari abbassati. Tutte le professionalità del teatro si fermano per lo sciopero nazionale proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil per il rinnovo del contratto nazionale (fermo al 2018), per aumenti delle retribuzioni e per il riconoscimento di maggiori tutele. La mobilitazione (decisa unitariamente alla rottura del tavolo di confronto con Federvivo sul contratto nazionale) è iniziata il 21, gli scioperi finiranno il 30, il 9 novembre manifestazione nazionale a Roma. Presìdi in tutta Italia: nella capitale con il Teatro Argentina e il Valle sotto la sede Agis Federvivo e davanti al Valle; a Milano i lavoratori del Piccolo, dell’Elfo Puccini, degli Arcimboldi, del Manzoni si ritroveranno alle 18 davanti allo Strehler; e ancora Trianon e Mercadante a Napoli, Ivo Chiesa a Genova, Verga a Catania, Fraschini a Pavia, Donizetti a Bergamo, Metastasio a Prato e Carignano a Torino.

Il Teatro Valle di Roma: la riapertura dieci giorni fa 

Sono soltanto alcune delle adesioni che seguono le proteste già promosse in molti teatri italiani. "La rottura della trattativa rappresenta l'esito inevitabile di un confronto durato due anni - affermano congiuntamente i rappresentanti dei lavoratori - durante i quali la parte datoriale ha respinto tutte le richieste avanzate dai sindacati per ammodernare e dare dignità al settore, dall'unificazione dei contratti, alla definizione di una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive. A fronte di un contratto nazionale la cui ultima revisione risale al 2018, per una vigenza di fatto che sfiora i nove anni, la controparte ha risposto con proposte economiche del tutto insufficienti, che non riescono nemmeno a scalfire un tasso di inflazione che, per il periodo di vacanza contrattuale ha raggiunto il 23%".

Il Carignano di Torino 

"Per i dipendenti dei teatri, la cui paga media mensile si attesta attualmente su 1.433,43 euro, la proposta di aumento è pari al 18% distribuito nell'arco di tre anni. Ciò significa che solo nel 2029 lo stipendio medio di questi lavoratori raggiungerebbe 1.691,44 euro, determinando un incremento di 258,01 euro complessivi: di fatto - hanno calcolato le rappresentanze sindacali - in assenza di arretrati e a fronte di nove anni di blocco contrattuale, l'aumento reale equivale a circa 28 euro lordi all'anno. Ancora più eclatante è la proposta avanzata per il personale scritturato, categoria che comprende tra le altre le professioni di attore, ballerino, macchinista, professore d'orchestra e capo macchinista. Per questi lavoratori il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di soli 58,69 euro lordi. L'aumento ipotizzato del 20% spalmato in tre anni porterebbe la paga giornaliera nel 2029 a 70,42 euro: un adeguamento di appena 11,73 euro lordi al giorno che, spalmato sui nove anni trascorsi dal precedente rinnovo e senza alcun riconoscimento degli arretrati, corrisponde a un incremento di circa 1,30 euro lordi all'anno". Proposte "inaccettabili" per i sindacati e per le lavoratrici e i lavoratori che dopo la giornata di domani si preparano alla manifestazione nazionale del 9 novembre a Roma.

Leggi i commenti