La spensierata canzone per bambini Un elefante si dondolava... ha suggerito il titolo e la struttura sequenziale d’un testo alla traumatica e portentosa drammaturga performer Francesca Astrei, Premio Ubu 2025. Il lavoro è un appello sociale svelante sul non detto di chi è il caregiver, il sostenitore d’un soggetto disabile, e lo spettacolo Gli elefanti nella stanza è da lei stessa interpretato all’India fino all’1 novembre, prodotto dal Teatro di Roma.
L’impresa è da non perdere perché all’interno di dieci sedie schierate sullo sfondo di spalle al pubblico, l’autrice vi trascina dentro e vi impersona una potente e impotente terna femminile, quella d’una madre, una nonna e una sorella d’una giovane invalida senza voce (Nina), dando anche corpo a vari altri ruoli, i parenti, i frequentatori di Inps, neuro-piscine, centri d’estetica, sale operatorie. È sempre tutto un corri corri tra luoghi d’accoglienza per diversamente a…
La spensierata canzone per bambini Un elefante si dondolava... ha suggerito il titolo e la struttura sequenziale d’un testo alla traumatica e portentosa drammaturga performer Francesca Astrei, Premio Ubu 2025. Il lavoro è un appello sociale svelante sul non detto di chi è il caregiver, il sostenitore d’un soggetto disabile, e lo spettacolo Gli elefanti nella stanza è da lei stessa interpretato all’India fino all’1 novembre, prodotto dal Teatro di Roma.
L’impresa è da non perdere perché all’interno di dieci sedie schierate sullo sfondo di spalle al pubblico, l’autrice vi trascina dentro e vi impersona una potente e impotente terna femminile, quella d’una madre, una nonna e una sorella d’una giovane invalida senza voce (Nina), dando anche corpo a vari altri ruoli, i parenti, i frequentatori di Inps, neuro-piscine, centri d’estetica, sale operatorie. È sempre tutto un corri corri tra luoghi d’accoglienza per diversamente abili, dove la madre perde la testa e la sorella perde le parole suonando al pianoforte solo i jingle dell’elefante.
Finché Nina compie, festeggiata, i suoi 18 anni, finché la madre s’avvicina alla sua fine, e solo allora esce lo sfogo terrorizzato della sorella che, come ispirata dai deliri di Tennessee Williams o di Moscato, confessa di non farcela, da sola. E vedendo la genitrice in lacrime, scoppia in un “mamma, non piangere”. Buio. Bellissimo.
Voto: 4 stelle su 5