I FAN americani sono rimasti sconvolti. Sconcertati ne parlano in rete ancora adesso, a distanza di oltre dieci giorni dalla messa in onda della penultima puntata della terza stagione di "Il trono di spade". Anche in questa terza stagione la nona puntata si caratterizza per un colpo di scena inatteso. Meglio non approfondire. Perché da noi, sul canale Sky Cinema 1, quella famigerata penultima puntata del serial-cult per eccellenza di questi ultimi anni, andrà in onda stasera (venerdì 14 giugno), in coppia con la decima e ultima, secondo la scansione scelta dalla tv satellitare di casa nostra.
FOTO I momento clou delle tre stagioni
GoT, record di download
VIDEO I fan davanti all'ultima puntata
Era da tempo che una serie televisiva non riusciva a calamitare in modo così spasmodico l'attenzione di un grande numero di appassionati, fedeli, attenti e dotati, si spera, di buona memoria. Perché, al contrario di quanto accade normalmente per un serial tv, nel quale si seguono le avventure di due-tre personaggi, quattro al massimo, "Il trono di spade" schiera una folla di caratteri che nemmeno il lodatissimo "Lost" o il corale "Downton Abbey" sono in grado di contenere. Sarà anche per questo, oltre alla altissima qualità cinematografica (costosa: 6 milioni di dollari a episodio, praticamente dieci veri e propri film, o un film di dieci ore) e di scrittura (autori due quarantenni, David Benioff e D. B. Weiss), che il serial tratto dai ponderosi romanzi fantasy di George R. R. Martin non lasciano indifferenti, anzi sono una manna irresistibile per chi subisce il fascino della pura narrazione.
Che segue uno schema ben preciso. Con una prima stagione servita a introdurre i personaggi e a stabilire una serie di relazioni fra di loro. E una seconda stagione che ha frammentato il flusso del racconto in tante bolle narrative, ciascuna dedicata a un personaggio. In mezzo alle quali occorre orientarsi. E il premio finale è il mondo, cupo, violento, erotico e fantasy che fa da sfondo alla lotta per il potere di quattro famiglie: Lannister, Baratheon, Stark e Targaryen.
[[ge:rep-locali:repubblica:61017118]]
Il più carismatico dei personaggi in campo resta Tyrion Lannister, il nano, lascivo e astuto, interpretato da quello straordinario attore che è Peter Dinklage. Incastrato dal padre Tywin in un matrimonio di convenienza con l'adolescente Sansa Stark, malgrado sia innamorato della sua ancella.
Appassionante anche la tranche narrativa dedicata a Jaime Lannister, perfido, cinico e incestuoso (è amante della sorella gemella Cersei dalla quale ha avuto un figlio, l'odioso re adolescente Joffrey). È in viaggio per la capitale, Approdo del Re, con quella magnifica combattente che è Brienne of Tarth: un viaggio e un rapporto che lo stanno cambiando profondamente.
In grandissima crisi gli Stark, guidati da Robb, debole e indeciso, totalmente proiettato nel suo rapporto con Jeyne. Il "bastardo" di casa Stark, Jon Snow, è impegnato a sua volta nel nuovo rapporto d'amore con la "barbara" Ygritte e nell'assalto che i Bruti stanno preparando al popolo del Nord. Mentre la piccola Stark, Arya, smarrita dopo la fuga dalle carceri dei Lannister, sta cercando di riunirsi alla famiglia.
La dea-ex-machina dell'intero racconto non potrà che essere la conturbante Daenerys Targaryen (Emilia Clarke), la regina dei draghi, che mostrando forza e astuzia insospettabili sta riunendo l'esercito che le servirà a riprendersi il trono dei Sette Regni.
In estrema sintesi, molto laconica, questi i personaggi e le situazioni che lo spettatore si trova di fronte alla vigilia della conclusione della terza stagione di "Game of Thrones" che non porterà certamente a conclusione tutte le strade aperte. Per quello bisognerà attendere la quarta, già annunciata da Hbo, e chissà se basterà.
FOTO I momento clou delle tre stagioni
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Era da tempo che una serie televisiva non riusciva a calamitare in modo così spasmodico l'attenzione di un grande numero di appassionati, fedeli, attenti e dotati, si spera, di buona memoria. Perché, al contrario di quanto accade normalmente per un serial tv, nel quale si seguono le avventure di due-tre personaggi, quattro al massimo, "Il trono di spade" schiera una folla di caratteri che nemmeno il lodatissimo "Lost" o il corale "Downton Abbey" sono in grado di contenere. Sarà anche per questo, oltre alla altissima qualità cinematografica (costosa: 6 milioni di dollari a episodio, praticamente dieci veri e propri film, o un film di dieci ore) e di scrittura (autori due quarantenni, David Benioff e D. B. Weiss), che il serial tratto dai ponderosi romanzi fantasy di George R. R. Martin non lasciano indifferenti, anzi sono una manna irresistibile per chi subisce il fascino della pura narrazione.
Che segue uno schema ben preciso. Con una prima stagione servita a introdurre i personaggi e a stabilire una serie di relazioni fra di loro. E una seconda stagione che ha frammentato il flusso del racconto in tante bolle narrative, ciascuna dedicata a un personaggio. In mezzo alle quali occorre orientarsi. E il premio finale è il mondo, cupo, violento, erotico e fantasy che fa da sfondo alla lotta per il potere di quattro famiglie: Lannister, Baratheon, Stark e Targaryen.
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Il più carismatico dei personaggi in campo resta Tyrion Lannister, il nano, lascivo e astuto, interpretato da quello straordinario attore che è Peter Dinklage. Incastrato dal padre Tywin in un matrimonio di convenienza con l'adolescente Sansa Stark, malgrado sia innamorato della sua ancella.
Appassionante anche la tranche narrativa dedicata a Jaime Lannister, perfido, cinico e incestuoso (è amante della sorella gemella Cersei dalla quale ha avuto un figlio, l'odioso re adolescente Joffrey). È in viaggio per la capitale, Approdo del Re, con quella magnifica combattente che è Brienne of Tarth: un viaggio e un rapporto che lo stanno cambiando profondamente.
In grandissima crisi gli Stark, guidati da Robb, debole e indeciso, totalmente proiettato nel suo rapporto con Jeyne. Il "bastardo" di casa Stark, Jon Snow, è impegnato a sua volta nel nuovo rapporto d'amore con la "barbara" Ygritte e nell'assalto che i Bruti stanno preparando al popolo del Nord. Mentre la piccola Stark, Arya, smarrita dopo la fuga dalle carceri dei Lannister, sta cercando di riunirsi alla famiglia.
La dea-ex-machina dell'intero racconto non potrà che essere la conturbante Daenerys Targaryen (Emilia Clarke), la regina dei draghi, che mostrando forza e astuzia insospettabili sta riunendo l'esercito che le servirà a riprendersi il trono dei Sette Regni.
In estrema sintesi, molto laconica, questi i personaggi e le situazioni che lo spettatore si trova di fronte alla vigilia della conclusione della terza stagione di "Game of Thrones" che non porterà certamente a conclusione tutte le strade aperte. Per quello bisognerà attendere la quarta, già annunciata da Hbo, e chissà se basterà.