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Luca Zingaretti da meschino a eroe:
è un magistrato che combatte in Calabria

L'attore sul set della fiction Rai "Il giudice meschino", regia di Carlo Carlei. Storia di un magistrato indolente che ritrova il senso etico dopo l'omicidio di un collega. "Si parla di collusione con i poteri dello Stato. È una fiction coraggiosa". Nel cast anche la moglie dell'interprete, Luisa Ranieri

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REGGIO CALABRIA - Luca Zingaretti risponde prima che gli venga la fatta la domanda: "Mi sono chiesto se fosse opportuno, visto che interpreto il commissario Montalbano, accettare il ruolo di un altro uomo di legge. Ma sono due uomini del Sud molto diversi, raccontiamo storie diverse. Era solo una bellissima sfida". Da uomo di legge siciliano, innamorato del proprio lavoro, con un senso di giustizia altissimo, a magistrato indolente, Giudice meschino come recita il titolo del libro dell'ingegnere Mimmo Gangemi (Einaudi) da cui è tratta la nuova serie Rai, girata a Reggio Calabria da Carlo Carlei, di cui l'attore è protagonista.

C'è un prima e un dopo nella vita di tutti: il magistrato Alberto Lenzi ritrova se stesso dopo l'omicidio di un amico. "È un uomo - dice Zingaretti - che a un certo punto, sconfitto dai poteri forti, si è ritirato, non crede più nel suo lavoro, ma che ritrova l'orgoglio quando il più caro amico, Maremmi, collega integerrimo, viene ucciso. Indagava su un traffico di rifiuti radioattivi. Ecco, il percorso di Lenzi - donnaiolo, superficiale, separato, con un figlio che non vede mai, un "meschino" che con uno scatto d'orgoglio diventa eroe, mi sembrava molto interessante".
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Il giudice meschino racconta una terra bellissima e difficile, tutta da scoprire, la Calabria, dove troppo spesso il malaffare trova alleati negli uomini dello Stato, dove la 'ndrangheta è padrona, ed è quasi dato per scontato, e dove i giovani hanno una gran voglia di cambiare le cose. Giudici coraggiosi come Nicola Gratteri, sotto scorta dall'89, vivono blindati pur di fare il proprio lavoro. Nel Giudice meschino il magistrato Lenzi si risveglia, riscopre il senso etico. "Il suo vero problema è che non sa di chi fidarsi" racconta Zingaretti. È il vecchio boss don Mico Rota, il peso di svariati ergastoli sulle spalle, che sa molto e si gioca le sue carte per poter mettere il naso fuori dal carcere, a indicargli la strada e a insegnargli una piccola grande verità: "Il male si può nascondere ovunque".

"Carlei - dice l'attore - mi aveva parlato del progetto di questa fiction un anno fa, volevo tanto lavorare con lui, è un regista con un tocco speciale. Ho letto il romanzo e sono rimasto colpito: la storia è bellissima, radicata al territorio, reale. Per la prima volta, parlando di un tema scottante come i rifiuti tossici, non si dà solo la colpa ai 'cattivi', alla malavita organizzata, ma si parla di collusione con i poteri dello Stato. È una fiction coraggiosa".

Colori da cartolina, una fetta di Sicilia che si affaccia sull'acqua, sul lungomare di Reggio Calabria quando gira Zingaretti si ferma il traffico, c'è la processione per gli autografi; nella sala dove restaurano i Bronzi di Riace un gruppo di turiste del Massachusetts lo accerchia. "L'affetto per Montalbano è fortissimo - dice l'attore - la serie ha fatto il giro del mondo e il successo delle repliche mi fa piacere perché è una ricompensa per il produttore, il cast, la troupe che si è dedicata alla serie e ci ha creduto in questi anni. Non ho paura di restare legato al personaggio: ho interpreto Perlasca, il giudice Borsellino, Adriano Olivetti. Anche il ruolo del giudice Lenzi fa parte di una galleria di figure forti, le scelgo in base a quello che hanno da raccontare: questo magistrato calabrese ha molto da dire".

Al fianco di Zingaretti c'è la moglie Luisa Ranieri nel ruolo del maresciallo dei carabinieri Marina Rossi, che lo aiuta nelle indagini. "Girare con Luca è naturale - spiega - avevamo già lavorato insieme in Cefalonia, ora siamo sposati e abbiamo una bambina. È il nostro privato, ma sul lavoro siamo due attori che hanno fatto il proprio percorso e si rincontrano sul set. Questa donna carabiniere è l'angelo custode, non è sposata, non ha figli: vede un magistrato sciatto, disinteressato e non lo stima, ma se ne innamora. Intuisce che qualcosa ha cambiato il corso delle cose". Prodotto da Paola e Fulvio Lucisano con RaiFiction e il contributo della Calabria Film Commission, scritto da Carlei con Giancarlo De Cataldo, Mimmo Rafele, Monica Zapelli Il giudice meschino è un film in due puntate che, nelle intenzioni dei Lucisano, potrebbe diventare una serie in più episodi "perché il personaggio è bellissimo e ci sono altri casi da sviluppare". Nel cast ci sono Paolo Briguglia, Gioele Dix, Andrea Tidona, Maurizio Marchetti, Claudio Spadaro e Felicitas Woll.