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Fabio Fazio ricomincia da Enrico Letta:
"Mi piace chi racconta la propria passione"

Da domani riprende "Che tempo che fa", fra gli ospiti della prima puntata il presidente del Consiglio, Ettore Scola, Stefano Bollani. Gli esordi, la politica, la Rai, e forse Saviano a Sanremo: "Se una delle autorità morali di questo Paese, che è anche un amico, venisse, mi farebbe piacere"
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ROMA - "La prima domanda che farò a Enrico Letta? Deciderò domenica leggendo le ultime agenzie, cambia tutto così rapidamente". Fabio Fazio riparte domani con Che tempo che fa, su RaiTre, ospitando il presidente del Consiglio, Ettore Scola, Stefano Bollani. Raphael Gualazzi cura la colonna sonora del programma, quest'anno la puntata dura un'ora in più.

Fazio, i talk show politici sono in crisi. Preoccupato?
"Oggi il vero problema della tv, dell'informazione, di tutto è la scarsa voglia di approfondire le cose. Prevale la semplificazione sulla complessità, è tutto buono o cattivo, bello o brutto, solo giudizi tranchant. Non è così".

Non pensa che anche la formula delle interviste possa stancare il pubblico?
"Gli americani non si stufano, vanno avanti in eterno. Non mi preoccupo della percentuale dei politici, penso che si debba osare sempre di più. Vorrei invitare persone che raccontano la passio…
ROMA - "La prima domanda che farò a Enrico Letta? Deciderò domenica leggendo le ultime agenzie, cambia tutto così rapidamente". Fabio Fazio riparte domani con Che tempo che fa, su RaiTre, ospitando il presidente del Consiglio, Ettore Scola, Stefano Bollani. Raphael Gualazzi cura la colonna sonora del programma, quest'anno la puntata dura un'ora in più.

Fazio, i talk show politici sono in crisi. Preoccupato?
"Oggi il vero problema della tv, dell'informazione, di tutto è la scarsa voglia di approfondire le cose. Prevale la semplificazione sulla complessità, è tutto buono o cattivo, bello o brutto, solo giudizi tranchant. Non è così".

Non pensa che anche la formula delle interviste possa stancare il pubblico?
"Gli americani non si stufano, vanno avanti in eterno. Non mi preoccupo della percentuale dei politici, penso che si debba osare sempre di più. Vorrei invitare persone che raccontano la passione per quello che fanno: scienziati o artisti".

Nel film di Andò Viva la libertà sulla crisi della sinistra, durante un comizio, il leader Toni Servillo dice: "La parola che mi è più cara su questo palco non c'è: passione...".
"La frase sulla passione e quella di La grande bellezza, 'Ho l'età non posso più perdere tempo', sono le mie preferite. Tra qualche giorno, il 10 ottobre, festeggio i miei lunghi trent'anni di Rai".

Il debutto?
"A Pronto Raffaella?, sono passate alcune ere geologiche. Sono privilegiato ho iniziato con Voglino, Vaime, Sacerdote. A Black out Salce al mattino ti raccontava di Studio uno e Canzonissima. Ho avuto come maestri i padri della patria televisiva significa aver imparato una grande lezione di gusto".

Crede ancora nel servizio pubblico?
"Sono in controtendenza ma penso che tutto ciò che è pubblico abbia un valore assoluto irrinunciabile: dalla scuola pubblica alla sanità. La tv pubblica è di tutti, è il luogo dove far nascere il dibattito, non si deve avere paura".

Essere "uomo Rai" significa avere una responsabilità in più?
"Per me sì, molti dicono 'Rai', come fosse un'azienda come un'altra, io dico 'la Rai' per me ci dev'essere l'articolo determinativo: grazie alla tv è nata la lingua, si è unito il Paese, per questo bisogna curare scenografia costumi, tutto. Perché estetica è etica: anche la tv educa le persone alla bellezza".

Dopo l'esposto del capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta il Consiglio dell'Agcom ha bacchettato lei e Lucia Annunziata chiedendo più pluralismo.
"Non entro nell'ambito della decisione di un'autorità, ci saranno le controdeduzioni della Rai. A me interessa che durante la par condicio si rispettino le regole e l'abbiamo sempre fatto. C'erano le primarie Pd e ci sono stati più ospiti del Pd, se ci fossero state le primarie del Pdl avremmo invitato i loro esponenti, nessuno ha pregiudizi. Ma non è accettabile ricondurre persone che fanno cultura ad aree politiche. Non invito la gente e chiedo per chi vota, è inaccettabile fare una classificazione di questo tipo. Mi interessa raccontare la contemporaneità: basta applicare la banale categoria del buon senso e la deontologia".

La Commissione di vigilanza ha chiesto di visionare Mission.
"Ho letto i giornali, so poco ma il tema è quello: viviamo una condizione anomala. Fino a quando la Rai non si libera da tutti i vincoli, compresa la politica, è sempre sotto tutela. E la tutela della politica è molto gravosa".

Come si prepara per il Festival di Sanremo bis?
"Luciana Littizzetto è il nostro motore di prua, ecco, lei avrebbe detto di poppa. È il centravanti grazie al quale ci permettiamo tutti i lussi, il Festival con lei è un divertimento, sono il suo fan numero uno".

E Saviano verrà a Sanremo?
"Finora abbiamo fatto due riunioni per capire come cambiare il regolamento, ho solo detto che se una delle autorità morali di questo Paese, che è anche un amico, venisse, mi farebbe piacere. Ho capito che da qui a Sanremo non bisogna nominare nessuno. C'è sempre qualcuno che ti chiede: con chi parlavi? Viene al Festival?, ed ero al telefono con mio padre. Appena nomini Sanremo tutto diventa notizia".