✕

Robert Redford e lo scandalo Watergate:
la vera storia dello scoop del secolo

L'attore e regista racconta in un documentario i fatti che portarono alla caduta di Nixon e la storia dei due giornalisti interpretati da lui e Dustin Hoffman in "Tutti gli uomini del presidente". "L'unica difficoltà, parlare del presidente: così puritano fuori, così perverso dentro". Stasera su Discovery Channel
2 minuti di lettura
"FOLLOW the money", "segui i soldi". Come dire: "se cerchi la verità, segui i grandi flussi di denaro". Questo celebre consiglio di Gola Profonda, la fonte all'epoca anonima del Washington Post, aiutò il quotidiano americano a far emergere lo scandalo Watergate nel '72, al quale seguì la caduta del Presidente Richard Nixon, grazie a intercettazioni abusive effettuate nel quartier generale del Comitato Nazionale Democratico, da parte di repubblicani dell'entourage presidenziale. Questo è uno dei tanti dettagli che saranno ricordati, in esclusiva italiana, stasera alle 21 su Discovery Channel (Sky canali 401, 402 e in hd) in Tutti gli uomini del Presidente - La vera storia, documentario tv di due ore voluto e firmato da Robert Redford.

L'attore, già protagonista insieme a Dustin Hoffman del celebre film diretto da Alan J. Pakula Tutti gli uomini del presidente, nel '74 acquistò i diritti cinematografici dell'omonimo …
"FOLLOW the money", "segui i soldi". Come dire: "se cerchi la verità, segui i grandi flussi di denaro". Questo celebre consiglio di Gola Profonda, la fonte all'epoca anonima del Washington Post, aiutò il quotidiano americano a far emergere lo scandalo Watergate nel '72, al quale seguì la caduta del Presidente Richard Nixon, grazie a intercettazioni abusive effettuate nel quartier generale del Comitato Nazionale Democratico, da parte di repubblicani dell'entourage presidenziale. Questo è uno dei tanti dettagli che saranno ricordati, in esclusiva italiana, stasera alle 21 su Discovery Channel (Sky canali 401, 402 e in hd) in Tutti gli uomini del Presidente - La vera storia, documentario tv di due ore voluto e firmato da Robert Redford.

L'attore, già protagonista insieme a Dustin Hoffman del celebre film diretto da Alan J. Pakula Tutti gli uomini del presidente, nel '74 acquistò i diritti cinematografici dell'omonimo libro a cui il film si ispira, scritto da Bob Woodward (Redford) e Carl Bernstein (Hoffman), i due giovani reporter del Washington Post autori dello scoop del secolo. "Ho iniziato a pensare a questo progetto fin dalla primavera del 2012. La difficoltà per me era come riuscire a parlare di Nixon - spiega Redford - in che modo ritrarre una persona così perversa dentro e puritana fuori".

Fra i contributi del documentario, ci sono interviste inedite a Hoffman, ai due giornalisti Woodward e Bernstein (che da allora non avevano più incrociato le loro strade), a Tom Brokaw, anchorman della NBC, Jon Stewart del Daily Show, Ben Stein (speechwriter di Richard Nixon) e Ben Bradlee, direttore del quotidiano ai tempi del Watergate. Lo speciale è un susseguirsi di dettagli e racconti, che fotografano la delicata storia di politica e giornalismo che paralizzò gli Stati Uniti, con le udienze del Watergate che tennero incollata alla tv un'intera nazione. Attraverso la documentazione, le registrazioni e le parole di coloro che furono al centro dello scandalo, il documentario ricostruisce il valore di un'inchiesta rivoluzionaria per la storia americana.

Interessante ripercorrere visivamente come la gente reagì alle dimissioni di Nixon. Il documentario riporta uno stralcio del discorso del presidente, trasmesso in tv il 9 agosto del '74: "Non sono mai stato uno che molla. Lasciare il mio incarico prima della fine del mandato è qualcosa che mi ripugna, ma come presidente devo mettere davanti a tutto gli interessi del Paese". Ma quelle dimissioni, come evidenzia il lavoro di Redford, furono volute soprattutto, paradossalmente, dai repubblicani. E dal popolo, che si schierò nelle piazze, senza riserve, dalla parte del Washington Post.

"Sono stati i Repubblicani a fornire il vero esempio di come mettere il bene della Nazione, prima degli interessi del partito", commenta Bernstein nel documentario. Un messaggio di fondo che fa riflettere, che dà una lezione, che sottolinea come il giornalismo d'inchiesta sia un elemento a servizio della verità e del cittadino. Questa storia continua a influenzare il presente e ci fa interrogare sullo stato dei rapporti tra stampa e potere:  qual è l'eredità del Watergate? In Italia, una verità del genere, in quale modo sarebbe emersa? La gente avrebbe voluto ascoltarlo, quel tipo di verità? In un'intervista al New York Times, Woodward ha recentemente risposto indirettamente anche a questo, dichiarando che ha accettato di prendere parte al progetto di Redford per combattere i tentativi di occultamento e ostacolare quella che definisce "una guerra contro la storia e contro la verità".