Spettacoli

<a title="https://puntoitalia.online/spettacoli/tv-radio" href="https://puntoitalia.online/spettacoli/tv-radio">TELEVISIONE</a>

Filippo Timi investigatore dietro il bancone del bar

L'attore, in teatro con "Don Giovanni" e al cinema con "Un castello in Italia" è in onda su Sky Cinema 1 HD con "I delitti del Barlume". È un ex universitario che ha lasciato gli studi per aprire un locale frequentato assiduamente da quattro pensionati. Un giorno un omicidio trasforma il gruppo in una squadra di detective improvvisati

3 minuti di lettura
ROMA - "Sono un po' snob - dice Filippo Timi - perché in tv ti propongono cose buone, ma non c'è il tempo per farle bene. Anche se mi considero abbastanza bravo e considero altri attori bravissimi, sono convinto che quando manca il tempo... E poi con uno che balbetta come me non si può risparmiare sul tempo o andare di fretta. Tre settimane vanno in fumo così... ". Il produttore Carlo degli Esposti gli scrisse una lettera per convincerlo a interpretare la serie: "Senza di te non faccio i film". Timi sorride: "Ho visto che era un prodotto di qualità e ho detto sì. Guardo moltissima televisione perché mi piace, mi intrattiene. Guardo tante serie, le adoro, alcune sono più belle di certi film. Spesso la tv è meglio del cinema. Il progetto era bello, il cast ottimo. Era tutto sì, sarei stato un cretino a dire di no".

VIDEO / IL TRAILER

Protagonista a teatro con Don Giovanni e al cinema con Un castello in Italia, Timi interpreta I delitti del Barlume di Eugenio Cappuccio in onda su Sky Cinema 1 HD l'11 e il 18 novembre in prima serata. Omicidi sì ma con una buona dose di ironia. Sono quelli su cui indagano il barista Massimo e i quattro pensionati protagonisti dei due film Il re dei giochi e La carta più alta tratti dagli omonimi romanzi di Marco Malvaldi.

Le storie sono ambientate nell'immaginaria cittadina di Pineta dove Massimo, ex universitario che ha lasciato gli studi per aprire il BarLume, divide le sue giornate con Ampelio, Pilade, Gino e Aldo, quattro pensionati che trascorrono il tempo nel bar a giocare a carte. La routine viene interrotta da un omicidio e il gruppo si trasforma in una squadra di detective improvvisata. L'intuito di Massimo e la propensione dei "detective in camiciola e infradito" a non farsi mai gli affari propri saranno fondamentali per far luce sui casi senza urtare la sensibilità del commissario Vittoria Fusco (interpretata da Lucia Mascini). Nei romanzi il commissario è un uomo.
[[ge:rep-locali:repubblica:70288814]]
Fascinoso, sarcastico: "Uno con l'aria da pirata saraceno che, per qualche strana ragione, è convinto che non sempre il cliente sappia ordinare da solo", così Malvaldi descrive il suo "barrista" (due r alla toscana), Massimo. "Dietro al bancone è lui e solo lui a dettare le regole - racconta Timi - smentendo il principio per cui il cliente ha sempre ragione. Così al BarLume niente granite prima delle 11 o cappuccini dopo le 15. Ma non ha fatto i conti con Ampelio, Pilade, Gino e Aldo, "diversamente giovani"".

Il lavoro di scrittura dei film è stato coordinato da Francesco Bruni, storico autore di molti film di Paolo Virzì oltre che regista e sceneggiatore di Scialla, una delle commedie più sorprendenti degli ultimi anni. Il colpevole non viene arrestato. "Anche Montalbano lascia i colpevoli impuniti - dice Bruni - è una libertà che ci si può concedere". Nel cast debutta Enrica Guidi (Tiziana) e a interpretare i pensionati-detective, sono Carlo Monni (Ampelio), attore di culto della commedia toscana recentemente scomparso, Atos Davini (Pilade), Massimo Paganelli (Aldo), Marcello Marziali (Gino), questi ultimi due al loro debutto sul piccolo schermo.

"Monni aveva un cuore grande come una casa - dice Davini - io venivo dal teatro amatoriale, quando mi sono trovato insieme a degli attori come Timi, la Mascino ero impressionato. Mi hanno messo subito a mia agio. Il regista mi ha fatto sentire come a casa. Quindi dopo è stato facile. A volte dimenticavo delle battute, entravo in panico, però loro mi hanno sempre incoraggiato".

"La differenza tra film e romanzi è l'assenza degli spiegoni - osserva Malvaldi - cioè degli interventi dello scrittore. Cinematograficamente sarebbe risultata insopportabile. L'atmosfera c'è. Si vede che le persone realizzando il film si sono divertite. Mi sono reso conto della marea di lavoro che c'è dietro questo prodotto. Alcune sinergie che si sono create magicamente le rivedo: Eugenio Cappuccio dirigeva i vecchietti fischiettando una musichetta, che poi è stata riarrangiata nella colonna sonora. Ricordo quando Eugenio diceva a Monni: 'Monni, per favore qualche consonante'. Quando pensavo a chi dovesse interpretare Pilade Del Tacca pensavo proprio ad Atos Davini".

La serie, realizzata da Sky cinema in collaborazione con La7 e la Palomar, è la classica commedia adatta a tutta la famiglia. "Una volta ci hanno detto che ci occupavamo solo di pornostar, assassini e personaggi al margine - commenta il vicepresidente esecutivo per le produzioni originali di Sky Andrea Scrosati - qui parliamo di altro. Ci eravamo già aperti alla commedia con i film di Natale, I delitti del Barlume rappresentano un passo avanti".