Spettacoli

Rai, l’ora di 'Mission'
Cucuzza: "E' solo beneficenza"

Proteste per lo show nei campi profughi

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ROMA - Guai a chiamarlo reality. Per Giancarlo Leone, direttore di RaiUno,Mission non sfrutta la sofferenza per bassi fini di audience, ma ha uno scopo nobile: "Accendere i riflettori su realtà poco conosciute, per l'indecente indifferenza della tv". Dopo tante critiche staserà si vedrà (dalle 21) se l'obiettivo è stato centrato. Il programma è sotto la lente del presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, che chiede "chiarezza sui rimborsi spese diMission " persino "sugli occhiali griffati di Paola Barale". Ma le polemiche in corso da mesi non sono mai cessate, c'è chi alla vigilia chiede ancora di non mandarlo in onda.

E tanti si chiedono se sia giusto puntare sulle celebrities nostrane (Paola Barale ed Emanuele Filiberto di Savoia, Francesco Pannofino e Candida Morvillo, Lorena Bianchetti e Cesare Bocci, Michele Cucuzza e Barbara De Rossi, Al Bano e figlie) per far passare in prima serata i drammi dei rifugiati di Mali, Giordania, Congo, Sud Sudan e Ecuador. Il "social show" di Tullio Camiglieri e Antonio Azzalini è stato realizzato con le organizzazioni Unhcr e Intersos, ed è stato visionato dal dg Rai Luigi Gubitosi. La formula dei "vip" in visita per 15 giorni nei campi profughi (700 euro di diaria) suscita vivaci discussioni, ma i conduttori Rula Jebreal e Michele Cucuzza sono entusiasti del format.

Cucuzza, nei campi profughi sono stati allestiti dei veri set?
"È una cattiveria. Nata perché qualcuno diffuse un frammento decontestualizzato dell'inizio delle riprese, in Congo, di Paola Barale e Emanuele Filiberto.Mission ha subito critiche ingiuste ".

Critiche da Famiglia Cristiana, dall'Arci, da Laura Boldrini...
"C'è chi ha scritto che è un'Isola dei famosicon i vip tra i rifugiati: un'assurdità. Lo spirito diMission è se mai di attirare, con volti noti, spettatori che altrimenti non vedrebbero qual è la tragica realtà dei campi profughi. Un lavoro rigoroso. Io stimo la Boldrini, forse è stata influenzata dalle critiche preventive".

É polemica pure sui compensi. Sono 700 euro di diaria?
"La Rai non vuole rendere noti i compensi. É un rimborso spese. Io ho deciso di darne almeno metà in beneficenza".

Come si spiega tante proteste verso Mission ?
"È incredibile. Eppure è un metodo adottato da tante tv estere. In America con Angelina Jolie o George Clooney la tv fa cose simili, si stimola la beneficenza. Perché da noi non si può?".

Cosa succederà in studio, quale sarà il ruolo dei conduttori?
"Per me è un onore condurre Mission insieme a Rula Jebreal, giornalista di esperienza internazionale. Alterneremo i filmati ai racconti dei testimonial, in studio avremo i dirigenti dell'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr) e dell'ong Intersos".

Lei in estate rimase bloccato, con Barbara De Rossi, per una epidemia di Ebola in Congo. Perché la Rai smentì che eravate lì per Mission?
"Rimasi sorpreso anch'io per quel comunicato Rai. Forse il dirigente che lo scrisse non era al corrente. Noi eravamo in Sud Sudan, a Intersos risultavano un paio di casi di Ebola in Congo. Il nostro campo fu isolato, ci portarono presso Medici senza Frontiere. Poi, per fortuna, l'allarme cessò".