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Baudo escluso da Vespa per i 60 anni Rai: 'Mi sento cancellato'

Il presentatore escluso dalla puntata di "Porta a porta" del 7 gennaio. Il giornalista: "A una riunione per le trasmissioni sui 150 anni dell'Unità d'Italia sputò a Claudio Donat-Cattin, per questo non è stato chiamato". La replica: "Addolorato perché non si può fare un uso privatistico, privato e padronale del mezzo televisivo"

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ROMA - I 60 anni della Rai sono motivo non solo di celebrazioni ma anche di scontro. I protagonisti sono due pezzi da novanta della storia della tv pubblica, Bruno Vespa e Pippo Baudo. Già ai ferri corti dopo la trasmissione dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia andata in onda su Rai1 nell'aprile 2011, si ritrovano l'uno contro l'altro perché il presentatore è stato escluso dal parterre degli ospiti della puntata di Porta a porta del 7 gennaio, dedicata appunto all'anniversario del servizio pubblico. Un'assenza dovuta - spiega il giornalista - proprio al comportamento che Baudo tenne due anni e mezzo fa. "Non è il proprietario della Rai", è la replica del conduttore siciliano.

"Non so com'è andata, so che non sono stato chiamato. La trasmissione non l'ho vista, mi hanno detto che ero un pannello messo in un angolo come se fossi uno scomparso. Onestamente sto vivendo un momento molto difficile e complicato, dal punto di vista psicologico... come trattamento perché non mi sento vecchio, non mi sento superato, mi sento ignorato, mi sento cancellato addirittura da quello che ho fatto per 54 anni ai vertici. - le ultime parole di Baudo sull'argomento, intervistato da Giovanni Minoli su Radio 24 - E poi io penso di avere fatto una buona televisione, e dei grandi spettacoli in cui si tentava di fare il famoso nazional-popolare in cui c'era cultura e nello stesso tempo c'era spettacolo."

Il caso è stato sollevato dal senatore di Gal Antonio Scavone che ha chiesto spiegazioni al presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico sui motivi per cui Baudo non è stato invitato nel salotto di Vespa insieme a Piero Angela, Lino Banfi, Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Carlo Conti, Fabrizio Frizzi, Antonio Lubrano, Mario Orfeo, Bruno Pizzul e Antonio Polito. "E' incomprensibile - sostiene il parlamentare - l'assenza di Baudo. Parliamo di una persona che ha dedicato la sua vita alla televisione italiana".

Pronta la risposta del giornalista. "Baudo - afferma - non è stato invitato alla trasmissione non per una dimenticanza, ma perché durante una riunione per le trasmissioni sui 150 anni dell'Unità d'Italia sputò addosso a Claudio Donat-Cattin, già vicedirettore di RaiUno e il più autorevole tra i nostri collaboratori". "L'incidente - prosegue - avvenne davanti a numerosi testimoni e Baudo non si è mai scusato. E' stato tuttavia ricordato in un servizio filmato". "Naturalmente - conclude Vespa - se si scusasse saremmo lieti di invitarlo alla seconda trasmissione sui 60 anni della Rai del 29 gennaio".

Ma il presentatore a scusarsi non ci pensa proprio. "E' Vespa che deve scusarsi con me - replica - perché è lui che non ha rispettato gli impegni di servizio pubblico e ha agito per vendetta personale. Non solo ha peccato, ma addirittura mi concede la grazia se io chiedo scusa. Ma chi è diventato Vespa, il proprietario della Rai?". Per Baudo, quello con Donat-Cattin è "un fatto personale". "Mi meraviglia - conclude - che il presidente e direttore generale non siano intervenuti e mi aspetto da questi ultimi una spiegazione dei fatti che rientra nei normali rapporti di educazione tra artisti e direzione Rai".

"E' proprio per il rispetto dell'etica del servizio pubblico che Baudo non è stato invitato - è la controreplica di Vespa - Sputare addosso a un vecchio dirigente Rai davanti a testimoni senza mai chiedergli scusa compromette irreparabilmente il rapporto con una squadra la cui dignità ho il dovere di difendere".