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Chiara Gamberale: "Scrivo perché la realtà non mi basta. E porto 'Dieci minuti' su Laeffe"

La scrittrice sperimenta il passaggio dalla pagina scritta al teleschermo in una striscia quotidiana su Laeffe, dall'8 marzo alle 21.10 (e dal lunedì al venerdì alle 14 e alle 19.20), coinvolgendo nel suo "gioco per persone serie" cinque "dieciminutisti": "Non possiamo definirli concorrenti perché affrontano una sfida con la loro stessa vita"

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È POSSIBILE ricominciare, rialzarsi, giocando per dieci minuti al giorno, facendo una cosa nuova. La scrittrice Chiara Gamberale condivide questa speranza nel nuovo libro Per dieci minuti, che è diventato un programma televisivo in onda su Laeffe, dall'8 marzo alle 21.10 (e dal lunedì al venerdì alle 14 e alle 19.20). Un esperimento interessante, dalla pagina al piccolo schermo, grazie alla community che ha seguito il libro (sfiora le 200mila copie vendute). Dopo aver raccontato quando arriva il dolore in Quattro etti d'amore, grazie, Chiara spiega come sia possibile superarlo. La protagonista ci riesce: per un mese, ogni giorno - seguendo il metodo di Rudolf Steiner - per almeno dieci minuti fa qualcosa che non ha mai fatto prima. "Il gioco è per persone serie", spiega la Gamberale, "rialzarsi si può, il cambiamento spaventa ma è necessario. Il libro si è abbastanza scritto da solo, mentre la mia vita si trasformava. Perché scrivo? Perché la vita non mi basta, la realtà non mi basta. È così per molte persone. Cominciando a fare questo "gioco dei dieci minuti su di me", ho capito che funziona. Cammini all'indietro per strada, ti travesti da Babbo Natale... Ha presente la storia di Forrest Gump quando poi tutti gli vanno dietro? Ecco, qualcuno mi ha seguito e grazie al libro si è formata una comunità".

Così il libro Feltrinelli grazie a Riccardo Chiattelli, direttore di Laeffe e alla casa di produzione Magnolia, è diventato una striscia con cinque protagonisti pronti a mettersi in gioco. "È stato un lavoro bellissimo" spiega Chiara Gamberale "scegliere "i dieciminutisti", che non si possono definire concorrenti perché affrontano una sfida con la loro stessa vita. Sono cinque persone molto diverse tra loro. Il senso per tutti è lo stesso: "Non resistere al cambiamento"".
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Dieci minuti non sono molti, ma possono incidere, anche se si sceglie di fare piccole cose. Marinella, 52 anni, si è sposata a 17 anni: oggi si chiede: "E io che ho fatto?". "Marinella ha una grande curiosità", racconta la scrittrice, "legge tutto, è veramente una donna forte. Ma ha perso di vista se stessa. Poi c'è Rosi, 38 anni, è organizzatrice di eventi, una mattina si è svegliata e si è chiesta: 'Oddio, ma sono quasi arrivata ai 40 anni!'. È arrivata con l'angoscia, come tante persone che non si sono mai volute fare domande. Ho un punto interrogativo e tante risposte da darsi. Samantha ha 26 anni, troppa energia e troppe domande. Il mondo le sta stretto, nessun uomo le va bene. Pensa: 'Meglio niente che qualcosa'... Siamo simili, capisco bene la sua inquietudine, mi sento un po' la sua sorella maggiore". Poi ci sono gli uomini, che hanno avuto percorsi diversi. "Alessio ha 30 anni, si è trovato ragazzo padre dopo una notte in discoteca", racconta la scrittrice, "Michele invece ha 45 anni e un problema con l'intimità. Ma è interessante perché affronta il problema, ne parla, si chiede: 'Perché con le mie cagnoline sono affettuoso ma col resto del mondo no?'".

La vita delle persone, basta solo saper ascoltare, è sempre interessante; curiosa dei sentimenti, autoironica, pronta a mettersi in gioco, la Gamberale, 37 anni fra un mese, con i suoi libri ha esplorato il mondo dei sentimenti. "Non mi è sembrato di fare un programma ma una seduta di analisi", confessa. "Per dieci minuti è una striscia di un quarto d'ora che io commento da casa, ma una volta alla settimana la combiniamo grossa tutti insieme. Facciamo una bella terapia di gruppo, è il mio momento preferito". Ride. "Il mio ruolo non è quello della psicologa o della conduttrice, sono la più sfigata di tutti. Non a caso li osservo da casa, diciamo la verità, sono la più malmessa... Non li ascolto con il cipiglio del medico ma con la comprensione di chi ci è passato".

Per dieci minuti è un esperimento multimediale, un format nuovo che non somiglia a niente. "Le immagini sono bellissime", osserva la Gamberale, "i nostri protagonisti sono cinque persone che si guardano allo specchio e si chiedono: chi sono? Come potrei somigliare alla persona che sogno di essere?".

Perché si sono messe in gioco? "Bella domanda. Arriva un momento nella vita in cui hai davanti a te due strade: uscire dalla ruota del criceto in cui continui a girare senza senso o accettare la ruota. Il gioco ha vari effetti, ti distrae dalle ossessioni. Steiner lo spiega molto bene: che sia il lancio col paracadute o una piccolo cambiamento, l'importante è rompere la routine. L'importante è prendere coscienza, per capire che quello che ti protegge non è più una cuccia ma è diventato una gabbia".