LOS ANGELES - "Il sindacato non forzerà il picchetto per consegnarmi il mio alcol e ho millecinquecento persone assetate che aspettano di vedere Sinatra stasera". Così declama il protagonista Ike Evans all'inizio del primo episodio di Magic City. Basta una battuta per farci entrare immediatamente in quel periodo storico, con tutti i suoi intrighi e il suo glamour, che fa da sfondo alla serie. Sbarcata in Italia il 10 aprile, in onda il lunedì su Sky Atlantic, Magic City è ambientata nel 1958 e racconta le vicende di Ike "The King" Evans (Jeffrey Dean Morgan) un uomo che ha lavorato tutta la vita per mettere insieme il suo impero: un hotel di lusso a Miami Beach, il Miramar Playa. Ike vive nell'hotel insieme ai tre figli e alla giovane e bellissima seconda moglie (Olga Kurylenko) e cerca di tenere in piedi la sua fortuna, tra i problemi familiari e una malavita sempre più onnipotente. Fra gli attori anche Dominik Garcia Lorido, primogenita di Andy Garcia.
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"La storia di Miami Beach è legata a quella di tanti gangster che l'hanno popolata, e che l'hanno resa famosa nel dopoguerra - spiega il creatore della serie, Mitch Glazer - questi uomini sono diventati i maggiori finanziatori degli hotel di lusso e cercavano, allora come oggi, di rendere Miami una capitale del gioco d'azzardo". L'ex giornalista e sceneggiatore conosce bene ciò di cui parla: nato e cresciuto a Miami, da giovane ha lavorato come "cabana boy" (i ragazzi addetti al servizio nell'area piscina) proprio in uno dei grandi e storici hotel del lungomare, il Deauville, la cui facciata è stata usata per gli esterni del Miramar. "Parliamo di un periodo storico complicato," ci spiega Jeffrey Dean Morgan (Watchmen, P.S. I Love You) al suo primo lavoro televisivo. "Proprio nel 1959, con l'insediamento di Fidel Castro, un grandissimo numero di cubani cercò asilo politico negli Stati Uniti, e ovviamente Miami divenne una delle città più toccate dall'immigrazione. Non arrivava solo brava gente in cerca di nuove opportunità, arrivarono anche tutti i mafiosi cubani. Il mio personaggio se la dovrà vedere con le conseguenze provocate dai suoi legami con questi personaggi".
Tra i malavitosi che Ike dovrà incontrare spicca il boss Ben Diamond, interpretato da Danny Huston, figlio del leggendario John Huston. "Il mio personaggio diventa sempre più depravato e spregiudicato nel corso della storia, è l'unico a non farsi nessun problema morale rispetto a quello che fa. Inoltre viene messa molta enfasi nella questione politica, dato che Ben è un uomo ricco e potente che vorrebbe esportare un po' delle sue ricchezze a Cuba, soprattutto portare i casinò. Questo lo mette nel mirino del governo americano che cerca di usarlo per i suoi obiettivi contro Fidel Castro" spiega Huston, che non nega di essersi ispirato alla figura del padre nel dar vita al personaggio. "Mio padre sprigionava potenza. Mi diceva sempre 'il potere non va ostentato, va accarezzato con dolcezza, i veri potenti non cercano di darlo a vedere: lo sono.' In questi anni c'è un solo uomo che mi ha dato la stessa impressione, ed è il 'barone' dei produttori, Harvey Weinstein".
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Per girare Magic City è stato costruito a Miami uno dei set più lussusi e costosi realizzati per una serie, fra ricostruzioni e pezzi orginali, che completano il look dell'hotel vintage fino ai minimi dettagli. "Questa vasca è di vero marmo con rifiniture in oro", ci aveva detto Glazer durante una visita sul set nel 2011, davanti ad una vasca idromassaggio di dimensioni gigantesche. "Per me questo è un sogno che si realizza, è da dieci anni che coltivo questo progetto e devo tutto questo al network Starz. Sono stati incredibili, e un set del genere si costruisce solo per una serie destinata a continuare per anni". Purtroppo per Glazer, le cose non sono andate così e nel 2013 l'emittente televisiva americano Starz ha cancellato la produzione della terza stagione. Le ragioni non sono ancora chiare, dato che la serie ha ricevuto critiche favorevoli in madrepatria. Per il cast e il creatore è stato un vero lutto. "Siamo tutti molto affranti - ha detto di recente Jeffrey Dean Morgan - tuttavia non possiamo nulla contro le politiche delle emittenti, sapevamo che questo è un progetto molto impegnativo e costoso". Ma Morgan non perde l'ottimismo. "Netflix potrebbe venirci incontro e comprare lo show, e addirittura c'è una petizione online per rinnovare la serie!", dice. Con due anni di ritardo, ora starà al pubblico italiano decidere se quella che è stata definita "la Mad Men al sole" avrebbe meritato vita più lunga.
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"La storia di Miami Beach è legata a quella di tanti gangster che l'hanno popolata, e che l'hanno resa famosa nel dopoguerra - spiega il creatore della serie, Mitch Glazer - questi uomini sono diventati i maggiori finanziatori degli hotel di lusso e cercavano, allora come oggi, di rendere Miami una capitale del gioco d'azzardo". L'ex giornalista e sceneggiatore conosce bene ciò di cui parla: nato e cresciuto a Miami, da giovane ha lavorato come "cabana boy" (i ragazzi addetti al servizio nell'area piscina) proprio in uno dei grandi e storici hotel del lungomare, il Deauville, la cui facciata è stata usata per gli esterni del Miramar. "Parliamo di un periodo storico complicato," ci spiega Jeffrey Dean Morgan (Watchmen, P.S. I Love You) al suo primo lavoro televisivo. "Proprio nel 1959, con l'insediamento di Fidel Castro, un grandissimo numero di cubani cercò asilo politico negli Stati Uniti, e ovviamente Miami divenne una delle città più toccate dall'immigrazione. Non arrivava solo brava gente in cerca di nuove opportunità, arrivarono anche tutti i mafiosi cubani. Il mio personaggio se la dovrà vedere con le conseguenze provocate dai suoi legami con questi personaggi".
Tra i malavitosi che Ike dovrà incontrare spicca il boss Ben Diamond, interpretato da Danny Huston, figlio del leggendario John Huston. "Il mio personaggio diventa sempre più depravato e spregiudicato nel corso della storia, è l'unico a non farsi nessun problema morale rispetto a quello che fa. Inoltre viene messa molta enfasi nella questione politica, dato che Ben è un uomo ricco e potente che vorrebbe esportare un po' delle sue ricchezze a Cuba, soprattutto portare i casinò. Questo lo mette nel mirino del governo americano che cerca di usarlo per i suoi obiettivi contro Fidel Castro" spiega Huston, che non nega di essersi ispirato alla figura del padre nel dar vita al personaggio. "Mio padre sprigionava potenza. Mi diceva sempre 'il potere non va ostentato, va accarezzato con dolcezza, i veri potenti non cercano di darlo a vedere: lo sono.' In questi anni c'è un solo uomo che mi ha dato la stessa impressione, ed è il 'barone' dei produttori, Harvey Weinstein".
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Per girare Magic City è stato costruito a Miami uno dei set più lussusi e costosi realizzati per una serie, fra ricostruzioni e pezzi orginali, che completano il look dell'hotel vintage fino ai minimi dettagli. "Questa vasca è di vero marmo con rifiniture in oro", ci aveva detto Glazer durante una visita sul set nel 2011, davanti ad una vasca idromassaggio di dimensioni gigantesche. "Per me questo è un sogno che si realizza, è da dieci anni che coltivo questo progetto e devo tutto questo al network Starz. Sono stati incredibili, e un set del genere si costruisce solo per una serie destinata a continuare per anni". Purtroppo per Glazer, le cose non sono andate così e nel 2013 l'emittente televisiva americano Starz ha cancellato la produzione della terza stagione. Le ragioni non sono ancora chiare, dato che la serie ha ricevuto critiche favorevoli in madrepatria. Per il cast e il creatore è stato un vero lutto. "Siamo tutti molto affranti - ha detto di recente Jeffrey Dean Morgan - tuttavia non possiamo nulla contro le politiche delle emittenti, sapevamo che questo è un progetto molto impegnativo e costoso". Ma Morgan non perde l'ottimismo. "Netflix potrebbe venirci incontro e comprare lo show, e addirittura c'è una petizione online per rinnovare la serie!", dice. Con due anni di ritardo, ora starà al pubblico italiano decidere se quella che è stata definita "la Mad Men al sole" avrebbe meritato vita più lunga.