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Teocoli: "Compagno di avventura quando fare cabaret era davvero un'avventura"

IL ricordo del mondo dello spettacolo e della cultura. Fausto Brizzi: "Stavamo progettando il suo esordio alla regia". Bruno Gambarotta: "Era straordinario, sempre disponibile". Maurizio De Giovanni: "Mi porterò sempre dietro la scintilla del suo allegro dolore". Donato Carrisi: "Un uomo unico, gli devo tutto"

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"È un dispiacere enorme, la sua perdita fa male al cuore perché la nostra era una grande amicizia. Giorgio è stato un compagno d'avventura quando fare cabaret era davvero un'avventura!", dice Teo Teocoli. "Nel tempo, ci ha sorpresi per la sua poliedricità: attore, cantautore eppoi scrittore di grande successo. Viene a mancare un amico carissimo con cui ho condiviso gli anni più belli della carriera e della vita. E non sono frasi di circostanza".

"È stato un onore fare un pezzetto di strada insieme a Giorgio". Così il regista Fausto Brizzi, che lo ha diretto in Notte prima degli esami, commenta con l'agenzia AGI la scomparsa dell'amico Faletti. "Credo che il proverbio sono sempre i migliori che se ne vanno sia stato scritto per lui. Giorgio cucinava meglio di me, scriveva meglio di me, guidava meglio di me, cantava meglio di me, recitava meglio di me. Ma non me l'ha mai fatto pesare. Stavamo anche progettando il suo esordio alla regia, e anche lì temo che mi avrebbe surclassato. Mi resta il rimpianto di non averlo potuto abbracciare questa estate, ma l'ultima volta che ci siamo sentiti al telefono, un paio di settimane fa, mi ha fatto molto ridere. La sua ironia batteva la malattia dieci a zero. Ciao amico mio".

"Giorgio è stato un personaggio straordinario, eppure non si è mai dato importanza ed era sempre disponibile". Così Bruno Gambarotta, collega, amico e astigiano come lui, ricorda Giorgio Faletti. "Durante un Maurizio Costanzo Show in cui eravamo entrambi ospiti", ricorda Gambarotta, "dissi che sarebbe diventato un grandissimo, e così è stato. Con il suo primo romanzo ha fatto irruzione in un mondo fino a quel momento chiuso, per accedere al quale bisognava mettersi in fila. E invece lui ha scompaginato tutti i giochi e di questo era molto divertito. È stato un grande in tutti i sensi".

"Piango l'amico, piango il collega". A ricordare Faletti è anche Maurizio De Giovanni, autore di libri gialli. "Era un genio, allegro, intelligente, un vero artista, sono avvilito e disperato per la sua scomparsa". E lo scrittore ricordando le serate piacevoli passate insieme in occasione di eventi istituzionali: "Giorgio non aveva dimenticato come si sorride, mi porterò sempre dietro la scintilla del suo allegro dolore".

"Un uomo unico a cui devo tutto, se non ci fosse stato lui non ci sarei io", assicura commosso lo scrittore Donato Carrisi. Per lui è stato un autentico maestro: "Ha praticamente tenuto a battesimo il mio primo romanzo Il suggeritore, eravamo al salone del libro di Torino e mentre presentava il suo libro ha cominciato a parlare del mio, nessun altro lo avrebbe fatto, fece la stessa cosa quando era stato invitato alla trasmissione Matrix per presentare il suo romanzo e ha voluto che io partecipassi per parlare del mio".

Intanto anche la città di Asti, dove Faletti era nato, si stringe attorno a Roberta e a tutti i congiunti dell'artista. In un messaggio il sindaco della città piemontese, Fabrizio Brignolo, "a nome degli astigiani esprime il rammarico per la perdita di una persona che con la sua arte ha dato tanto, gioia, divertimento, sensazioni forti, con il teatro, la musica e la letteratura, agli italiani e ai lettori che in tutto il mondo hanno acquistato milioni dei suoi libri. La città ha avuto molto da Giorgio e negli ultimi anni, da quando ha accettato la carica di presidente della Biblioteca, aveva stretto ancora di più il legame con la sua comunità, dando molto a una istituzione che come tutto il sistema pubblico della cultura attraversa momenti di difficoltà". Il sindaco di Asti ricorda ancora che molto ha fatto Faletti "in questi due anni e sappiamo quante altre iniziative e progetti avrebbe inventato con la sua vulcanica fantasia e condotto con il suo travolgente entusiasmo". "Il modo migliore di ricordarlo - conclude - sarà quello di continuare a lavorare per la cultura, la letteratura e l'arte, i servizi rivolti soprattutto ai giovani, come la Biblioteca Civica di Asti fa per propria vocazione. "Dedicheremo uno spazio pubblico adeguato alla sua memoria, affinché il nome di Giorgio rimanga nel quotidiano degli astigiani, in modo da poter restituire almeno un briciolo dei sentimenti, delle sensazioni e del bene che ci ha regalato".