Ci vuole coraggio a lasciare una serie tv campione di ascolti prima in Spagna e poi in Italia (su Canale 5) come Il segreto e rilanciarsi nel teatro impegnato. Per Alex Gadea, il trentunenne attore spagnolo divenuto celebre nel ruolo del bel Tristàn Montenegro Castro, è quasi una sfida. Smessi i panni merlettati della Spagna di fine Ottocento indossa ora quelli casual in voga negli anni Settanta per impersonare un giovane attivista dell'Eta nello spettacolo teatrale Los Justos, I giusti, della compagnia di Madrid "611 Teatro" ispirata al testo di Albert Camus e riadattata alla storia del terrorismo spagnolo, per la prima volta in scena in Italia sul palco della Fortezza Firmafede a Sarzana nell'ambito della XXIII edizione de Sconfinando Festival, sabato 26 luglio. E le fan di Tristàn? Non lo hanno abbandonato, anzi: a Sarzana arriveranno da tutta Italia per vederlo, e per l'opera teatrale si profila il sold out.
Gadea, lasciare la soap Il segreto nel momento di maggior successo e il personaggio di Tristàn che le ha dato notorietà in breve tempo per darsi al teatro impegnato è una scelta coraggiosa. "Ho passato due anni e otto mesi interpretando lo stesso personaggio ogni giorno, per me non è stato poi così poco tempo. Credo che in questa professione uno non debba adagiarsi in un ruolo, al contrario necessiti affrontare nuove sfide che gli permettano di crescere. E' stato comunque difficile lasciare il set de Il Segreto proprio per tutto ciò che ha rappresentato per me: sono consapevole della notorietà che il ruolo di Tristàn mi ha portato, e con molti dei miei colleghi mantengo rapporti di amicizia, ma sentivo il bisogno di cambiare".
Un cambiamento avvenuto con la pièce teatrale Los Justos che porta per la prima volta in Italia a Sarzana nell'ambito di Sconfinando Festival. "Senza dubbio una sfida appassionante. Immedesimarsi in un giovane terrorista che è disposto a tutto per un ideale è complesso. Mi ha dato molta soddisfazione lavorare a questo progetto insieme alla compagnia 611 Teatro di Madrid. La sceneggiatura fa riflettere: non mi sono mai sentito vicino al terrorismo, sono del parere che la violenza generi altra violenza, però posso comprendere il bisogno di un popolo che si ribella ad un regime oppressore. L'essenza del testo originale di Camus, ispirato ai rivoluzionari bolscevichi, è stata plasmata in questo nostro adattamento sull'Eta. Cambia il contesto storico, cambia il luogo ma non il messaggio".
Intanto, oltre al teatro sta registrando una nuova serie televisiva, Ciega a citas, Appuntamento al buio, in italiano.
"È una commedia romantica dei giorni nostri, da manuale. Tutto accade in una emittente radio fra notizie, affari di cuore, interviste con le star del momento e un gruppo di giornalisti molto diversi fra loro. La protagonista è una giornalista trentenne che si occupa della sezione culturale, frustrata nel lavoro e nella vita sentimentale. I sentimenti sono il motore di tutta la storia insomma, entrerà bene in connessione coi telespettatori".
Quando nasce Alex Gadea attore?
"Avevo 16 anni e frequentavo la scuola secondaria. Ero uno studente svogliato ma con molte inquietudini, in quel periodo ero in piena ricerca di me stesso, di trovare la mia strada. Iniziai a frequentare un corso teatrale e da quel momento il teatro diventò una vocazione e un modo di vivere. Fino all'età di 25 anni, quando mi venne offerto il primo ruolo di protagonista in una serie, alternavo la professione di attore con altri mestieri come fanno tanti, per mantenermi gli studi".
Lei ha studiato alla scuola di recitazione di Cristina Rota, la stessa di Penélope Cruz, Javier Bardem e altre stelle del cinema. Non le interessa il grande schermo?
"Mi interessa molto, ovviamente. Purtroppo il cinema spagnolo è in un momento di crisi, si produce molto meno che nel passato, ma ho buoni motivi per essere ottimista e pensare che il meglio debba ancora arrivare per me".
Hollywood la affascina o preferisce mantenere una identità europea?
"Amo il cinema e mi affascina Hollywood per la sua storia, ma la mia priorità è lavorare dove si presentano delle buone occasioni. Ammiro molti attori come Paul Newman, Alberto Sordi, Javier Bardem e Joaquin Phoneix e film come Il Padrino, Ladri di biciclette, Il boia".
Chi le piacerebbe interpretare?
"Ora come vorrei trasformarmi in un personaggio tenebroso, sinistro, rabbioso. Magari a fianco di Bardem, Luis Tosar, Eduard Fernandez, Antonio Dechent, Elvira Minguez o Blanca Portillo, per fare qualche nome di attori che mi piacciono".
E quando non recita?
"Godermi il tempo libero è la maggiore ricchezza e libertà: amo viaggiare, cucinare, leggere e ballare. Spero di continuare col mio lavoro ma non di esserne schiavo. Mi piacerebbe diventare padre e continuare ad avere interessi e inquietudini verso cose nuove".
Gadea, lasciare la soap Il segreto nel momento di maggior successo e il personaggio di Tristàn che le ha dato notorietà in breve tempo per darsi al teatro impegnato è una scelta coraggiosa. "Ho passato due anni e otto mesi interpretando lo stesso personaggio ogni giorno, per me non è stato poi così poco tempo. Credo che in questa professione uno non debba adagiarsi in un ruolo, al contrario necessiti affrontare nuove sfide che gli permettano di crescere. E' stato comunque difficile lasciare il set de Il Segreto proprio per tutto ciò che ha rappresentato per me: sono consapevole della notorietà che il ruolo di Tristàn mi ha portato, e con molti dei miei colleghi mantengo rapporti di amicizia, ma sentivo il bisogno di cambiare".
Un cambiamento avvenuto con la pièce teatrale Los Justos che porta per la prima volta in Italia a Sarzana nell'ambito di Sconfinando Festival. "Senza dubbio una sfida appassionante. Immedesimarsi in un giovane terrorista che è disposto a tutto per un ideale è complesso. Mi ha dato molta soddisfazione lavorare a questo progetto insieme alla compagnia 611 Teatro di Madrid. La sceneggiatura fa riflettere: non mi sono mai sentito vicino al terrorismo, sono del parere che la violenza generi altra violenza, però posso comprendere il bisogno di un popolo che si ribella ad un regime oppressore. L'essenza del testo originale di Camus, ispirato ai rivoluzionari bolscevichi, è stata plasmata in questo nostro adattamento sull'Eta. Cambia il contesto storico, cambia il luogo ma non il messaggio".
Intanto, oltre al teatro sta registrando una nuova serie televisiva, Ciega a citas, Appuntamento al buio, in italiano.
"È una commedia romantica dei giorni nostri, da manuale. Tutto accade in una emittente radio fra notizie, affari di cuore, interviste con le star del momento e un gruppo di giornalisti molto diversi fra loro. La protagonista è una giornalista trentenne che si occupa della sezione culturale, frustrata nel lavoro e nella vita sentimentale. I sentimenti sono il motore di tutta la storia insomma, entrerà bene in connessione coi telespettatori".
Quando nasce Alex Gadea attore?
"Avevo 16 anni e frequentavo la scuola secondaria. Ero uno studente svogliato ma con molte inquietudini, in quel periodo ero in piena ricerca di me stesso, di trovare la mia strada. Iniziai a frequentare un corso teatrale e da quel momento il teatro diventò una vocazione e un modo di vivere. Fino all'età di 25 anni, quando mi venne offerto il primo ruolo di protagonista in una serie, alternavo la professione di attore con altri mestieri come fanno tanti, per mantenermi gli studi".
Lei ha studiato alla scuola di recitazione di Cristina Rota, la stessa di Penélope Cruz, Javier Bardem e altre stelle del cinema. Non le interessa il grande schermo?
"Mi interessa molto, ovviamente. Purtroppo il cinema spagnolo è in un momento di crisi, si produce molto meno che nel passato, ma ho buoni motivi per essere ottimista e pensare che il meglio debba ancora arrivare per me".
Hollywood la affascina o preferisce mantenere una identità europea?
"Amo il cinema e mi affascina Hollywood per la sua storia, ma la mia priorità è lavorare dove si presentano delle buone occasioni. Ammiro molti attori come Paul Newman, Alberto Sordi, Javier Bardem e Joaquin Phoneix e film come Il Padrino, Ladri di biciclette, Il boia".
Chi le piacerebbe interpretare?
"Ora come vorrei trasformarmi in un personaggio tenebroso, sinistro, rabbioso. Magari a fianco di Bardem, Luis Tosar, Eduard Fernandez, Antonio Dechent, Elvira Minguez o Blanca Portillo, per fare qualche nome di attori che mi piacciono".
E quando non recita?
"Godermi il tempo libero è la maggiore ricchezza e libertà: amo viaggiare, cucinare, leggere e ballare. Spero di continuare col mio lavoro ma non di esserne schiavo. Mi piacerebbe diventare padre e continuare ad avere interessi e inquietudini verso cose nuove".