Come melò è praticamente perfetto: sposata con un ricco signore finito in carcere perché convolto in affari sporchi, la dottoressa Vanessa Incontrada decide di lasciare Milano con le tre figlie e ricominciare Un'altra vita. S'intitola così la nuova serie diretta da Cinzia Th Torrini in onda dall'11 settembre su RaiUno, romanzone al femminile in cui la Incontrada - che ha una suocera impegnativa, Loretta Goggi - si trasferisce a Ponza, riparte da zero ma non è destinata alla solitudine. Incontrerà il fusto Daniele Liotti che si fa lunghe nuotate anche d'inverno, ma, come il marito imbroglione Cesare Bocci, nasconde un segreto. "Sì, in questa storia gli uomini fanno una pessima figura", sottolinea lo sceneggiatore Ivan Cotroneo, che ha scritto la fiction con Stefano Bises e Monica Rametta. "La serie è uno strano oggetto dal punto di vista dei generi: da una parte è medical, segue il lavoro della protagonista, ma è anche la storia della rinascita di una donna che, a differenza dell'eroina di The good wife, non resta al suo posto. Poi c'è una rilettura di Jane Eyre e del genere gotico, perché Liotti porta con sé un mistero. E poi, certo, c'è il melò. Ma quello che ci interessava è il percorso di una donna che rinasce, protegge le figlie dallo scandalo e sente la responsabilità di indicare alle ragazze una strada di correttezza".
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Per una donna è facile cambiare vita? "Ritengo che ogni giorno per ognuno sia diverso", dice Loretta Goggi, "ma l'importante è quello che hai dentro di te. Io sono d'accordo con il libro E venne chiamata due cuori in cui l'autrice racconta come una tribù di aborigeni non festeggi i compleanni e l'età delle persone ma la spiritualità di ognuno, la loro grandezza. Ogni anno cambiano il nome in base alla sua crescita, quindi da oggi chiamatemi due cuori. Quando mi hanno offerto il ruolo di Un'altra vita sono rimasta sorpresa. Interpreto una nonna energica che ha anche lei delle responsabilità sugli errori commessi dal figlio. Ha qualche scontro con la nuora perché prova a farla tornare sui propri passi, ma poi inizierà ad appoggiarla per il suo coraggio, sente la mancanza delle nipotine e partirà anche lei per Ponza. Sono molto orgogliosa", ironizza, "di avere avuto a sette anni un figlio come Bocci".
Cotroneo ha esplorato le famiglie: da Tutti pazzi per amore, che ha innovato il linguaggio della fiction, a Una grande famiglia, alla nuova serie È arrivata la felicità con la coppia Santamaria-Pandolfi. "Un'altra vita", spiega lo sceneggiatore, "è invece il tentativo di rappresentare donne di diverse età che cercano di autodeterminarsi per non essere più definite: 'moglie di', 'figlia di', 'madre di'. Si confrontano senza parlare necessariamente di uomini o del principe azzurro. La Incontrada si lascia alle spalle anni di menzogne, con un desiderio di trasparenza. Ma gli uomini, non so perché, non sono mai sinceri fino in fondo". Argomento ideale per un'altra fiction.
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Per una donna è facile cambiare vita? "Ritengo che ogni giorno per ognuno sia diverso", dice Loretta Goggi, "ma l'importante è quello che hai dentro di te. Io sono d'accordo con il libro E venne chiamata due cuori in cui l'autrice racconta come una tribù di aborigeni non festeggi i compleanni e l'età delle persone ma la spiritualità di ognuno, la loro grandezza. Ogni anno cambiano il nome in base alla sua crescita, quindi da oggi chiamatemi due cuori. Quando mi hanno offerto il ruolo di Un'altra vita sono rimasta sorpresa. Interpreto una nonna energica che ha anche lei delle responsabilità sugli errori commessi dal figlio. Ha qualche scontro con la nuora perché prova a farla tornare sui propri passi, ma poi inizierà ad appoggiarla per il suo coraggio, sente la mancanza delle nipotine e partirà anche lei per Ponza. Sono molto orgogliosa", ironizza, "di avere avuto a sette anni un figlio come Bocci".
Cotroneo ha esplorato le famiglie: da Tutti pazzi per amore, che ha innovato il linguaggio della fiction, a Una grande famiglia, alla nuova serie È arrivata la felicità con la coppia Santamaria-Pandolfi. "Un'altra vita", spiega lo sceneggiatore, "è invece il tentativo di rappresentare donne di diverse età che cercano di autodeterminarsi per non essere più definite: 'moglie di', 'figlia di', 'madre di'. Si confrontano senza parlare necessariamente di uomini o del principe azzurro. La Incontrada si lascia alle spalle anni di menzogne, con un desiderio di trasparenza. Ma gli uomini, non so perché, non sono mai sinceri fino in fondo". Argomento ideale per un'altra fiction.