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"Fargo", Allison Tolman come Frances McDormand: "Ma non ho sporcato l'icona"

L'attrice è l'agente che è valso l'Oscar alla McDormand nel film dei fratelli Coen. La premiatissima serie tv di Noah Hawley, in onda in Italia dal 16 dicembre, ha però una sua identità: "Non ho visto il film mentre giravamo, se avessi fatto un clone il pubblico se ne sarebbe accorto. Qui ci confrontiamo con il lato nero dell'America"

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Pelle chiarissima, burrosa, la maglietta turchese come gli occhi, gonna nera anni Cinquanta, Allison Tolman è una ragazza spiritosa e saggia. Chiunque sarebbe stato preso da un attacco di panico all'idea di interpretare il ruolo della poliziotta nella serie Fargo, ispirata al film dei fratelli Coen, da martedì su Sky Atlantic, ruolo che è valso l'Oscar a Frances McDormand. Lei no. "Non ho neanche visto il film mentre giravamo, se avessi fatto un clone il pubblico se ne sarebbe accorto subito. Non volevo copiare Frances, non potevo sporcare un ruolo così iconico, non ho attinto all'immaginario creato da lei. La nostra serie non è un remake ma sviluppa l'humour nero, si confronta col lato nero dell'America".
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Il film nel 1996 si aggiudicò il premio come miglior regia a Cannes, e due Oscar come migliore sceneggiatura originale e miglior attrice protagonista. La serie di Noah Hawley - strapremiata agli Emmy, ben cinque nomination ai Golden Globes - è un piccolo capolavoro. I Coen firmano la produzione, ma la zampata d'autore c'è tutta. L'ironia scalda il paesaggio ghiacciato del Minnesota, neve e solo neve a perdita d'occhio, la costruzione del racconto vede la sconosciuta Tolman, nei panni dell'infagottata agente della polizia locale Molly Solverson, star assoluta tra attori di incredibile talento come Billy Bob Thornton, sguardo allucinato e frangetta, il killer professionista Lome Malvo. Martin Freeman è il soccombente, il marito modello Lester Nygaard, vessato dalla moglie (temere sempre l'ira di un uomo paziente).
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"Sono cresciuta con le sketch comedy", racconta la Tolman, "non credo che i Coen siano stati coinvolti nel mio provino, il mio background è il teatro. Amo la commedia e questo ruolo in Fargo unisce in modo perfetto il lato divertente e drammatico, colpa e miserie, crudeltà e comicità. I Coen non hanno visto la mia cassetta del provino hanno visto direttamente l'episodio pilota, hanno voluto lasciare la libertà a Noah. Non sono mai venuti sul set".
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Con i suoi occhi chiari sgranati sull'orrore che la circonda, rende umana la poliziotta innamorata del suo lavoro. In una scena spiega con la massima calma al padre Keith Carradine che gestisce un bar ed è molto perplesso sulla scelta della figlia: "Non voglio venire a lavorare con te, voglio solo fare il mio lavoro: indagare". "Il personaggio di Molly è meraviglioso", spiega l'attrice texana, 33 anni, "è una donna calma che si tiene tutto dentro, forse è frustrata per questo, eppure riesce a conservare la dolcezza. In un solo momento tira fuori tutta la rabbia. Girare quella scena ha avuto un impatto su di me per tutta la giornata". Confessa che avrebbe voluto schiaffeggiare Freeman quando ripeteva di essere innocente e che Billy Bob Thornton l'ha spiazzata: "È un uomo di una dolcezza incredibile, ma il suo personaggio non ha nulla di umano. Non escluderei" ironizza "che sia il diavolo in persona". Il sangue scorre a fiumi, la Tolman ride: "Non chiudo mai gli occhi davanti ad una scena splatter, adoro le dark comedy. Il grande merito della riuscita della serie è di Noah che ha saputo creare un mondo immaginario forte, ognuno di noi sapeva cosa fare. Eravamo congelati ma ci siamo divertiti. Organizzavamo grandi tavolate, il vino in molti casi ci ha aiutati".

Siccome è una ragazza coi piedi per terra, ai tanti complimenti che riceve risponde con un sorriso: "Mi rendo conto di non rientrare nei canoni. Ho sempre pensato che le attrici più straordinarie, Susan Sarandon, Meryl Streep - che andrebbe premiata sempre, per qualsiasi ruolo - o la stessa Frances McDormand non rientrano nel genere 'bellezza classica'", spiega l'attrice, "sapevo che un giorno sarebbe arrivato un ruolo anche per me. Non sono una protagonista, sono una character actress, una caratterista. Hollywood continua a proporre modelli femminili irreali. In America imponiamo un unico modello di bellezza, eppure le donne che vedo al cinema sono molto diverse dalle mie amiche o da quelle che incontro per strada. Spero che tra cinquanta anni avremo fatto più strada e vedremo in Molly il primo esempio di donna vera in televisione. Mi auguro che sempre più sceneggiatori scrivano storie con personaggi in cui tutte possiamo riconoscerci, anche fisicamente: nel mondo non portano tutti la taglia 40".

Adesso la ragazza in carriera sogna in grande: ha impacchettato insieme al fidanzato la casa di Chicago, gatto compreso, e si è trasferita a Los Angeles. "Amavo così tanto Chicago, ma se vuoi lavorare in televisione Los Angeles è il posto dove abitare, sarei pazza a lasciarmi sfuggire questa occasione. La stabilità lavorativa che ti dà una serie è incredibile, ma nessuno può darti la certezza che quel programma rimanga forte come all'inizio. Per ora mi sono messa davanti alla tv a guardare le serie. Le mie preferite? Homeland, The Walking Dead, ma anche New Girl. Mi piace far ridere. Vorrei fare film per capire com'è l'atmosfera sul set per rimpolpare la mia scheda su IMDB, per ora il mio profilo è un po' scarno".