TRE comandamenti la prima serata, ieri, con un boom di ascolti, e sette oggi. Roberto Benigni punta sicuramente al bis di share per la seconda parte del suo show 'I 10 comandamenti', su Raiuno. E il cuore dello spettacolo è infatti, come previsto, il comandamento 'Non rubare', che nei giorni di Mafia capitale l'attore stesso ha definito come il più attuale per l'Italia di oggi.
La seconda serata si aperta, in classico stile 'benignesco', con un mini-monologo prima dell'esegesi vera e propria dei comandamenti. Monologo stavolta estremamente breve, assolutamente apolitico, solo con un rapido riferimento alle politiche del governo ("voglio ringraziare chi ci ha visto ieri sera, gli manderei un regalino, un prosciutto, un mazzo di fiori, 80 euro...") e uno a Mafia capitale ("ascolti alti perché stanno tutti a casa, chi per la crisi, chi per i domiciliari"). E un'auto-battuta, per chi ha sottolineato i toni troppo religiosi della puntata di ieri: "Forse ho esagerato un po', la gente oggi mi ha fermato: chi si voleva confessare, chi mi ha chiesto se ero libero per un battesimo, c'è gente che vuole destinarmi l'8 per mille addirittura, un altro mi ha chiesto l'indirizzo della parrocchia o mi ha prenotato per la messa di Natale".
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Poi l'affondo sulla corruzione: "Non rubare? Dio ha fatto un comandamento per noi italiani, sembra che l'abbia scritto proprio in italiano, è il comandamento che sentiamo un po' nostro". E ancora: Il comandamento "non rubare" è il meno seguito, "non ce ne importa niente. Forse qualcuno pensa che sia formulato male eppure è così semplice. 'Non si capisce bene...e' fumoso, direbbe qualcuno. Ma lo capirebbero anche i bambini, e infatti in Italia lo capiscono solo i bambini". Poi il passaggio più amaro: "A volte c'è stima per il ladro, vengono anche applauditi, e quelli che rubano non si vergonano più, nemmeno se gli dici 'ladro', che è infamante. Quando li prendono si vergognano perchè si sono fatti beccare e non perchè hanno rubato".
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Ma le concessioni all'attualità non sono molte, nella seconda puntata va dritto al cuore dei precetti e prova a sviscerarne il senso profondo, l'eternità del messaggio. Forte del tributo di affetto del pubblico - rimasto 'fedele' nel corso di tutta la prima serata - e della promozione a pieni voti della chiesa. "Onora il padre e la madre", dice Benigni, andrebbe allargato ai nonni, "fondamento della famiglia". E ancora: "Non uccidere" è la prima formulazione della proibizione dell'assassinio nella storia dell'umanità, un monito quanto mai attuale "visto che una terza guerra mondiale può ancora accadere". Poi, si diverte: 'Non commettere adulterio', dice la Bibbia, "ma la chiesa lo ha trasformato in 'non commettere atti impuri': e ha rovinato generazioni intere di ragazzi, compresa la mia", alludendo alle prime turbe da adolescenti. "Hanno fatto diventare sesso e peccato sinonimi, "roba da fare causa alla chiesa. E invece nella Bibbia è l'opposto, il sesso è il luogo della creazione".
Ma lo show è soprattutto un inno appassionato all'amore, allo spettacolo della vita, alla ricerca della felicita'. Il precetto che tiene in sè tutti gli altri è "Ama il prossimo tuo come te stesso. Amarsi - sottolinea l'attore e regista - è il problema fondamentale dell'umanità. Non ci rimane molto tempo, affrettiamoci ad amare, amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, perchè al tramonto della vita saremo giudicati sull'amore".
Gli ascolti. Ieri sera, con una lettura gioiosa dei 10 comandamenti, Benigni ha fatto il pieno di ascolti, pur non superando il record ottenuto con il suo racconto della Costituzione. L'esegesi dell'Inno di Mameli proposta durante l'edizione 2011 del Festival di Sanremo era stata seguita da 12 milioni di telespettatori pari al 50,9% di share. La più bella del mondo, lo spettacolo sulla Costituzione andato in onda nel 2012, era stato seguito da oltre 12,6 milioni di persone, pari al 44% di share. La prima parte dei Comandamenti ha bloccato davanti allo schermo 9 milioni 103mila telespettatori, per uno share del 33,24%.
La seconda serata si aperta, in classico stile 'benignesco', con un mini-monologo prima dell'esegesi vera e propria dei comandamenti. Monologo stavolta estremamente breve, assolutamente apolitico, solo con un rapido riferimento alle politiche del governo ("voglio ringraziare chi ci ha visto ieri sera, gli manderei un regalino, un prosciutto, un mazzo di fiori, 80 euro...") e uno a Mafia capitale ("ascolti alti perché stanno tutti a casa, chi per la crisi, chi per i domiciliari"). E un'auto-battuta, per chi ha sottolineato i toni troppo religiosi della puntata di ieri: "Forse ho esagerato un po', la gente oggi mi ha fermato: chi si voleva confessare, chi mi ha chiesto se ero libero per un battesimo, c'è gente che vuole destinarmi l'8 per mille addirittura, un altro mi ha chiesto l'indirizzo della parrocchia o mi ha prenotato per la messa di Natale".
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Poi l'affondo sulla corruzione: "Non rubare? Dio ha fatto un comandamento per noi italiani, sembra che l'abbia scritto proprio in italiano, è il comandamento che sentiamo un po' nostro". E ancora: Il comandamento "non rubare" è il meno seguito, "non ce ne importa niente. Forse qualcuno pensa che sia formulato male eppure è così semplice. 'Non si capisce bene...e' fumoso, direbbe qualcuno. Ma lo capirebbero anche i bambini, e infatti in Italia lo capiscono solo i bambini". Poi il passaggio più amaro: "A volte c'è stima per il ladro, vengono anche applauditi, e quelli che rubano non si vergonano più, nemmeno se gli dici 'ladro', che è infamante. Quando li prendono si vergognano perchè si sono fatti beccare e non perchè hanno rubato".
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Ma le concessioni all'attualità non sono molte, nella seconda puntata va dritto al cuore dei precetti e prova a sviscerarne il senso profondo, l'eternità del messaggio. Forte del tributo di affetto del pubblico - rimasto 'fedele' nel corso di tutta la prima serata - e della promozione a pieni voti della chiesa. "Onora il padre e la madre", dice Benigni, andrebbe allargato ai nonni, "fondamento della famiglia". E ancora: "Non uccidere" è la prima formulazione della proibizione dell'assassinio nella storia dell'umanità, un monito quanto mai attuale "visto che una terza guerra mondiale può ancora accadere". Poi, si diverte: 'Non commettere adulterio', dice la Bibbia, "ma la chiesa lo ha trasformato in 'non commettere atti impuri': e ha rovinato generazioni intere di ragazzi, compresa la mia", alludendo alle prime turbe da adolescenti. "Hanno fatto diventare sesso e peccato sinonimi, "roba da fare causa alla chiesa. E invece nella Bibbia è l'opposto, il sesso è il luogo della creazione".
Ma lo show è soprattutto un inno appassionato all'amore, allo spettacolo della vita, alla ricerca della felicita'. Il precetto che tiene in sè tutti gli altri è "Ama il prossimo tuo come te stesso. Amarsi - sottolinea l'attore e regista - è il problema fondamentale dell'umanità. Non ci rimane molto tempo, affrettiamoci ad amare, amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, perchè al tramonto della vita saremo giudicati sull'amore".
Gli ascolti. Ieri sera, con una lettura gioiosa dei 10 comandamenti, Benigni ha fatto il pieno di ascolti, pur non superando il record ottenuto con il suo racconto della Costituzione. L'esegesi dell'Inno di Mameli proposta durante l'edizione 2011 del Festival di Sanremo era stata seguita da 12 milioni di telespettatori pari al 50,9% di share. La più bella del mondo, lo spettacolo sulla Costituzione andato in onda nel 2012, era stato seguito da oltre 12,6 milioni di persone, pari al 44% di share. La prima parte dei Comandamenti ha bloccato davanti allo schermo 9 milioni 103mila telespettatori, per uno share del 33,24%.