Dopo Roberto Benigni? "Il diluvio". Massimo Giannini, nel presentare la tredicesima edizione di Ballarò, era stato buon profeta. Dopo la performance da Oscar di Benigni all'esordio - il 16 settembre scorso ben 2,5 milioni di audience e share dell'11,76% - la curve dell'Auditel si sono fatte davvero insidiose. E proprio lui che voleva "vincere tutto, campionato e Champions League" si è ritrovato invischiato nella lotta per non retrocedere. In 15 puntate il programma, in onda il martedì sera in prime time su Rai3, ha realizzato una media del 6,95% con audience di 1.598 mila spettatori. Un "mercatino", al netto di Benigni, mai oltre i due milioni di spettatori e mai oltre il 10%. Guardando al Ballarò targato Giovanni Floris del gennaio-giugno 2014 (media share del 12,21% con 3 milioni 112 mila spettatori) mancano all'appello di Rai3 oltre 5 punti di share e un milione e mezzo di audience. In pratica gli ascolti che Floris(che certo non si aspettava che La7 fosse una tale zavorra) ora raccoglie con DiMartedì: in 15 puntate media share del 4,38% con audience di 984 mila spettatori: solo 5 volte sopra il milione, solo tre volte oltre il 5%. Vedremo chi tra Rai e La7 deciderà di smarcarsi per primo dal martedì.
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Giannini batte Floris, ma perdono entrambi
Per "Ballarò" 600mila spettatori e 2,5% di share in più rispetto a "DiMartedì". Ma in confronto allo "tsunami" Benigni è poca cosa
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