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"CCN", Saverio Raimondo ogni sera in tv. "La satira? Non va presa sul serio..."

Lo stand up comedian da domani su Comedy Central in una striscia quotidiana. "Tratteremo i grandi temi contemporanei in chiave ironica e provocatoria. Proviamo a cambiare il panorama comico televisivo italiano, da troppo tempo appiattito sulle maschere regionali"

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I LETTORI di Repubblica.it lo conoscono per le sue performance a Webnotte, il pubblico della tv per le sue apparizioni su Comedy Central, ma da domani Saverio Raimondo sarà protagonista di una trasmissione tutta sua, Comedy Central News, ovvero CCN, una striscia quotidiana di dieci minuti alle 20.50 sulla piattaforma satellitare di Sky. Lo stile è quello dei "late night show" americani, superconcentrato in pochi minuti, "un mix di politicamente scorretto, provocazioni, trovate demenziali e paradossi surreali", dice Raimondo, con un obbiettivo assai ambizioso: rinnovare un genere, quello della satira in tv, che nel nostro paese è da troppo tempo fermo a vecchi stereotipi e formati. Raimondo sarà affiancato da un cast di comici di nuova generazione: Edoardo Ferrario, Simone Salis, Alice Mangione e Francesco De Carlo, che ricopriranno i ruoli degli inviati e dei conduttori di rubriche, in uno stile serrato e con una forma ben costruita, unendo il genere dello sketch con quello dei monologhi.
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Raimondo, che senso ha un nuovo programma comico-satirico? Ce n'era bisogno?
"Non bisogno: necessità! Credo sinceramente che non si facesse un bel programma comico-satirico in Italia dal 2001. C'erano ancora le Torri Gemelle, per dire. Così mi sono posto l'obbiettivo di fare un programma che fosse non solo nuovo ma soprattutto contemporaneo e, citando i Python, "qualcosa di completamente diverso" nel panorama comico-televisivo italiano, che è appiattito sulle maschere regionali del cabaret da troppo tempo".
 
In che modo tratterà l'attualità, visto che la trasmissione è quotidiana?
"Non facendomi distrarre dalle prime pagine del giorno: quella non è attualità, è contingenza. Le battute sulle notizie del giorno le facciamo tutti sui social network già dalle 7 di mattina; a un programma satirico che va in onda alle 20.50 - come il mio - bisogna chiedere di più. Il mio è un programma che tratterà i grandi temi contemporanei proponendone sempre una lettura ironica e un commento paradossale, provocatorio".
 
Esistono limiti nel linguaggio della satira e della comicità? Come si fa a non "esagerare" esagerando?
"La satira è eccessiva per definizione, altrimenti non è. Anche il cattivo gusto fa parte del gioco, perché questo è: gioco. La satira è solo satira, non va presa sul serio, non fa male a nessuno. La storia che la penna ferisce più della spada è una str****ta: provateci, a ferire uno con una biro! Dunque, nessun limite per la satira; ma questo non vuol dire provocazione gratuita, né tantomeno atteggiamento da 'duri e puri': la satira deve prendersi gioco in primis di sé stessa".
 
Lei è uno stand up comedian che cerca di usare i modelli di successo americani adattandoli alla nostra realtà. Chi ci ha provato prima di lei non è stato particolarmente fortunato.
"Finora in Italia ci aveva provato solo Daniele Luttazzi: e con successo, finché non è venuto a galla che si 'ispirava' decisamente troppo ai suoi modelli.... E poi nell'ultimo anno Comedy Central, con la trasmissione Stand Up Comedy, anche questa con il suo seguito. Io sono cresciuto guardando comici americani e inglesi, quello è il mio immaginario comico di riferimento, quindi mi viene autenticamente spontaneo pensare a un programma comico 'in americano'. E non sono il solo in Italia ad avere questo gusto: negli ultimi 10 anni, grazie a internet e a siti 'benefattori' come ComedySubs e ComedyBay, siamo in tanti a guardare comici americani o inglesi sottotitolati in italiano".
 
Negli ultimi anni, complici alcuni programmi tv, c'è stata un'esplosione di comici e stand up comedian, non sempre all'altezza del ruolo...
"Il cabaret televisivo degli ultimi vent'anni è stata una vera e propria bolla speculativa, che è esplosa e ha portato a una crisi paragonabile a quella del settore economico generale. La stand up comedy in questo paese non si è mai fatta, ha iniziato ad affacciarsi solo negli ultimi anni con il progetto Satiriasi: ma siamo in pochi a farla qui in Italia, diffidate di chi usa questo termine solo per esotismo, come trovata di marketing per propinarvi sempre e solo lo stesso cabaret".
 
Com'è strutturato il programma? Autori? Videomaker? Collaboratori? Un team insomma?
"CCN è ovviamente un lavoro di gruppo al quale hanno contribuito tante creatività ed eccellenze, a cominciare dagli autori: oltre a me, il programma è scritto da Francesco Lancia, Paolo Cananzi, Walter Fontana e Marco Vicari. Il regista è il giovane filmaker Maurizio Montesi; il progetto grafico dello Studio Polpo. E al programma prendono parte anche altri comici di nuova generazione con dei contributi pensati appositamente per il programma: Edoardo Ferrario, Simone Salis, Alice Mangione, Francesco De Carlo.
 
Temi e argomenti delle prossime puntate?
"La prima puntata sarà dedicata allo spinosissimo tema dell'immigrazione. Poi tratterò i cambiamenti climatici, le questioni legate al patrimonio artistico italiano, le nuove missioni spaziali e il ritorno dei movimenti nazi-fascisti in Europa. E tutto questo solo nella prima settimana!".