[[ge:rep-locali:repubblica:118352073]]
HALAL in the family è un piccolo, grande esperimento mediatico. Mai prima d'ora negli Stati Uniti era stata realizzata una sit-com che ha come protagonista una famiglia islamica. Il conflitto su cui si basa questa "situation comedy" è già chiaro a partire dai nomi. Papà Aasif, mamma Fatima e i loro figli Whitney e Bobby: tipici musulmani i nomi dei genitori, del tutto americani quelli dei ragazzi. Un presupposto che in modo sarcastico mette in risalto lo scontro culturale all'interno della famiglia: da una parte il desiderio d'integrarsi, dall'altra il bisogno di mantere forti legami con le proprie radici. Halal parte in piccolo con quattro episodi ognuno della durata di cinque minuti. A mandarli in onda non sono i network nazionali né le televisioni della portata di Hbo o Showtime. E' il sito web "Funny or Die" specializzato in video di commedie brillanti a essersi assunto il rischio della prima sit-com che mette la lente d'ingrandimento su una famiglia di immigrati musulmani in America.
[[ge:rep-locali:repubblica:118352063]]
In chiave umoristica questa sit-com affronta la domanda che molti americani si pongono senza affatto riderci sopra: chi sono i musulmani che vivono negli Stati Uniti? Una domanda alla quale il comico Aasif Mandvi cerca di dare risposta usando ironia. La stessa ironia che da alcuni anni usa ogni volta che appare nel popolarissimo Daily Show di Jon Stewart. Quest'ultimo soprattutto fra i giovani è diventato un immancabile appuntamento televisivo in seconda serata. Il 39 per cento della audience è sotto ai trent'anni.
Dal 2006 Mandvi ha un ruolo fisso sul Daily Show. Il suo personaggio in chiave comica è un fittizio "corrispondente" televisivo "specializzato" in questioni islamiche. I suoi strampalati commenti sono una presa in giro degli sterotipi e dei luoghi comuni sui musulmani, diffusi nella società americana. "Il mio scopo primario è intrattenere il pubblico e far ridere la gente", ha detto Mandvi in un'intervista pubblicata qualche giorno fa dal New York Times. "E poi, spero che quello che dico abbia l'effetto di far riflettere il pubblico su quanto sono assurdi pregiudizi e paure. Attraverso l'umorismo cerco sempre di portare la gente a vedere le cose da un punto di vista differente".
L'umorismo di Halal in the family parte dal titolo. Chi in America non ricorda All in the family? E' una delle più celebri sit-com americane, in onda per diversi anni sulla Cbs a partire dal 1971. Protagonista era Archie Bunker, bigotto di mezza età i cui valori morali e sociali erano in aperto contrasto con la società in evoluzione negli anni '70: razzismo, femminismo, sessualità, aborto. Erano questi alcuni dei temi "caldi" di allora che per la prima volta facevano capolino in televisione grazie a All in the family. I bigotti di tutta America ridevano di Archie Bunker subodorando forse che sotto sotto stavano ridendo di loro stessi. In Halal la funzione dell'umorismo è la stessa: fare i conti con la grettezza degli americani che percepiscono ogni islamico come un terrorista e allo stesso tempo buttare sul ridere i timori dei musulmani mentre si scontrano con i valori dominanti nella società Usa.
[[ge:rep-locali:repubblica:118352075]]
L'umorismo scaturisce dal nome stesso dei protagonisti. Sono i Qu'osby, versione pseudo musumana del cognome Cosby che spopolò sulla televisione americana dal 1984 al 1992. Si chiamava così la famiglia afro-americana su cui era imperniato The Cosby Show. Anche in quella sit-com della Nbc l'umorismo scaturiva dai luoghi comuni e dai pregiudizi sui come pensavano e vivevano i neri. In realtà i Cosby rappresentavano una famiglia qualunque della classe media. Le loro aspirazioni e i loro problemi non era molto diversi da quelli di qualsiasi famiglia bianca della middle-class.
Riuscirà Halal in the family a fare per i musulmani-americani quello che All in the family fece per i bianchi negli anni '70 e The Cosby Show fece per i neri negli anni '80? Aasif Mandvi ha fiducia. Se la reazione del pubblico sarà positiva questa mini produzione diventerà una sit-com a tutti gli effetti. La speranza è di uscire dal circuito limitato del sito web per arrivare a raggiungere un ampio pubblico. Che attraverso l'umorismo ha ancora molto da imparare su chi sono i musulmani che vivono in America.
HALAL in the family è un piccolo, grande esperimento mediatico. Mai prima d'ora negli Stati Uniti era stata realizzata una sit-com che ha come protagonista una famiglia islamica. Il conflitto su cui si basa questa "situation comedy" è già chiaro a partire dai nomi. Papà Aasif, mamma Fatima e i loro figli Whitney e Bobby: tipici musulmani i nomi dei genitori, del tutto americani quelli dei ragazzi. Un presupposto che in modo sarcastico mette in risalto lo scontro culturale all'interno della famiglia: da una parte il desiderio d'integrarsi, dall'altra il bisogno di mantere forti legami con le proprie radici. Halal parte in piccolo con quattro episodi ognuno della durata di cinque minuti. A mandarli in onda non sono i network nazionali né le televisioni della portata di Hbo o Showtime. E' il sito web "Funny or Die" specializzato in video di commedie brillanti a essersi assunto il rischio della prima sit-com che mette la lente d'ingrandimento su una famiglia di immigrati musulmani in America.
[[ge:rep-locali:repubblica:118352063]]
In chiave umoristica questa sit-com affronta la domanda che molti americani si pongono senza affatto riderci sopra: chi sono i musulmani che vivono negli Stati Uniti? Una domanda alla quale il comico Aasif Mandvi cerca di dare risposta usando ironia. La stessa ironia che da alcuni anni usa ogni volta che appare nel popolarissimo Daily Show di Jon Stewart. Quest'ultimo soprattutto fra i giovani è diventato un immancabile appuntamento televisivo in seconda serata. Il 39 per cento della audience è sotto ai trent'anni.
Dal 2006 Mandvi ha un ruolo fisso sul Daily Show. Il suo personaggio in chiave comica è un fittizio "corrispondente" televisivo "specializzato" in questioni islamiche. I suoi strampalati commenti sono una presa in giro degli sterotipi e dei luoghi comuni sui musulmani, diffusi nella società americana. "Il mio scopo primario è intrattenere il pubblico e far ridere la gente", ha detto Mandvi in un'intervista pubblicata qualche giorno fa dal New York Times. "E poi, spero che quello che dico abbia l'effetto di far riflettere il pubblico su quanto sono assurdi pregiudizi e paure. Attraverso l'umorismo cerco sempre di portare la gente a vedere le cose da un punto di vista differente".
L'umorismo di Halal in the family parte dal titolo. Chi in America non ricorda All in the family? E' una delle più celebri sit-com americane, in onda per diversi anni sulla Cbs a partire dal 1971. Protagonista era Archie Bunker, bigotto di mezza età i cui valori morali e sociali erano in aperto contrasto con la società in evoluzione negli anni '70: razzismo, femminismo, sessualità, aborto. Erano questi alcuni dei temi "caldi" di allora che per la prima volta facevano capolino in televisione grazie a All in the family. I bigotti di tutta America ridevano di Archie Bunker subodorando forse che sotto sotto stavano ridendo di loro stessi. In Halal la funzione dell'umorismo è la stessa: fare i conti con la grettezza degli americani che percepiscono ogni islamico come un terrorista e allo stesso tempo buttare sul ridere i timori dei musulmani mentre si scontrano con i valori dominanti nella società Usa.
[[ge:rep-locali:repubblica:118352075]]
L'umorismo scaturisce dal nome stesso dei protagonisti. Sono i Qu'osby, versione pseudo musumana del cognome Cosby che spopolò sulla televisione americana dal 1984 al 1992. Si chiamava così la famiglia afro-americana su cui era imperniato The Cosby Show. Anche in quella sit-com della Nbc l'umorismo scaturiva dai luoghi comuni e dai pregiudizi sui come pensavano e vivevano i neri. In realtà i Cosby rappresentavano una famiglia qualunque della classe media. Le loro aspirazioni e i loro problemi non era molto diversi da quelli di qualsiasi famiglia bianca della middle-class.
Riuscirà Halal in the family a fare per i musulmani-americani quello che All in the family fece per i bianchi negli anni '70 e The Cosby Show fece per i neri negli anni '80? Aasif Mandvi ha fiducia. Se la reazione del pubblico sarà positiva questa mini produzione diventerà una sit-com a tutti gli effetti. La speranza è di uscire dal circuito limitato del sito web per arrivare a raggiungere un ampio pubblico. Che attraverso l'umorismo ha ancora molto da imparare su chi sono i musulmani che vivono in America.