ROMA - "La migliore parte della società italiana sono le donne, perché hanno gli anticorpi. Il riscatto, anche al Sud, parte da loro. Le cose si cambiano cambiando gli uomini, mettendo i giovani e buttando da qualche parte personaggi come quello che interpreto io nella fiction". Ne è convinto Michele Placido, boss dei boss in Questo è il mio paese, la nuova serie di RaiUno (dal 9) di cui è protagonista la figlia Violante nei panni di un coraggioso sindaco di Calura, paese immaginario in Calabria.
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"Gli imprenditori che si sono ribellati al pizzo a Bagheria - spiega l'attore - per me sono eroi. Chissà quante riunioni hanno fatto nelle loro case prima di denunciare. E' stata una notizia meravigliosa. Ma ora bisogna sostenerli, bisogna stare attorno a loro, se fossi il Presidente della Repubblica Mattarella li inviterei una settimana a Roma per tenere conferenze, mandarli in giro per le scuole a parlare coi ragazzi. Li trasformerei in eroi nazionali come farebbero negli Stati Uniti. Speriamo non se ne dimentichino subito. Purtroppo c'è tanto da fare nel nostro Paese, però è una storia straordinaria. Girare un film sul loro gesto? Ci penso". E ancora, "bisogna far capire a tutti che questi imprenditori ci rappresentano non devono essere lasciati soli. E 'quelli lì' (i criminali che i commercianti hanno denunciato opponendosi al pizzo, ndr) devono stare buoni, molto, molto buoni".
In Questo è il mio paese di Michele Soavi, scritta da Sandro Petraglia e Anna Bucaccio, Violante Placido si ritrova a essere sindaco di un paese del Sud che aveva lasciato quando era una ragazzina e a affrontare tutte le difficoltà di amministrare la cosa pubblica, di crescere i figli in un contesto pericoloso e di risolvere il mistero della scomparsa di un'amica: "Violante - racconta l'attore - era dubbiosa se interpretare il personaggio di Anna, non credeva esistessero davvero persone così. Invece esistono". "Anna, il personaggio che interpreto - racconta Violante Placido - è una donna normale, mamma di tre figli, è nata al Sud e torna al suo paese perché il destino la riporta lì. Non ha mai pensato di fare politica e si trova per una sorta di beffa del destino a dovere fare il sindaco del suo paesino d'origine. Fa tanti errori, è inevitabile, va di pancia e ha paura di non riuscire a fare tante cose insieme: il lavoro, la famiglia, i figli. Lei che da quel paesino è fuggita perché disgustata dall'impossibilità di cambiare le cose sacrificherà tutta se stessa per poter ridare dignità ai suoi cittadini. E' una storia molto attuale. Un singolo non basta ma una buona figura politica forse può ispirare le persone e insieme possiamo cambiare le cose".
E' la storia di una donna e delle sue amiche - una è capitano dei Ros - che combattono insieme. "La prima idea - dicono gli sceneggiatori Petraglia e Bucaccio - ci è venuta leggendo la storia di alcune donne sindaco impegnate nel difficile lavoro di amministrare i comuni del nostro Sud. Siamo partiti per i sopralluoghi, abbiamo parlato con alcune di loro, abbiamo incrociato le loro diverse esperienze, le abbiamo mescolate a letture e chiacchiere, a suggestioni e a invenzioni. Alla fine abbiamo deciso che potevamo tentare il racconto di una donna come tante". "Ai tempi della Piovra, di cui domenica festeggerò in Russia i 30 anni, non si doveva parlare di mafia. Ricordo - racconta Placido - che quando con Damiano Damiani giravamo, al Circolo della Vela di Palermo molti si indignavano dicendo che la mafia non esisteva. Oggi non è cambiato granché, di personaggi come quello che interpreto in Questo è il mio paese purtroppo ce ne sono molti al Sud. Per questo è bella la notizia di Bagheria, dove gli imprenditori si sono ribellati al racket".
"Non sono un grande conoscitore della politica - spiega Michele Soavi - e credo che raccontarla al cinema o in tv sia molto noioso. Per questo ho cercato di spettacolarizzare i sentimenti e i luoghi, esaltando la grande bellezza dei posti dell'Aspromonte, dove è ambientata Questo è il mio paese. In questo sono stato aiutato da una straordinaria orchestra di attori". Nel cast della serie - prodotta da Rai Fiction e Cross Production - Francesco Montanari, Fausto Maria Sciarappa, Valentina Romani, Loredana Cannata, Ninni Bruschetta e Sergio Friscia.
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"Gli imprenditori che si sono ribellati al pizzo a Bagheria - spiega l'attore - per me sono eroi. Chissà quante riunioni hanno fatto nelle loro case prima di denunciare. E' stata una notizia meravigliosa. Ma ora bisogna sostenerli, bisogna stare attorno a loro, se fossi il Presidente della Repubblica Mattarella li inviterei una settimana a Roma per tenere conferenze, mandarli in giro per le scuole a parlare coi ragazzi. Li trasformerei in eroi nazionali come farebbero negli Stati Uniti. Speriamo non se ne dimentichino subito. Purtroppo c'è tanto da fare nel nostro Paese, però è una storia straordinaria. Girare un film sul loro gesto? Ci penso". E ancora, "bisogna far capire a tutti che questi imprenditori ci rappresentano non devono essere lasciati soli. E 'quelli lì' (i criminali che i commercianti hanno denunciato opponendosi al pizzo, ndr) devono stare buoni, molto, molto buoni".
In Questo è il mio paese di Michele Soavi, scritta da Sandro Petraglia e Anna Bucaccio, Violante Placido si ritrova a essere sindaco di un paese del Sud che aveva lasciato quando era una ragazzina e a affrontare tutte le difficoltà di amministrare la cosa pubblica, di crescere i figli in un contesto pericoloso e di risolvere il mistero della scomparsa di un'amica: "Violante - racconta l'attore - era dubbiosa se interpretare il personaggio di Anna, non credeva esistessero davvero persone così. Invece esistono". "Anna, il personaggio che interpreto - racconta Violante Placido - è una donna normale, mamma di tre figli, è nata al Sud e torna al suo paese perché il destino la riporta lì. Non ha mai pensato di fare politica e si trova per una sorta di beffa del destino a dovere fare il sindaco del suo paesino d'origine. Fa tanti errori, è inevitabile, va di pancia e ha paura di non riuscire a fare tante cose insieme: il lavoro, la famiglia, i figli. Lei che da quel paesino è fuggita perché disgustata dall'impossibilità di cambiare le cose sacrificherà tutta se stessa per poter ridare dignità ai suoi cittadini. E' una storia molto attuale. Un singolo non basta ma una buona figura politica forse può ispirare le persone e insieme possiamo cambiare le cose".
E' la storia di una donna e delle sue amiche - una è capitano dei Ros - che combattono insieme. "La prima idea - dicono gli sceneggiatori Petraglia e Bucaccio - ci è venuta leggendo la storia di alcune donne sindaco impegnate nel difficile lavoro di amministrare i comuni del nostro Sud. Siamo partiti per i sopralluoghi, abbiamo parlato con alcune di loro, abbiamo incrociato le loro diverse esperienze, le abbiamo mescolate a letture e chiacchiere, a suggestioni e a invenzioni. Alla fine abbiamo deciso che potevamo tentare il racconto di una donna come tante". "Ai tempi della Piovra, di cui domenica festeggerò in Russia i 30 anni, non si doveva parlare di mafia. Ricordo - racconta Placido - che quando con Damiano Damiani giravamo, al Circolo della Vela di Palermo molti si indignavano dicendo che la mafia non esisteva. Oggi non è cambiato granché, di personaggi come quello che interpreto in Questo è il mio paese purtroppo ce ne sono molti al Sud. Per questo è bella la notizia di Bagheria, dove gli imprenditori si sono ribellati al racket".
"Non sono un grande conoscitore della politica - spiega Michele Soavi - e credo che raccontarla al cinema o in tv sia molto noioso. Per questo ho cercato di spettacolarizzare i sentimenti e i luoghi, esaltando la grande bellezza dei posti dell'Aspromonte, dove è ambientata Questo è il mio paese. In questo sono stato aiutato da una straordinaria orchestra di attori". Nel cast della serie - prodotta da Rai Fiction e Cross Production - Francesco Montanari, Fausto Maria Sciarappa, Valentina Romani, Loredana Cannata, Ninni Bruschetta e Sergio Friscia.