Spettacoli

Gialappa's band: "La buona satira spara su tutti e deve far ridere"

Il trio dopo "Quelli che il calcio" e Sanremo è approdato a "Ballarò" su RaiTre. Mini hit parade con il peggio della settimana: "Il nostro vero nemico è il Web". "Mai dire politica"

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La loro mini hit parade è già diventata il momento cult di Ballarò su RaiTre. I filmati del premier Renzi che parla della Salerno-Reggio Calabria e subito dopo Berlusconi che - sei anni prima - dice quasi le stesse cose, le gaffe di Alessandra Mussolini che critica Bertolaso e la Meloni "quella con gli occhi" ( ospite in studio di Massimo Giannini), Enrico Mentana che su La7 lancia un servizio al tg che non parte, poi ne lancia un altro e alla fine, rassegnato, chiede di "mandarne uno a piacere", commentati dalla Gialappa's band diventano esilaranti. "Mai dire politica", anzi dire sempre tutto, è il marchio di fabbrica di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto.

Dal calcio da ridere con Mai dire gol a Mai dire Grande fratello , alle incursioni a Le Iene , al passaggio in Rai dopo trent'anni a Mediaset, guastatori a Quelli che il calcio , al Dopofestival e a Ballarò dove sono stati chiamati da Giannini già dall'estate, sono le novità della stagione. "Era una richiesta che avevo fatto al direttore generale della Rai Campo Dall'Orto", racconta Giannini, "e sono felice che l'abbia appoggiata. Poi, per una serie di impegni, il trio non era riuscito a entrare nel programma. Dopo Sanremo siamo riusciti finalmente a organizzarci, e funziona a meraviglia". Satira politica stile Gialappa's, senza guardare in faccia nessuno. "In realtà non è che cambi dalle altre cose", spiega Santin, "se fai satira la devi fare bene, l'importante è che raggiunga lo scopo: far ridere. Crediamo che gli spettatori abbiano voglia di ridere. Il nostro è una sorta di Mai dire Parlamento , un'idea che avevamo avuto anni fa. E adesso più o meno siamo arrivati a farlo, lavoriamo sulla cronaca. Il confronto diventa esilarante se becchi un politico che dice cose particolari ma parla come se fosse Pasquale Laricchia del Grande fratello . L'ironia è un'arma formidabile, riguardando i filmati ti accorgi di quanto poco cambino le cose. Per questo gli spunti non si contano". Il gioco sulla Salerno-Reggio Calabria ha funzionato come un tormentone. "C'era anche D'Alema che si era occupato del tema", continua Santin, "peccato che il filmato non andasse bene. Sulla Salerno-Reggio Calabria, a più riprese, si sono esercitati in tanti, ma l'idea che Renzi abbia comunicato la data della fine dei lavori - 22 dicembre 2016 - e all'annuncio si siano messi tutti a ridere ci chiamava".
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Non fanno la copertina satirica, come quella di Maurizio Crozza per il Ballarò di Giovanni Floris e ora apre Di Martedì su La7, ma nel programma di RaiTre entrano a gamba tesa come commentatori. "Forse noi siamo facilitati da questo, Crozza deve fare la parodia", spiega Santin, "Maurizio è un talento, abbiamo iniziato insieme e abbiamo lavorato benissimo con lui. Fa un lavoraccio, deve fare parodie di persone che lo sono già e il suo lavoro si complica. A maggior ragione è bravo lui, noi invece prendiamo cose già dette e fatte e le sottolineiamo con un bel pennarellone".

Per costruire la rubrica con le perle della settimana selezionano i filmati che la redazione segnala, scegliendo ognuno per conto proprio: domani avrà un posto d'onore il candidato delle primarie a Roma Gianfranco Mascia con l'inseparabile orso, e anche Donald Trump. "Non si può esulare dalla politica, basta accendere il televisore e si parla solo di quello", aggiunge Giorgio Gherarducci, "non abbiamo preclusioni né mire particolari, spariamo volentieri su tutti. L'importante è che i filmati facciano ridere. Non so se definirla satira, il bello è avere tanto materiale e non avere censure". Il nemico della Gialappa's è il web. "Il web offre tutto, da un lato dà, dall'altro toglie. Quando vai in onda l'80% del pubblico che naviga su Internet quel video può averlo già visto", dice ancora Gherarducci, "così abbiamo pensato di raggruppare diverse apparizioni dello stesso politico. La Mussolini in pochi giorni ci ha offerto tanto materiale: se c'era lei c'era sempre un ospite che minacciava di andarsene".