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Gabriella Pession, la dark lady che ama il potere

L'attrice con Claudio Gioè nella fiction "Il sistema", sul lavoro investigativo della Guardia di Finanza. Malavita e colletti bianchi, riciclaggio e intrighi amorosi, in onda su RaiUno da lunedì

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Che fosse determinata l’ha dimostrato da ragazzina, quando durante i Telegatti salì sul palco per abbracciare Michael Jackson: «Al liceo per guadagnare qualche soldo facevo la hostess a teatro» racconta Gabriella Pession. «Durante il gala, vestita da sera, occupavo la poltrona se qualcuno si alzava. Quell'anno era ospite Jackson, sono una sua grande fan, e non ho resistito. Ho fatto una corsa e sono salita sul palco». Fa parte della generazione delle attrici over trenta che hanno conquistato subito con la tv la popolarità: era la cattiva di Orgoglio («Devo tutto a Goffredo Lombardo e Lina Wertmuller»), ha interpretato Capri, Ferdinando e Carolina, Mannaggia alla miseria. Oggi a 38 anni, un figlio di venti mesi, Giulio, che le ha cambiato la vita, un matrimonio da preparare (sposerà l’attore irlandese Richard Flood), una vita tra l’America e l’Italia, Pession è la dark lady della nuova serie di RaiUno Il sistema di Carmine Elia che comincia lunedì, sul lavoro investigativo della Guardia di Finanza. Una cattiva in tacchi a spillo, studi alla London School of Economics, che seduce il maggiore delle Fiamme Gialle Claudio Gioè, infiltrato in un’organizzazione criminale dopo che il fratello imprenditore di suicida stritolato dai debiti. La malavita che si allea con i colletti bianchi, riciclaggio di denaro sporco, società che nascono negli studi di avvocati insospettabili, la serie ideata da Valter Lupo e Sandrone Dazieri, sfiora Mafia Capitale mescolando azione e intrighi amorosi.

Pession, chi è Daria, la dark lady che interpreta?
«Una donna ambigua che ama il potere e i soldi, ma che ha un fondo di umanità. Lo scopriamo nel privato, quando si prende cura del padre malato, ma negli affari è spietata. E’ la mente del sistema ma è anche vittima. Per non la definirei una “cattiva” al cento per cento».

Perché?
«Perché è un personaggio più complesso, stratificato, ed è quello che mi ha interessato. Lei è tormentata e si vergogna di quello che fa, non riesce a guardare in faccia il padre eppure non rinuncerebbe mai al malaffare. Guadagna  molti soldi e ama il potere, ci prende gusto quando porta a termine un’operazione». Lei che rapporto ha con il potere?
«Non lo amo, mi fa paura, nel mio piccolo credo che il vero potere sia l’educazione e la gentilezza. Il ricatto, l’arroganza, non sono un segno di potere. Non sto facendo l’anima bella, recitando anche la persona più sprovveduta deve imparare a districarsi. E anch’io mi metto la mia bella maschera».

Per nascondere cosa?
«Una certa malinconia. Anche se il lato forte del mio carattere è la tenacia».

Ha vissuto a lungo in America, perché ha deciso di tornare in Italia?
«L’America è stata la mia casa, ho lavorato tanto all’estero, ho avuto l’opportunità di girare Crossing lines con Donald Sutherland, ho imparato tantissimo. Ho vissuto anni di grande inquietudine, oggi che con Richard ho trovato la serenità ho capito che voglio vivere in Italia, voglio crescere mio figlio qui».

Cosa le mancava?
«Ho sofferto nella mia vita, ho sentito la mancanza di mio padre, ho combattuto, ma ho avuto una madre straordinaria al mio fianco. Ho fatto analisi, oggi posso dire di essere una donna felice. Quando si dice che uno sta bene anche da solo non è così. E’ vero, a volte abbiamo bisogno della solitudine, invece adesso grazie al mio compagno mi sono riconciliata con gli uomini».

Ed è diventata madre, non è un dettaglio.
«C’è la mistica della maternità, ma non si deve dare tutto per scontato: la nascita di un figlio ti regala una gioia immensa ma è un cambiamento che ti disorienta. Giulio lo abbiamo cercato ma non sono rimasta incinta subito, è stato un regalo. Ero felicissima. Poi, come tante donne, ho sofferto di depressione post partum. Mi sono presa il mio tempo, ho sempre vissuto di corsa. Oggi nella mia vita contano due date: la mia data di nascita a e quella del mio bambino. Prima ero molto arrabbiata».

Però è tornata in pista subito: Il sistema, poi la nuova serie che sta girando, sempre con Carmine Elia, La porta rossa.
«Interpreto una magistrata che indaga sulla  morte del marito poliziotto, interpretato da Lino Guanciale, una storia bellissima. Anche il lavoro aiuta noi donne: per essere una brava mamma devi avere una tua identità. E comunque il lavoro mi ha aiutato tanto negli ultimi anni, non do niente per scontato, ha fatto una lunga gavetta lunga e ho capito che le frustrazioni fanno parte di questo lavoro».
Gabriella Pession in una scena della fiction 
Il segreto per farcela?
«Non mollare mai. Il pattinaggio - ero nella Nazionale ma mi sono rotta i legamenti e ho dovuto smettere - mi ha insegnato che l’importante è rialzarsi. Nella vita non  conta quante volte cadi, perché può capitare, ma rimettersi in piedi».