'House of Cards', Robin Wright denuncia: "Volevano pagarmi meno di Kevin Spacey"
La finzione che imita la realtà: è successo all'attrice Robin Wright, che in una delle serie tv più amate e premiate degli ultimi tempi, House of Cards, interpreta la first lady Claire Underwood, moglie di Frank, ovvero il Presidente degli Stati Uniti Kevin Spacey. Pagata meno di un uomo: "Ero il perfetto paradigma", ha denunciato la Wright, "ci sono veramente pochi film o tv show dove il maschio - il patriarca - e la la matriarca, vengono trattati in modo egualitario. E questi sono i protagonisti di House of Cards". Eppure. "Eppure mi sono ritrovata a pensare: 'Voglio essere pagata la stessa cifra di Kevin'", ha continuato la Wright. Robin Wright è attualmente un idolo per chi segue la serie tv. E non solo perché è apparsa in tutti e 52 gli episodi di House of Cards, dirigendone anche molti. O perché, insieme a Spacey, è indicata come direttore esecutivo. La Wright è un'attrice di talento e sullo schermo è la rappresentazione perfetta di una donna forte, determinata e di successo, capace di tenere testa all'ingombrante, spregiudicato compagno. Un uomo dominante. Quello che spesso una donna qualunque, nella vita quotidiana, fatica a raggiungere, e non certo per incapacità. "Stavo guardando le statistiche e il personaggio di Claire Underwood era più popolare persino di quello di Frank: lo è stato per un periodo di tempo. Così ho potuto sfruttare la cosa al meglio", ha scritto la Wright ieri, martedì 17 maggio. La Wright si trovata a New York per promuovere la propria campagna contro la depredazione delle risorse naturali del Congo. Secondo l'Huffington Post avrebbe detto alla platea che il suo potere contrattuale ha risentito del fatto di aver avuto un figlio durante il suo matrimonio con il collega Sean Penn: "Poiché non potevo lavorare a tempo pieno", ha spiegato, "non ero in grado di mettere insieme un reddito decente. E se non riesci a farlo... con la notorietà, con il fatto di esserci, non fai più parte nel gioco. Sei un'attrice di serie B. Non sei 'materiale' da box office". E ancora: "Non possiedi il valore che avresti avuto se avessi fatto quattro film in un anno come hanno fatto Nicole Kidman e Cate Blanchett mentre cerscevano i propri figli. Adesso sto tornando in scena a 50 anni suonati". Robin Wright è solo una delle ultime attrici a mettere agli atti che il trattamento economico ricevuto è inferiore rispetto a quello dei colleghi uomini. Nel 2015 la star di Hunger Games, Jennifer Lawrence, aveva già lanciato una simile accusa. La stessa cosa l'aveva fatta Patricia Arquette che, nel ricevere l'Oscar sempre quell'anno, utilizzò dure parole per chiedere più equità a Hollywood.