'Boris Giuliano', una fiction su RaiUno. Il figlio Alessandro: "Recuperata la memoria di mio padre"
'Boris Giuliano - Un poliziotto a Palermo', la nuova fiction di RaiUno con Adriano Giannini
Boris Giuliano è una fiction ispirata alla figura del vice questore Capo della Squadra Mobile di Palermo, dottor Giorgio Boris Giuliano, medaglia d’oro al valore civile, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1979.
La miniserie in due puntate verrà trasmessa dalla Rai, in prima serata su Rai1, lunedì 23 e martedì 24 maggio 2016, in occasione della Settimana della Legalità. Il ruolo del protatogonista è affidato ad Adriano Giannini: nel cast anche Nicole Grimaudo, Ettore Bassi, Enrico Lo Verso, Francesco Montanari, Antonio Gerardi. La regia è di Ricky Tognazzi
«Giuliano è stato un autentico mito per gli uomini che ebbero la fortuna di lavorargli accanto e anche per i poveri della città che si precipitarono in migliaia ai suoi funerali. Non si era mai visto un poliziotto così impavido con i potenti - dice Grasso - che sapeva essere poi così umano con chi era diventato piccolo delinquente in mancanza di alternative. Boris aveva capito la mafia ma la mafia aveva capito Boris, aveva capito che non avrebbe ceduto e che l’unico modo per fermarlo era ammazzarlo. Il suo grande senso del dovere, il suo amore per il lavoro» sottolinea «sono state le vere cause della sua morte». Il presidente del Senato ricorda il primo incontro con l’investigatore che – negli anni del sacco di Palermo, del rapimento del giornalista Mauro De Mauro - avrebbe cambiato il modo di indagare sulla mafia. «Era il settembre del 1970, eravamo nella stanza del già famoso giudice Cesare Terranova (ucciso anche lui dalla mafia il 25 settembre 1979, ndr). Io ero un giovane magistrato che cercava di carpire i segreti del mestiere. Appena vidi Boris Giuliano, mi apparve la sua esplosione di allegria. Gioviale, simpatico e alla mano, dopo avergli detto che mi sarei sposato a giorni volle conoscere mia moglie e consegnare a entrambi personalmente i passaporti per farci partire».
Adriano Giannini nella fiction "Boris Giuliano": "Una grande responsabilità"
Il film, scritto da Tognazzi con Angelo Pasquini e Giovanna Koch, con la consulenza del giornalista Francesco La Licata, amico di Boris Giuliano, interpretato da Adriano Giannini (nel cast Nicole Grimaudo, Antonio Gerardi, Ettore Bassi, Tony Sperandeo, Francesco Benigno, Enrico Lo Verso) intreccia indagini e vita privata restituendo, come sottolinea anche il figlio Alessandro Giuliano, «l’umanità del padre, un valore aggiunto, oltre alla sua professionalità, al suo metodo di indagine, alla sua intuizione sulle dinamiche dei nuovi traffici di eroina dalla Sicilia nel mondo. Al suo funerale era pieno di gente comune. In quegli anni a Palermo non c’erano grandi dimostrazioni di affetto nei confronti della polizia, tanto più nei quartieri popolari».
'Boris Giuliano - Un poliziotto a Palermo', la nuova fiction di RaiUno con Adriano Giannini
Boris Giuliano è una fiction ispirata alla figura del vice questore Capo della Squadra Mobile di Palermo, dottor Giorgio Boris Giuliano, medaglia d’oro al valore civile, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1979.
La miniserie in due puntate verrà trasmessa dalla Rai, in prima serata su Rai1, lunedì 23 e martedì 24 maggio 2016, in occasione della Settimana della Legalità. Il ruolo del protatogonista è affidato ad Adriano Giannini: nel cast anche Nicole Grimaudo, Ettore Bassi, Enrico Lo Verso, Francesco Montanari, Antonio Gerardi. La regia è di Ricky Tognazzi
La clip di "Boris Giuliano - Un poliziotto a Palermo", la nuova fiction di RaiUno
Alessandro Giuliano sottolinea come una fiction come questa «sia importante per la memoria. Con la famiglia siamo stati molto esigenti con gli autori e loro sono stati molto pazienti con noi. Voglio ringraziarli per questo. In tutti questi mesi sia il regista che gli attori ci hanno tenuto al corrente interpellandoci anche per i minimi dettagli. Per noi era importante che venisse fuori la persona, perché anche chi finisce nei libri di storia ha la sua umanità. Era facile cadere nello stereotipo, ma papà oltre a essere un servitore dello Stato era un uomo solare».
Dal film si capisce che Giorgio Boris Giuliano, solo Boris per i suoi uomini, eroe borghese siciliano che da Milano dov’è andato a lavorare torna in Sicilia per combattere la mafia dopo la strage di Ciaculli, era un padre – nonostante l’impegno – molto presente in famiglia, tenero, attento ai figli. Il figlio Alessandro non rivela se gli episodi descritti nella fiction (in cui canta con loro le canzoni in inglese, o insegna proprio al figlio, bambino al mare, di impegnarsi sempre, anche per arrivare alla boa), siano veri. «Posso confermare che era un papà molto affettuoso» dice con pudore, la stessa discrezione dietro cui si trincera quando non risponde sulla scelta di vita. Ha seguito le orme del padre: investigatore brillante, capo della Squadra Mobile a Milano, ora questore a Lucca. Quali sono le doti di un bravo investigatore? «Deve essere flessibile e tenere conto delle mutazioni della criminalità, mio padre ha avuto la bravura di capire come la mafia avesse cambiato scena, metodo. La mafia, come ripeteva Falcone, è un fenomeno umano e anche l’azione di contrasto lo è. Perseguire la legalità è un impegno per la democrazia, sono particolarmente contento che la proiezione sia stata fatta qui nella Scuola della polizia perché papà non è un nome su una lapide, ma un esempio di chi ha fatto il proprio dovere».