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Quell'eccidio di Debra Libanòs in Etiopia sulla coscienza dei soldati italiani

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ROMA - Come molti ascoltatori di Radio 3 sanno già, Wikiradio – in onda dal lunedì al venerdì alle 14 in punto - ricostruisce giorno per giorno una sorta di almanacco di cose notevoli ed utili, da sapere per orientarsi e comprendere meglio la nostra modernità. Ogni puntata racconta un evento accaduto proprio nel giorno in cui va in onda, intrecciando il passato con il presente, la memoria storica con ciò che oggi essa significa per noi. Si spazia dalla storia all'economia, dal cinema alla scienza, la letteratura, il teatro, le arti visive, la musica, i grandi momenti che hanno segnato un punto di svolta raccontati da esperti, studiosi, critici, con spezzoni di repertorio, sequenze cinematografiche, brani musicali, in un articolato mosaico che vuole restituire agli ascoltatori tutti i significati possibili di un avvenimento.

Ciò ricordato, eccoci alla puntata di domani – 20 maggio – nel corso della quale Paolo Soldini (giornalista, per anni corrispondente dell’Unità dal Parlamento Europeo e da Berlino) ricorderà l’eccidio di Debra Linanòs, un monastero cristiano copto che si trova in Etiopia, a nord della capitale Addis Abeba. Fu teatro di un crimine di guerra commesso, purtroppo, dagli italiani il 20 maggio del 1937, durante l’occupazione dell’Etiopia, o dell’Abissinia, come si preferiva dire allora . Un eccidio spietato, paragonabile alle stragi compiute dai nazisti in Italia, come Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema o le Fosse Ardeatine che è stata rimosso quasi completamente dalla memoria del paese. Non figura nei libri di scuola, non viene rievocato ufficialmente, per esso nessuno ha mai chiesto scusa e soltanto per l’onestà e la tenacia di pochi storici come Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Maura Palazzi, Simone Belladonna e Filippo Focardi, è entrato nella storiografia italiana. Una rimozione che si accompagna a quella più generale che riguarda le vicende delle guerre coloniali italiane.