E' un altro gigante che scende in campo (e con titoli sublimi). Si chiama Amazon, gli altri si chiamano Netflix, Sky, Chili, Infinity, Telecom eccetera e per fortuna, diciamo, che in Francia scrivono che la creazione della Netflix del Sud Europa tra Bolloré e Berlusconi ha il piombo nelle ali. Ma quando se lo toglierà, quel piombo, allo spettatore comune non resterà che dare le dimissioni e dire: basta, avete vinto voi, siete troppi, me ne vado. Eppure piaceva tanto al telespettatore la possibilità di avere molte serie tv – e una più bella dell'altra - a disposizione. Ma qui il gioco sta scappando di mano: e per di più in un paese come questo in cui la maggior parte del popolo televisivo, se i numeri contano ancora, guarda soprattutto Don Matteo.
Ma mettiamo che il pubblico evoluto si sia allargato negli anni, già l'approdo a Sky – che ha serie tv di pregio a decine e ora anche un servizio fisso che le mette in un archivio e le guardi quando vuoi col massimo della qualità e comodità – è considerato un traguardo niente male. Magari in qualche famiglia si fanno sacrifici e si rinuncia a qualcosa, ma ci sono a disposizione le serie tv migliori. Peccato però, perché anche Mediaset, pagando s'intende, ne ha di pregiate e ogni tanto anche imperdibili, ma pazienza. Però un giorno arriva Netflix e dice: dammi dieci euro al mese, ti riempio di serie tv fino a farti stramazzare. All'inizio magari scrolli le spalle (tanto House of Cards, che è di Netflix, è stata venduta a Sky) ma poi scopri che nei posti giusti si parla solo di Narcos e ti prende un po' di invidia: se poi sei al bar con due amici e quelli parlano solo di Stranger Things ti senti un reietto vero. E allora mettiamo che fai un ulteriore sforzo e ti abboni, magari anche solo per un mese, e fai il pieno, magari scopri anche che a Netflix sono dei benefattori in quanto ci trovi serie che magari erano piaciute solo a te ma poi Sky o la Rai le hanno abbandonate appunto perché piacevano solo a te (un esempio? Crossing Lines).
A quel punto ti senti quasi in equilibrio con te stesso e sbuca Amazon: producono titoli come Mozart in the Jungle, Transparent, Bosch e sta arrivando Woody Allen: ovvero, un altro paese dei balocchi, un altro ancora. E' un massacro, per i soldi ma non solo: come diavolo si fa ad avere il tempo per essere vagamente alla pari con le serie migliori e con i tuoi amici miliardari e quindi nullafacenti che le hanno viste tutte? E lì, appunto, ti arrendi, aspettando che tutti i colossi – a quel punto proprio perché non si possono clonare i miliardari nullafacenti appassionati di serie tv - prendano a farsi la guerra totale tra di loro finché non ne rimane uno solo. O qualcosa di simile. Moltissimi anni fa Massimo Troisi mise la gag in un film e parlava d'altro: “Scrittori, voi siete in tanti a scrivere ma io sono da solo a leggere”. Un peccato vero che non sia ancora qui a farci la battuta giusta e migliore sull'invasione delle serie tv, quelle che ormai vengono fuori dalle fottute pareti.
Ma mettiamo che il pubblico evoluto si sia allargato negli anni, già l'approdo a Sky – che ha serie tv di pregio a decine e ora anche un servizio fisso che le mette in un archivio e le guardi quando vuoi col massimo della qualità e comodità – è considerato un traguardo niente male. Magari in qualche famiglia si fanno sacrifici e si rinuncia a qualcosa, ma ci sono a disposizione le serie tv migliori. Peccato però, perché anche Mediaset, pagando s'intende, ne ha di pregiate e ogni tanto anche imperdibili, ma pazienza. Però un giorno arriva Netflix e dice: dammi dieci euro al mese, ti riempio di serie tv fino a farti stramazzare. All'inizio magari scrolli le spalle (tanto House of Cards, che è di Netflix, è stata venduta a Sky) ma poi scopri che nei posti giusti si parla solo di Narcos e ti prende un po' di invidia: se poi sei al bar con due amici e quelli parlano solo di Stranger Things ti senti un reietto vero. E allora mettiamo che fai un ulteriore sforzo e ti abboni, magari anche solo per un mese, e fai il pieno, magari scopri anche che a Netflix sono dei benefattori in quanto ci trovi serie che magari erano piaciute solo a te ma poi Sky o la Rai le hanno abbandonate appunto perché piacevano solo a te (un esempio? Crossing Lines).
A quel punto ti senti quasi in equilibrio con te stesso e sbuca Amazon: producono titoli come Mozart in the Jungle, Transparent, Bosch e sta arrivando Woody Allen: ovvero, un altro paese dei balocchi, un altro ancora. E' un massacro, per i soldi ma non solo: come diavolo si fa ad avere il tempo per essere vagamente alla pari con le serie migliori e con i tuoi amici miliardari e quindi nullafacenti che le hanno viste tutte? E lì, appunto, ti arrendi, aspettando che tutti i colossi – a quel punto proprio perché non si possono clonare i miliardari nullafacenti appassionati di serie tv - prendano a farsi la guerra totale tra di loro finché non ne rimane uno solo. O qualcosa di simile. Moltissimi anni fa Massimo Troisi mise la gag in un film e parlava d'altro: “Scrittori, voi siete in tanti a scrivere ma io sono da solo a leggere”. Un peccato vero che non sia ancora qui a farci la battuta giusta e migliore sull'invasione delle serie tv, quelle che ormai vengono fuori dalle fottute pareti.