'The Deleted', la serie tv firmata Bret Easton Ellis
Maurizio Di Fazio
L'autore di 'American Psycho' ha esordito nei panni di regista con otto episodi a base di sangue, sesso, droga e disperazione: "Una serie sperimentale e piena di mistero"
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Prima o poi doveva succedere. L’ex astro del nuovo minimalismo americano Bret Easton Ellis, scrittore pop tra i più leggendari, autore di pietre angolari come Meno di Zero e American Psycho, si dà alle serie tv, che sono la letteratura postmoderna del nostro tempo. E non solo proseguendo con altri mezzi il suo mestiere – già in passato aveva sceneggiato film o concorso allo script di pellicole ricavate dai suoi libri, e la sua scrittura è potentemente cinematografica -, ma abbracciando una professione per lui tutta nuova, a parte qualche cortometraggio di gioventù: quella del regista.
Negli Stati Uniti sono appena andate in onda (le ha trasmesse l’app video digitale on demand Fullscreen) le otto puntate di The Deleted, la prima serie televisiva scritta e soprattutto diretta dall’imprendibile romanziere di Los Angeles. Nel cast Madeline Brewer (Orange Is the New Black), Nash Grier, Daniel Zovatto, Will Peltz (Unfriended), Spencer Nevill, Todd Maurer, Ian Nelson (Hunger Games) e Amanda Cerny. A 52 anni, tra un tweet e l’altro (ha subito sposato con costanza e facondia la causa dei social), Ellis ha così voluto rimettersi per l’ennesima volta in gioco, trasferendo la sua estetica e il suo immaginario più classico nel più contemporaneo dei veicoli espressivi.
Il teaser di 'The deleted' la serie tv diretta da Bret Easton Ellis
Perché The Deleted è Bret Easton all’ennesima potenza, grandguignolesco e borderline, fradicio di sangue e sesso senza limiti, droga e agnosticismo, disperazione e cupio dissolvi; ma è concepito per una platea che probabilmente non ha mai letto un rigo di Glamorama, Le regole dell’attrazione e Lunar Park. “Sì, il nostro pubblico di riferimento è anche quello dei millenials, che magari lo vedranno su un laptop o sull’iPhone – ha detto lo scrittore bestseller-regista esordiente-sceneggiatore altalenante al Larry King Now -. Questa è una serie sperimentale, piena di mistero”.
In un’altra occasione Ellis, alfiere della Generazione X, li aveva definiti ironicamente “generazione Wuss”, i millenials: “Sono eccessivamente sensibili, specie quando si tratta di incassare le critiche. Hanno difficoltà a collocare le cose nel loro contesto. Tendono a reagire con insistenza e atteggiamenti passivo-aggressivi”.È in seguito a quella querelleche i ventenni sono venuti forse a conoscenza, vagamente, di Patrick Bateman, l’alter ego sulfureo e truculento dell’autore: e chissà se se ne sono innamorati seduta stante, di questo yuppie sadico e amorale e dell’intera mistica sconsacrata di American Psyco. Di quell’universo iperconsumistico e disumanizzato, narcisistico e popolato da disertori sentimentali, già devoto al dio gelido e bifronte del denaro e della tecnologia espansa, poco tempo prima della crisi economica e dell’avvento di Internet. Così lontano e così vicino dal mondo loro, dal mondo nostro.
Bret Easton Ellis
È questa la scommessa e l’azzardo della nuova serie, che narra un po’ alla Lynch della sparizione alla spicciolata di alcuni abitanti di Los Angeles e Washington in apparenza estranei tra loro. Da questo incidente drammaturgico, si innesca un sentimento di nevrosi collettiva in un gruppo di giovanissimi, tutti sopravvissuti a una misteriosa setta anni prima. Un thriller metropolitano e pulp, disturbante, ai confini dell’horror; un Meno di Zero, un American Psycho per nativi digitali, con i talent show al posto dei video di Mtv e gli smartphone in luogo di fax e cercapersone. E se negli anni 80-90 l’asocialità e la desensibilizzazione di massa scaturivano dall’esposizione full time alla televisione, oggi sarebbe il web 2.0 il responsabile massimo dei nuovi apatici.
Bret Easton Ellis firma la serie tv 'The deleted'
In un'intervista rilasciata a The Guardian all'inizio dell’anno, a Bret Easton Ellis è stato chiesto che cosa farebbe il suo antieroe Patrick Bateman se fosse stato in giro nel 2016. La sua risposta: sarebbe un troll online e utilizzerebbe Twitter e Instagram come mezzo per vantarsi delle sue imprese immonde. “Quando guardiamo le nuvole, lei ci vede un'isola, un cagnetto, l'Alaska, un tulipano. Io ci vedo, ma non glielo dico, una clip per banconote di Gucci, una scure, una donna tagliata in due, una polla di sangue che si espande per tutto il cielo, sgocciolando sulla città, su Manhattan” (da American Psycho). Oggi, venticinque anni dopo, chi le osserva più le nuvole? O forse sì, cercando, a testa china, su Google.