'La porta rossa', Lucarelli, Cagliostro e l'indagine "sovrannaturale"
Un capannone abbandonato, due cadaveri a terra, i poliziotti che isolano la scena del crimine. Il commissario Cagliostro attraversa il luogo del delitto ignorato da tutti: i suoi colleghi continuano a muoversi come se lui non ci fosse. Cagliostro osserva la scena: ne ha viste tante di situazioni del genere in dieci anni di servizio, ma questo caso è diverso da tutti gli altri. Perché questo è il suo stesso omicidio e uno dei due morti a terra è proprio lui. Durante l’irruzione nel covo di un criminale, qualcuno gli ha sparato alle spalle e lo ha ucciso. Una porta rossa appare dal nulla per permettergli di andarsene via dal mondo, ma quello che Cagliostro vede sulla soglia lo blocca. Immagini confuse che appartengono al futuro: sua moglie Anna sul punto di essere uccisa da una persona il cui volto è nascosto, ma che Cagliostro intuisce essere il suo stesso assassino. Cagliostro resiste, non oltrepassa la porta, non può e non vuole andarsene dal mondo lasciando Anna in pericolo. Deve indagare sulla propria morte, trovare il suo assassino ed evitare che anche Anna venga uccisa. Il percorso che Cagliostro compie è l’occasione per riconoscere gli amici e smascherare i nemici, ma anche per confrontarsi con i rimpianti e gli errori della sua vita. È questo lo spunto dal quale prende le mosse "La porta rossa", la serie ideata da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, in onda in prima serata su RaiDue dal 22 febbraio. Alla base della serie, la volontà di combinare un’investigazione classica a un elemento sovrannaturale. La regia è di Carmine Elia, protagonisti Gabriella Pession e Lino Guanciale, nel cast - fra gli altri - Elena Radonicich, Ettore Bassi, Cecilia Dazzi. Le foto di scena.