Spettacoli

L'INTERVISTA

Chef Rubio, via la cucina dalla tv: "Lascio agli altri la parte cool, per me tengo le passioni"

Ha prodotto il videoclip di 'Limone', il nuovo singolo di Giancane. In autunno tornerà su Repubblica.it con le sue ricette nella lingua dei segni. E dice che da grande vorrebbe fare il regista. "Cerco di fare le cose per conto mio, sentendomi più sereno e libero"

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ROMA - Chef Rubio non è uno chef come tutti gli altri. Basta guardarlo in azione, vedere la passione che mette nel comunicare, nel condurre i suoi show, o le mille iniziative che segue in prima persona, cercando di promuovere non solo la cucina ma anche la condivisione, l’incontro di culture, la comprensione di altre realtà. Non solo cucina, insomma, per Gabriele Rubini, ex campione di rugby, oggi conduttore televisivo, chef amatissimo dal pubblico e ora anche produttore. In quest’ultima veste ha da poco presentato il suo primo videoclip, Limone, nuovo singolo di Giancane, una delle più interessanti personalità della scena musicale italiana più recente. Video  bello e intenso, drammatico e forte che segna l’inizio di una nuova fase nell’avventura di Chef Rubio, nato nell’arte nel 2012 “senza avere altra ambizione se non quella di raccontarsi”, dice lui, “attraverso la cucina comunicata e non solo cucinata. Sono diventato Chef Rubio, mi sono messo in gioco e mi è piaciuto molto. Nei tre anni di Unti e bisunti non ho scoperto solo il video ma ho arricchito i miei rapporti interpersonali, ho ovviamente imparato molto di più della cucina, ho scoperto piatti dei quali avevo solo sentito parlare, ho conosciuto colleghi che stimo. E va bene così”.
 

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E oggi?
“Oggi penso di dover fare cose diverse: sono abbastanza saturo, è un po’ di tempo che cerco di mantenere la sfera della cucina, a cui tengo, in una dimensione più intima, fuori dai riflettori. E sono anche stanco di dovermi interfacciare con persone che non vivono la cucina come la vivo io”.
 
Cos’è che non funziona più?
“Il meccanismo televisivo, credo. I miei buoni propositi ho cercato di metterli in pratica ovunque, in Unti e bisunti, nel Re della griglia, continuerò a farlo nelle clip che registrerò per non vedenti e non udenti; voglio dire che ho sempre cercato di mettere contenuti importanti nelle cose che ho fatto, quello che volevo comunicare non era solo il piatto ma l’indagine antropologica che ci facevo dietro. Non è andata sempre bene, ci sono stati fraintendimenti, incomprensioni. Quindi mi sono detto: l’indagine la continuo a fare per conto mio, me la tengo per le collaborazioni con i colleghi interessanti, terrò pulita la mia idea e mi terrò più lontano dalla televisione. La parte 'cool' la raccontino gli altri, io mi dedicherò alle mie passioni”.
 
Prima fra tutte la musica.
“Sì, mi nutro di musica fin da quando ero ragazzino, non potrei fare altrimenti. Anzi, mi rammarico di essere uno che canta sotto la doccia o in macchina e di non essere andato su un palco a cantare”.
 
 

Ma ora, con il nuovo video di Giancane, il cerchio si chiude…
“È una cosa nata per caso, Giancarlo mi ha fatto sentire il pezzo, siamo molto amici, tra noi c’è stima reciproca e ho pensato che anche se aveva un testo scomodo avrebbe dovuto presentarlo a Sanremo. Ma era troppo tardi e, umilmente, abbiamo evitato di fare ogni tipo di mossa. Ma non ho rinunciato all’idea di dare una mano a un amico e a un artista in cui credo. E ho cercato di mettere insieme quello che serviva per produrre il video”.
 
Come produttore di video musicali è un esordio.
“Sì, ma sono già due-tre anni che produco alcune mie cose, progetti diversi, anche pillole che giro da solo per il mio sito, raccolgo le sensazioni nei posti che visito. In questo caso ho chiesto aiuto ad altri amici, abbiamo fatto una cosa che mi sembra molto bella. Sono più contento di questo video che delle cose che ho fatto negli ultimi quattro anni. Sembra assurdo, ma è così: in questo caso ho deciso tutto io, mi sono preso la completa responsabilità, nel bene e nel male. E penso di continuare su questa strada, quando posso cerco di fare le cose per conto mio, sentendomi più sereno e più libero”.
 
Quindi: da grande cosa farà?
“Se proprio devo sognare, allora dico che da grande vorrei fare il regista, soprattutto di documentari, non mi interessano le cose artificiose o artefatte, vedremo le declinazioni che prenderà questa società di produzione, la Tumaga. Cercherò di fare le cose che mi emozionano, che mi permettano di far pensare la gente, non di far perdere tempo, che sia un video musicale, un corto, un lungometraggio. Cercherò di gestire tutto quello che potrà darmi soddisfazione e ovviamente farò anche altre cose per potermi permettere di produrre quello che voglio”.
 

Chef Rubio: "Su Rep Tv tornano le mie ricette in lingua dei segni, ora anche per non vedenti"


Come il progetto delle ricette in lingua dei segni che torna su Repubblica.it. 
“Si, ricette per non udenti che questa volta, con l’aiuto di un amico, saranno anche per non vedenti. È un progetto al quale tengo molto. Mi piace essere coinvolto in attività utili per la gente, importanti per il nostro patrimonio culturale e storico, come quello che a giugno mi ha coinvolto a Civitacampomarano in Molise, o i progetti nelle scuole”.
 
E la cucina?
“Avrà sempre un ruolo fondamentale, cercherò di portarla avanti senza perdere la bussola. Amo cucinare, non solo per il piacere di mangiare ma anche per crescere. Cercherò collaborazione con altri colleghi o progetti  davvero interessanti. Per quanto riguarda lo spettacolo, quello che luccica... bè, ne posso fare a meno”.