Daria Bignardi lascia la Rai e dunque la direzione di Rai3. Lo rende ufficiale l'azienda, comunicando "la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in corso con la Dott.ssa Daria Bignardi la quale ritiene ormai concluso il proprio percorso lavorativo nella società". La Bignardi, è scritto nella nota Rai, "non ha richiesto il pagamento di alcuna buonuscita". La giornalista scrittrice era stata nominata Il 17 febbraio 2016 dal direttore generale Antonio Campo Dall'Orto, da giorni circolava la voce che stesse trattando l'uscita.
In pole position, per sostituirla, una figura interna: il vicedirettore Stefano Coletta.
Su Facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, ringrazia la direttrice di Rai3. "A Daria Bignardi, come anche all'ex
direttore generale Campo Dall'Orto, va dato atto di aver lasciato l'incarico in Rai senza chiedere alcuna buonuscita, come peraltro sarebbe stato invece previsto da contratti e diritto, così come a entrambi va riconosciuto di essersi subito adeguati al tetto agli stipendi da 240mila euro introdotto dal parlamento lo scorso anno". Una rinuncia "non scontata. Sembrerebbe poco e ovvio - dice Anzaldi - ma di questi tempi, quando vediamo ben altri atteggiamenti in altre aziende, è una vera eccezione che sa di miracoloso. Anche se la direttrice di Rai3 non sempre è riuscita ad avere la meglio su alcune caste inamovibili all'interno della rete, ha comunque avuto il merito di provare a innovare".
Saluto al veleno su Twitter da parte di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati."#Rai Dopo un anno e mezzo di flop a ripetizione e scelte 'barbariche' @dariabig lascia direzione @RaiTre. Non ci mancherà, neanche un po'".
"E' evidente che nessuno le ha chiesto di andarsene. Daria Bignardi è un valore che si è aggiunto alla sfida della Rai degli ultimi due anni ed ha innovato più del 40% del suo palinsesto" dichiara Il consigliere Rai Guelfo Guelfi. "A testimoniarlo ci sono la quantità e la qualità dei programmi che sono andati in onda sulla terza rete Rai: 'Sono innocente', 'FuoriRoma', 'Stato Civile', i reportage di Gad Lerner, 'cartabianca', la striscia quotidiana di 'Mi Manda Raitre' e 'Chi l'ha visto?'". "Tutte cose che", osserva Guelfi, "hanno innovato la terza rete Rai soprattutto dal punto di vista metodologico perché hanno consentito al Servizio Pubblico di avere uno sguardo confidenziale con la realtà, con il vivere comune. Non si tratta sempre di dire la nostra piuttosto si tratta di vedere la loro, cogliere il senso, la differenza. Mirabile il lavoro sulle unioni civili".
In pole position, per sostituirla, una figura interna: il vicedirettore Stefano Coletta.
Su Facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, ringrazia la direttrice di Rai3. "A Daria Bignardi, come anche all'ex
direttore generale Campo Dall'Orto, va dato atto di aver lasciato l'incarico in Rai senza chiedere alcuna buonuscita, come peraltro sarebbe stato invece previsto da contratti e diritto, così come a entrambi va riconosciuto di essersi subito adeguati al tetto agli stipendi da 240mila euro introdotto dal parlamento lo scorso anno". Una rinuncia "non scontata. Sembrerebbe poco e ovvio - dice Anzaldi - ma di questi tempi, quando vediamo ben altri atteggiamenti in altre aziende, è una vera eccezione che sa di miracoloso. Anche se la direttrice di Rai3 non sempre è riuscita ad avere la meglio su alcune caste inamovibili all'interno della rete, ha comunque avuto il merito di provare a innovare".
Saluto al veleno su Twitter da parte di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati."#Rai Dopo un anno e mezzo di flop a ripetizione e scelte 'barbariche' @dariabig lascia direzione @RaiTre. Non ci mancherà, neanche un po'".
"E' evidente che nessuno le ha chiesto di andarsene. Daria Bignardi è un valore che si è aggiunto alla sfida della Rai degli ultimi due anni ed ha innovato più del 40% del suo palinsesto" dichiara Il consigliere Rai Guelfo Guelfi. "A testimoniarlo ci sono la quantità e la qualità dei programmi che sono andati in onda sulla terza rete Rai: 'Sono innocente', 'FuoriRoma', 'Stato Civile', i reportage di Gad Lerner, 'cartabianca', la striscia quotidiana di 'Mi Manda Raitre' e 'Chi l'ha visto?'". "Tutte cose che", osserva Guelfi, "hanno innovato la terza rete Rai soprattutto dal punto di vista metodologico perché hanno consentito al Servizio Pubblico di avere uno sguardo confidenziale con la realtà, con il vivere comune. Non si tratta sempre di dire la nostra piuttosto si tratta di vedere la loro, cogliere il senso, la differenza. Mirabile il lavoro sulle unioni civili".