Nuovi casi per Don Matteo: torna il prete più amato della tv
Pedalando pedalando torna Don Matteo, fiction-fenomeno giunta all'undicesima edizione e sempre record di ascolti, anche quando si tratta di repliche: un grande amore quello fra il pubblico e il prete detective Terence Hill. Al suo fianco l'immancabile Nino Frassica con la divisa del maresciallo Cecchini. Primo appuntamento lì'11 gennaio su RaiUno, tredici serate (per un totale di 26 episodi) prodotte da Luca e Matilde Bernabei per Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction. Fra le new entry l'attrice Maria Chiara Giannetta, capitano donna, il pm Marco Nardi interpretato da Maurizio Lastrico, Federico Russo e Carlo Conti come guest star nel ruolo di se stesso. Confermati i due strambi e amatissimi personaggi di Natalina e Pippo (Nathalie Guetta e Francesco Scali). Dietro la macchina da presa tre registi: Jan Maria Michelini, Raffaele Androsiglio e Alexis Sweet.
Il cuore del racconto è la complicità col maresciallo Cecchini, interpretato da Nino Frassica: "Con Nino abbiamo un rapporto speciale, ha un grande istinto, possiamo improvvisare" spiega Hill "parliamo tutti e due poco, ci basta uno sguardo per intenderci. Le amicizie autentiche sono fatte anche di questo".
Quest'anno le novità non mancheranno: la prima è l'arrivo alla stazione dei carabinieri di Spoleto di un nuovo capitano, una donna ufficiale preparata, sicura di sé e molto carina. Il capitano Anna Olivieri (interpretata da Maria Chiara Giannetta, vista in Un passo dal cielo 4, Che Dio ci aiuti 4, L'allieva e in Don Matteo 9), sorella al seguito (Teresa Romagnoli) con cui nasce qualche contrasto, ha dovuto dimostrare di essere all'altezza, se non superiore, a molti colleghi. Austera, grandi occhi verdi, indossa la divisa come uno scudo; ovvio che la guerra dei sessi entra nel gioco della commedia e scombussolerà Cecchini.
Ma non è l'unica novità: debutta anche il pm Marco Nardi (Maurizio Lastrico), convinto che le donne siano inaffidabili, strampalato e maschilista, e un bambino che ha un legame speciale con Frassica. In un episodio Don Matteo sparirà misteriosamente; tra le guest star delle tredici serate c'è anche Carlo Conti nei panni di se stesso.
"Ogni volta che parliamo di una nuova edizione" spiega Terence Hill, "mi assicuro con il produttore Luca Bernabei che superi il climax della precedente. Questa forse è la migliore in assoluto. Quando mi sono trovato a scegliere fra Don Matteo e Un passo dal cielo - non potevo girare due serie così lunghe - ho optato ancora per il prete. È un personaggio di cui in fondo non conosciamo il passato, come un cowboy: non si sa da dove venga né dove vada. Un eroe positivo, mai sopra le righe o irriverente". Non si è stancato? "No, Don Matteo mi ha sempre messo a mio agio. Su di lui si possono scrivere storie all'infinito".
L'arrivo del capitano Olivieri ha dato nuovo colore al mondo ideale rappresentato nella fiction. "Gli episodi sono molto coinvolgenti, i nuovi arrivi hanno portato una ventata di novità" dice l'attore "Maria Grazia Giannetta, che interpreta il capitano dei carabinieri, è bravissima. E il suo personaggio porta una buona dose di umanità e di empatia".
Realizzata da Lux Vide con RaiFiction dal 2000, apprezzata dalla Finlandia all'Australia - i buoni sentimenti non hanno confini - la serie diretta da Jan Maria Michelini, Raffaele Androsiglio Alexis Sweet in cui i problemi si risolvono e tutto si ricompone, punta sui cambiamenti lasciando intatta la struttura. "Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi" scriveva Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo e anche in Don Matteo vale la stessa regola. "Non è la prima volta che si cambia" spiegano gli sceneggiatori Mario Ruggeri e Umberto Gnoli." È già successo con il capitano Anceschi, cui è succeduto Tommasi. Con il primo, il maresciallo aveva un legame di amicizia. Col secondo, un rapporto padre/figlio. Con il terzo ci voleva qualcosa di nuovo, qualcuno che stravolgesse le dinamiche del nostro triangolo, senza intaccarne il format. Sarà scontato, ma la risposta è sempre: cherchez la femme. Una donna. Una capitana. Anzi, no. Perché, come il maresciallo dovrà imparare presto, la parola 'capitana' non esiste".
Grande osservatore, di poche parole, Terence Hill non è il tipo che si autocelebra ed è perfetto nei panni di un prete che accoglie senza giudicare. Ma l'attore non si ferma alla tv: a primavera uscirà il film di cui è autore, regista e interprete, Me ne vado per un po'. Dalla bicicletta alla moto, stavolta sarà in sella di una Harley Davidson. "È una storia on the road girata tra l'Italia e la Spagna, nel deserto di Almeria" racconta Hill "a suo modo è un western. Il mio personaggio si chiama Thomas, è un uomo che va alla ricerca di se stesso e della solitudine ma lungo la strada incontra una giovane donna (Veronica Benedetta Bitto) perseguitata da due balordi. Da quel momento in poi, pur tentando di stare per i fatti suoi, si lascerà coinvolgere". Nella migliore tradizione, gli eroi solitari hanno un cuore.