Alberto Angela, da divulgatore a fenomeno social: ''Io sex symbol? Mi fa sorridere''
Dopo il successo della scorsa settimana (il primo appuntamento ha registrato oltre 5 milioni e 600 mila sfiorando il 24% di share), Angela è tornato battendo addirittura se stesso: il suo successo, giocando con il titolo del programma, è delle 'Meraviglie'. Un vero record per la trasmissione dedicata al nostro patrimonio artistico-culturale che è stata seguita da quasi 5,7 milioni di spettatori.
Puntata dedicata per la gran parte alla Reggia di Caserta, visita straordinaria fra i saloni più noti e gli angoli sconosciuti, giardini all’inglese e toilette con putti bendati affinché perfino agli stucchi fosse bandita la vista mentre la regina faceva le sue cose.
"Meraviglie", su Rai1 il viaggio di Alberto Angela dal nord al sud dell'Italia
Prende il via, su Rai1, il nuovo programma condotto da Alberto Angela dal titolo Meraviglie - La penisola dei tesori, un viaggio tra opere, luoghi, sistemi di vita assolutamente particolari che testimoniano la creatività e l'ingegno dei nostri predecessori. Una grande produzione che, come i precedenti eventi di Alberto Angela su Rai1, si avvale della tecnologia 4K HDR (spettacolari riprese con droni, effetti speciali, minifiction). "Il nuovo programma di Angela - ha detto il direttore generale della Rai, Mario Orfeo - è ancora una volta la conferma dell'eccellenza editoriale e tecnologica della Rai, che con il proprio impegno alla cultura e all'innovazione assolve alla missione di servizio pubblico rivolto alla valorizzazione del patrimonio culturale e allo sviluppo industriale e tecnologico del Paese". L'Italia è davvero la penisola dei tesori. Ospita infatti 53 siti riconosciuti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Quello italiano non solo è il patrimonio più ricco ma è anche distribuito in tutte le regioni e abbraccia tutti i periodi storici. Il merito di tanta ricchezza, di tanta bellezza è tutto nostro, dei nostri padri, dei nostri antenati. Questo programma quindi è anche un omaggio a noi italiani, a quanto abbiamo saputo fare nei secoli e a quanto, tra mille difficoltà, continuiamo a fare
LEGGI l'INTERVISTA AD ALBERTO ANGELA
Boato Twitter fin dal principio. Si capisce che gli utenti appassionati, memori di quanto avesse funzionato la puntata precedente, stessero lì col colpo in canna ad aspettare che Amadeus e i suoi soliti ignoti si togliessero rapidamente dalle scatole per lasciar spazio al divulgatore per eccellenza. #Meraviglie schizza subito in testa ai TT. “Solo Alberto riesce a salire le scale e al tempo stesso disquisire della storia della reggia senza un accenno di asfissia”, osserva @seresnow, mentre @_stefania_c sintetizza il sentire comune del momento: “La voglia che ho di partire con Alberto Angela e girarci il mondo insieme mentre mi spiega la vita è alle stelle”.
Per fortuna non son tutti sospiri, sennò l’interazione tv-social sarebbe di una noia mortifera. Parte l’ironia quando Angela fa il suo ingresso nel Ninfeo della Reggia, il criptoportico d’ispirazione pompeiana nel Giardino inglese e si vede lontano un miglio che anche a lui quella cosa lì piace un sacco. Si passa anche sul piano “politico” con il sogno di un Alberto Angela candidato il 4 marzo “e allora sì che saprei per chi votare”. Si torna sul piano culturale e della divulgazione, “Vi rendete conto che noi in Italia abbiamo centinaia di opere d’arte, Alberto Angela, Alberto Angela che ci spiega centinaia di opere d’arte”.
Al pubblico piace tutto. Lui, quel che mostra, come lo illustra. I mini-inserti di fiction che permettono di “visualizzare” i personaggi che animarono quelle stanze, Ferdinando e Carolina ad esempio, un cialtronissimo - o meglio “lazzarone” - Sergio Assisi nei panni de re nasone e Christiane Filangieri in quelli della sovrana asburgica; o, più tardi, quando si volta pagina planando fra i filari delle Langhe e la Bela Rosin racconta - col volto di Violante Placido - quante corne le metteva Vittorio Emanuele, e quant’era brava lei a prendersele in silenzio.
Piacciono i ricordi di Toni Servillo che racconta la “sua” Caserta, quelli di Paolo Conte che con la memoria viaggia tra le cascine del Barolo “e in certi momenti dalla langa si sente l’odore del mare”, Monica Bellucci che associa Assisi alla libertà perché per lei, ragazza di Città di Castello, quella era la città dove andare a spasso e a cena con gli amici. Su Twitter c’è chi, come @Francyam99, ringrazia “per le riprese del David di Michelangelo, per avermi fatto rivivere l’emozione di quel capolavoro”. Infine chi, come @_ximightbewrong, trova una soluzione alle baruffe politiche dei giorni recenti: “Ma non possono fare un canale dove Alberto Angela ci insegna cose 24/7? Diamo un senso al canone”.