Memorabili, in questo senso, le facce di J-Ax, Piero Pelù, Noemi e soprattutto Raffella Carrà quando scoprirono che Cristina Scuccia era una suora. Ma parliamo del 2014 ormai. E da allora è rimasto proprio il coach di allora della monaca, J-Ax. Gli altri, per arrivare ai cambiamenti, sono nuovi di zecca: Al Bano ("Nella vita è sempre bello avere nuove esperienze") e Francesco Renga ("Cercherò una voce che racconti tutto di una persona, come quando un amico che non senti da tempo ti chiama al telefono") in rappresentanza del bel canto all'italiana. In più Cristina Scabbia, ben diversa voce dei Lacuna Coil, metal band milanese ben più nota all'estero che in patria. Ovviamente i duri e puri del genere si sono già scatenati a darle della rinnegata e venduta al sistema, lei fa spallucce e pensa a divertirsi: "Questa è la prima trasmissione in Italia a fare qualcosa di più metal. Una decisione coraggiosa e intelligente, perché tanti lo ascoltano".
Cambia anche il conduttore: a prendere il posto di Federico Russo è Costantino della Gherardesca, nobile (discendente del Conte Ugolino della Divina Commedia) prestato al pop televisivo da tempo, basta ricordare Pechino Express. "La mia conduzione sarà sempre all'insegna del potente uomo alfa, e non mi trasformerò improvvisamente nel mio amico Fabrizio Frizzi. Affronto per la prima volta un programma nazionalpopolare, io sono più abituato in esterno e con programmi più contorti, ma le vere star sono i coach".
Parzialmente nuovo anche il meccanismo, nel quale l'elemento delle audizioni alla cieca occuperà metà delle puntate, quattro su otto. Per questo ci saranno molti più concorrenti, o aspiranti tali: 100, accompagnati da un'orchestra dal vivo, ma meno della metà, 48, arriveranno alla fase seguente, il knock out. In due puntate ne saranno scremati due terzi, e solo i 16 rimasti parteciperanno alla battle, l'ultima fase delle eliminatorie e anche la semifinale della trasmissione, da cui saranno eliminati in 12.
Alla finalissima del 10 maggio saranno in quattro, uno per ogni coach. Al vincitore, come da tradizione, un ricco contratto con la Universal. Formula compressa proprio per un motivo: evitare le lungaggini alla X Factor, di cui si può pensare quel che si vuole, ma di sicuro ha puntate che durano un'eternità tra musichette, racconti stile reality dei concorrenti, colpi di scena più o meno finti, chiacchiere dei giurati. Qui giurano tutti si andrà al cuore della musica.
The Voice of Italy, vince Fabio Curto: il musicista di strada venuto da Acri
E' lui, Fabio Curto, (27 anni) detto l'Ulisse di Acri, il vincitore di The Voice of Italy, il talent show di Rai2. Una finale lunghissima che ha visto festeggiare Facchinetti padre e figlio per il trionfo su Roberta Carrese (nata a Venafro, Isernia) del team di Piero Pelù, arrivata seconda; seguita dalla 18enne Carola Campagna del team J-Ax e Thomas Cheval (Ferrara) con Noemi, primo eliminato dal televoto. Il musicista venuto dalla strada, da sempre il concorrente preferito su Twitter, ha chiuso la puntata cantando il suo inedito L'ultimo esame. Ma è l'Hallelujah di Leonard Cohen che gli è valsa la vittoria, dopo avere interpretato anche Father And Sons di Cat Stevens. A poche ore dalla finale il ''busker'' trapiantato a Bologna condivideva le sue emozioni su Twitter e Facebook, con oltre 20mila like. ''É arrivato il giorno.... una riflessione.. - ha scritto Curto - pochi fa mesi un ragazzo australiano registrando questo video mi chiese: com'é possibile che tu suoni in strada?'. Io risposi 'perché é una cosa onesta e libera....'. Oggi sono in finale sul palco di the Voice grazie alla fede e alla testardaggine, ma soprattutto grazie a tutti voi, grande famiglia che mi sta portando avanti e proteggendo....é una sensazione che non si puó spiegare.. voglio condividere ogni gioia con voi, ogni lacrima perché mi state dando una muova vita... grazie''. E, subito dopo il verdetto che varrà a Curto un contratto con la Universal, ad Acri la festa è durata tutta la notte (video)
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Con la speranza, soprattutto, che finalmente qualche concorrente riesca ad avere successo, che è la vera grande differenza con X Factor: i vincitori di The voice of Italy sono prestissimo tornati nell'anonimato malgrado il contratto con la Universal. E nessuna delle rivelazioni ha avuto anche vagamente successo. Anche suor Cristina Scuccia, che potenzialmente poteva esplodere proprio per il velo che porta, è stata un'occasione persa, gestita malissimo (naturalmente il suo stato religioso ha contato, ma in negativo, impedendole una vera attività da cantante). Stavolta non resta che vedere. E ascoltare.