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'The voice of Italy': Al Bano e Renga tra i coach del talent di Rai2

Dopo un anno di pausa il programma torna da giovedì 22 marzo puntando sulle audizioni alla cieca. Costantino della Gherardesca è il nuovo conduttore: "Ma le vere star sono i coach". Con J-Ax anche Cristina Scabbia

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Non che si voglia scomodare Tomasi di Lampedusa, ma a The voice of Italy cambia (quasi) tutto perché non cambi niente e resti un talent show che punta davvero sul talento molto più che sull'immagine del concorrente, sulla sua storia, magari strappalacrime, e sull'effetto speciale. "Una ripartenza - sorride il direttore di Rai2, Andrea Fabiano - Abbiamo guardato alle migliori esperienze internazionali. Questo talent è un tipo di ingrediente perfetto per la personalità che vogliamo sempre più imprimere a questa rete". E dopo un anno di pausa The voice of Italy torna su Rai2 da giovedì 22 marzo con due vere conferme: uno dei coach, J-Ax, e il meccanismo della blind audition: i quattro coach sceglieranno gli artisti che vorranno seguire dando loro le spalle, e solo dopo aver deciso si volteranno e li guarderanno in faccia.

Memorabili, in questo senso, le facce di J-Ax, Piero Pelù, Noemi e soprattutto Raffella Carrà quando scoprirono che Cristina Scuccia era una suora. Ma parliamo del 2014 ormai. E da allora è rimasto proprio il coach di allora della monaca, J-Ax. Gli altri, per arrivare ai cambiamenti, sono nuovi di zecca: Al Bano ("Nella vita è sempre bello avere nuove esperienze") e Francesco Renga ("Cercherò una voce che racconti tutto di una persona, come quando un amico che non senti da tempo ti chiama al telefono") in rappresentanza del bel canto all'italiana. In più Cristina Scabbia, ben diversa voce dei Lacuna Coil, metal band milanese ben più nota all'estero che in patria. Ovviamente i duri e puri del genere si sono già scatenati a darle della rinnegata e venduta al sistema, lei fa spallucce e pensa a divertirsi: "Questa è la prima trasmissione in Italia a fare qualcosa di più metal. Una decisione coraggiosa e intelligente, perché tanti lo ascoltano".

Costantino della Gherardesca (ansa)

Cambia anche il conduttore: a prendere il posto di Federico Russo è Costantino della Gherardesca, nobile (discendente del Conte Ugolino della Divina Commedia) prestato al pop televisivo da tempo, basta ricordare Pechino Express. "La mia conduzione sarà sempre all'insegna del potente uomo alfa, e non mi trasformerò improvvisamente nel mio amico Fabrizio Frizzi. Affronto per la prima volta un programma nazionalpopolare, io sono più abituato in esterno e con programmi più contorti, ma le vere star sono i coach".

Parzialmente nuovo anche il meccanismo, nel quale l'elemento delle audizioni alla cieca occuperà metà delle puntate, quattro su otto. Per questo ci saranno molti più concorrenti, o aspiranti tali: 100, accompagnati da un'orchestra dal vivo, ma meno della metà, 48, arriveranno alla fase seguente, il knock out. In due puntate ne saranno scremati due terzi, e solo i 16 rimasti parteciperanno alla battle, l'ultima fase delle eliminatorie e anche la semifinale della trasmissione, da cui saranno eliminati in 12.

Alla finalissima del 10 maggio saranno in quattro, uno per ogni coach. Al vincitore, come da tradizione, un ricco contratto con la Universal. Formula compressa proprio per un motivo: evitare le lungaggini alla X Factor, di cui si può pensare quel che si vuole, ma di sicuro ha puntate che durano un'eternità tra musichette, racconti stile reality dei concorrenti, colpi di scena più o meno finti, chiacchiere dei giurati. Qui giurano tutti si andrà al cuore della musica.


Con la speranza, soprattutto, che finalmente qualche concorrente riesca ad avere successo, che è la vera grande differenza con X Factor: i vincitori di The voice of Italy sono prestissimo tornati nell'anonimato malgrado il contratto con la Universal. E nessuna delle rivelazioni ha avuto anche vagamente successo. Anche suor Cristina Scuccia, che potenzialmente poteva esplodere proprio per il velo che porta, è stata un'occasione persa, gestita malissimo (naturalmente il suo stato religioso ha contato, ma in negativo, impedendole una vera attività da cantante). Stavolta non resta che vedere. E ascoltare.