Addio a Fabrizio Frizzi, Assante: "Persone comuni unite nel dolore. Era molto di più di un presentatore"
Una fila composta si snoda lungo viale Mazzini, studenti, anziani, politici - Marianna Madia, Giachetti - sono in coda per rendere omaggio a "un bravissimo ragazzo che era uno di noi" dice con orgoglio Giuseppe, che ha lasciato l'officina per venirlo a salutare. "Non mi sembra vero che non lo vedrò più. Mia madre piange da ieri".
Addio Fabrizio Frizzi, la gente in coda: "Era uno di noi"
Una lunga fila di persone circonda i cancelli della Rai in viale Mazzini, in attesa di poter entrare alla camera ardente per dare l'ultimo saluto a Fabrizio Frizzi, il conduttore televisivo morto ieri a 60 anni a Roma. "Era una persona semplice - commenta Stefano, tra i primi a essere arrivato questa mattina - e lo è sempre stato. Ci mancherà la sua semplicità". C'è chi porta dei fiori perché "era un ragazzo buono, uno di casa che si faceva voler bene da tutti", dice Gabriella. Mentre Gaetano e Federica sono partiti ieri da Minervino, in Puglia, per essere qui stamattina a salutare l'uomo che ha ispirato il nome della loro azienda di acqua minerale. "Glielo avevamo raccontato l'anno scorso ed era stato contento, ci aveva abbracciato. Era una persona che colpiva per la sua semplicità". Molti automobilisti e motociclisti che passano davanti ai cancelli, rallentano e fanno il segno della croce prima di proseguire
Il popolo di Frizzi gli ha voluto bene come un figlio, un parente, un amico. "Perché non era come gli altri" dice la signora Amalia "lui era semplice, vero. Perbene. Lo guardavi negli occhi e sapevi che non mentiva". Divisa blu, le facce pulite, gli studenti del San Giuseppe Calasanzio, il liceo dove Frizzi ha studiato, portano lo stendardo con la scritta "La tua scuola".
Frizzi, Arbore: "Indimenticabile, per me era un ragazzo che pendeva dalle mie labbra"
Entrando nella sede Rai il cima è irreale: vieni accolto dalle gigantografie di Frizzi, col suo sorriso rassicurante ("La potenza era il suo sorriso sincero" dice Renzo Arbore con le lacrime gli occhi "era un appassionato della vita"), sui cartelli la scritta "Ciao Fabrizio", fino alla Sala degli Arazzi che normalmente ospita le conferenze stampa, gli eventi. Ora la luce è bassa, al centro c'è la bara di legno di chiaro, ai piedi la corona di fiori con la scritta "Rai Radiotelevisione italiana", intorno le calle e rose gialle e bianche.
Addio Fabrizio Frizzi, il saluto di amici e colleghi: "Era la parte migliore di noi"
Centinaia di persone in fila davanti alla sede Rai in viale Mazzini per rendere omaggio a Fabrizio Frizzi, scomparso domenica notte a Roma. All'interno una serie di gigantografie ritraggono il presentatore in alcuni momenti della sua carriera accanto alla scritta 'Ciao Fabrizio'. Nella sala, dove si trova il feretro circondato da corone di rose e calle bianche, sono presenti la moglie Carlotta e il fratello Fabio. Moltissimi personaggi del mondo dello spettacolo sono venuti a dare l'ultimo saluto all'amico e collega. Tra i primi ad arrivare i fratelli Rosario e Beppe Fiorello, Flavio Insinna, il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, Luca Cordero di Montezemolo, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il direttore di Repubblica, Mario Calabresi. E ancora Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Enrico Brignano, Amadeus, Renzo Arbore, e molti altri
(a cura di Rita Celi)
La moglie Carlotta Mantovan stringe mani e sparisce negli abbracci, il fratello di Fabrizio, Fabio, la testa bianca, piange e sorride. Una parola per tutti. Il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, da stamattina presto fa gli onori di quella che per un giorno è la casa di Frizzi e degli italiani che gli hanno voluto bene.
Sono tanti. Un flusso continuo. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, nel primo pomeriggio si mette in fila insieme alla gente comune per entrare. Il fiume di persone che vuole rendere omaggio al conduttore è inarrestabile e la sicurezza fa entrare in piccoli gruppi.
La camera ardente ha aperto alle 10 ma Vincenzo è arriva to alle 6 di mattina con la foto ricordo del conduttore giovanissimo, tra i primi ad arrivare Beppe e Rosario Fiorello, il direttore di Repubblica Mario Calabresi, Flavio Insinna, il presidente del Coni Giovanni Malagò con Luca Cordero di Montezemolo, Cristina Parodi, Giorgio Gori, Giancarlo Leone, Carlo Degli Esposti, Massimo Giletti e Milly Carlucci, Bruno Vespa, Amadeus, Luca Zingaretti, Walter Veltroni, Andrea Scrosati che ricorda quando giocavano a calcetto dopo la Partita del cuore, Enrico Brignano, Enrico Mentana, Pippo Baudo che ricorda l'amicizia, l'affetto che li legava. Il suo cuscino è vicino a quello delle truccatrici, della corona degli amici di Rai3, di Alba Parietti. Max Giusti piange disperato, inconsolabile. Raffaella Carrà spiega: "Con Fabrizio c'era un feeling particolare e un'ammirazione da parte mia che credo fosse reciproca. Un modo di fare la televisione, il suo, che alcuni critici, sbagliando, chiamano buonista. In realtà no, è una televisione elegante, rispettosa, affettuosa, sorridente, una tv che si sta spegnendo piano piano piano". "La sua non era un tv gridata - aggiunge - era un pilastro di questa televisione. Ieri ho avuto un colpo al cuore perché purtroppo non sapevo la gravità della sua malattia. Pensavo che avesse superato l'ictus, lo vedevo bene in televisione, pieno di energia. In realtà ho scoperto che faceva uno sforzo bestiale perché evidentemente non voleva, forse sentendo e sapendo che stava molto male, lasciare un brutto ricordo di sé. La cosa che mi ha emozionato moltissimo è stato l'abbraccio col ragazzo che aveva vinto tante puntate. Un abbraccio quasi disperato, quasi un voler passare il testimone della vita alla gioventù, mentre lui piano piano si ritirava. Fabrizio è stato un grande uomo".
Addio a Frizzi, Pippo Baudo: "Una morte ingiusta, un lutto per tutta l'Italia"
Dall'entrata in via Pasubio passano Gianni Letta ("Fabrizio era davvero diventato amico degli italiani") e l'ex premier Paolo Gentiloni: "Oggi qui c'è tantissima gente a conferma che Fabrizio Frizzi era una bella persona, apprezzata per la sua umanità, la sua capacità professionale, per la sua gentilezza e cortesia, per la sua modestia. Un bellissimo esempio per la Rai, la televisione e per il Paese". Si calcola che siano passate 900 persone l'ora.
Lunedì per l'intera giornata tutte le trasmissioni dedicate a Frizzi hanno superato il 25 per cento di share, un dolore collettivo, un ricordo condiviso. I dipendenti Rai non passano internamente: dall'uscita in via Pasubio si mettono in fila in viale Mazzini, anche loro, tra il pubblico di Frizzi. "Oggi è una giornata triste" spiegano "abbiamo perso uno di noi, un amico e un simbolo del servizio pubblico. Uno che ha sempre lavorato per l'azienda". L'orgoglio si mescola alla tristezza. Chissà se Frizzi sapeva quanto era amato.