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Alberto Matano: "Torno con 'Sono innocente', storie di ordinaria ingiustizia"

Il giornalista del Tg1 da domenica 8 aprile su Rai3 con la seconda serie del programma. Si occuperà anche di casi famosi, come Tortora e Gamberale
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Essere condannati ingiustamente è una ferita che non si cancella, il carcere segna la vita per sempre: "dopo" cosa succede? Come si ricomincia a vivere? Il giornalista del Tg1 Alberto Matano torna da domenica su Rai3 con la seconda serie di Sono innocente, sei puntate per raccontare il dramma e il riscatto. "Non facciamo i giudici" spiega Matano "ci occupiamo di casi di innocenza conclamata e riconosciuta, è un viaggio nella giustizia ingiusta che torna giusta. Dopo la prima serie avevamo ricevuto tantissime lettere, farne una seconda significa tornare con una responsabilità ulteriore. Questo ci ha spinto a ampliare il raggio del racconto, accanto alle persone comuni che si ritrovano in un film dell'orrore, abbiamo pensato di ripercorrere vicende di personaggi famosi o casi da prima pagina. Per loro non ci avvaliamo della fiction, ma delle immagini di repertorio".
 
Sono passati gli anni, ma gli errori giudiziari fanno venire…
Essere condannati ingiustamente è una ferita che non si cancella, il carcere segna la vita per sempre: "dopo" cosa succede? Come si ricomincia a vivere? Il giornalista del Tg1 Alberto Matano torna da domenica su Rai3 con la seconda serie di Sono innocente, sei puntate per raccontare il dramma e il riscatto. "Non facciamo i giudici" spiega Matano "ci occupiamo di casi di innocenza conclamata e riconosciuta, è un viaggio nella giustizia ingiusta che torna giusta. Dopo la prima serie avevamo ricevuto tantissime lettere, farne una seconda significa tornare con una responsabilità ulteriore. Questo ci ha spinto a ampliare il raggio del racconto, accanto alle persone comuni che si ritrovano in un film dell'orrore, abbiamo pensato di ripercorrere vicende di personaggi famosi o casi da prima pagina. Per loro non ci avvaliamo della fiction, ma delle immagini di repertorio".
 
Sono passati gli anni, ma gli errori giudiziari fanno venire i brividi. Si parlerà, tra gli altri, del caso di Enzo Tortora, con la presenza in studio della figlia Gaia, del delitto di Meredith Kercher, con la testimonianza di Patrick Lumumba che fu ingiustamente accusato. "A distanza di trent'anni l'ingiusta detenzione e la morte di Tortora sono una ferita aperta" continua Matano "Mi ha colpito molto anche la vicenda che ha coinvolto lo chef Filippo La Mantia, finito in carcere nel 1986 per favoreggiamento per l'omicidio Cassarà".

Risultava essere l'ultimo affittuario della casa da cui erano partiti i colpi che avevano ucciso Ninni Cassarà, all'epoca La Mantia era un giovane fotoreporter, fu rinchiuso all'Ucciardone di Palermo. "Nella cucina ha trovato una via per rinascere", spiega il giornalista "oggi che è un grande chef e s'impegna ancora per i detenuti, spiega che non bisogna abbandonare i propri sogni. Stefano Messore fu arrestato per sciacallaggio durante il recente terremoto di Amatrice: aveva portato viveri per i terremotati, con la moglie e la figlie aveva riempito la macchina di viveri ma lo hanno preso per sciacallo, ha trascorso 50 giorni nel carcere di massima sicurezza di Ascoli. L'ingegnere Vito Gamberale è venuto in studio con la figlia Chiara, scrittrice, e con lei ricostruisce la vicenda giudiziaria che lo ha visto protagonista nel 1993. È tenero il racconto di Chiara, emerge il rapporto fortissimo tra padre e figlia". Gamberale fu accusato di abuso di ufficio e concussione: montagne di articoli sull'arresto, poche righe sull'assoluzione con formula piena.

L'ultima parte di Sono innocente affronta reati crudi, efferati: casi di omicidio, suicidi in carcere, violenza sui minori e satanismo. "Le luci nello studio si abbassano" racconta Matano, "siamo ormai in seconda serata inoltrata e possiamo affrontare casi che fanno discutere, la violenza cieca, storie molto forti". L'arresto, i tribunali, il carcere: il percorso degli innocenti che cercano giustizia è lungo, lastricato di chiodi, dolore, lacrime. Essere privati della libertà senza colpa sconvolge la vita, la famiglia, fa perdere le certezze. "Queste storie te le porti dietro" racconta Matano, che ha scritto il libro Innocenti-Vite segnate dall'ingiustizia (Rai Eri) "ho sentito l'urgenza di scrivere perché era importante, oltre la tv, che le persone vittime di un errore clamoroso lasciassero un'ulteriore traccia. L'ho dedicato a chi ha avuto giusitizia e a chi ancora combatte per ottenerla. Nessun risarcimento, nessuna cifra, può restituire gli anni di vita che ti hanno tolto".

"L'errore umano esiste in ogni campo, ma dobbiamo ricordarcelo, prima di puntare il dito su chiunque venga anche solo indagato, figuriamoci se viene arrestato. Potrebbe capitare anche a noi" scrive Daria Bignardi nella prefazione. "La realtà è complessa, il sistema giudiziario è affaticato, la giustizia, parola meravigliosa, a volte sembra un'utopia. Non per questo dobbiamo smettere di crederci e di pretenderla". "È così" dice Matano "ci sono testimonianze che ti toccano nel profondo. Devo ringraziare il direttore di Rai3 Stefano Coletta che ha potenziato il programma, mettendolo un una collocazione meno complicata di quella del sabato sera. Sono innocente è una trasmissione in cui le persone si mettono a nudo, costruita sulla fiducia. Sono pezzi di vita vissuta che ti restano dentro".