'L'amica geniale', Elena Ferrante diventa tv

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'L'amica geniale', la qualità paga: Saverio Costanzo e il cast sfidano il pubblico e vincono

Incoronata dallo share, quasi al 30%, nelle prime due puntate trasmesse su Rai1, la serie tv tratta dal best seller di Elena Ferrante viene premiata per essere 'andata un po’ oltre il dovere' di un semplice bel prodotto per il piccolo schermo

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Il sospiro di sollievo collettivo si coglie eccome, arrivano le prime rivendicazioni di orgoglio in tema qualità televisiva che, alla fine, paga. I quasi 8 milioni di spettatori (pari al 29.3% di share) per la prima de L’amica geniale su Rai1 sono l’avverarsi di molte istanze – e non erano scontati, proprio no. Era anzi una scommessa forte, che le fortune e la popolarità del libri di Elena Ferrante (ovvero in un mercato completamente diverso) non rendevano più facile o magari sì, ma più rischioso sicuramente: il meccanismo funziona ancora ed è quello dell’evento televisivo, su Rai1, importante, atteso, costruito con determinazione e fiducia nei propri mezzi.

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Ci si attarderà a dibattere su quanti spettatori si sono avvicinati al film-tv di Saverio Costanzo senza essere partiti dai libri o solo attratti dalla cospicua campagna pubblicitaria: ma qui non ci sono attori famosi, c’è il dialetto che obbliga ai sottotitoli, c’è una storia dove le parti ispide tendono a superare i momenti di grande impatto emotivo o il richiamo alla commozione (le ragazzine alle prese con Piccole donne e l’istanza feroce verso una vita migliore e un modo di esistenza simboleggiato da un solo libro sono impossibili da seguire senza partecipazione emotiva).


Saverio Costanzo e il gruppo di lavoro sono riusciti ad andare un po’ oltre il dovere, che era quello di un’opera televisiva quasi obbligatoria da tentare, prima o poi. Non sono andati solo di conseguenza, hanno provato – anche sfidando il confronto con le platee internazionali – a metterci di più e segnare il punto su un terreno che oggi come oggi, con il genere serie tv diventato principale mezzo espressivo del pianeta al capitolo narrazioni, non consente scappatoie né passi falsi, se si vuole giocare al tavolo dei grandi.

Per Elena Ferrante e per lo spunto letterario originario – clamoroso comunque, da attirare per abilità di costruzione e scrittura anche i lettori lontani da questo genere di cose – una conferma di cui forse non avevano particolare bisogno, ma poi chissà. A Costanzo e alla produzione quindi anche il merito di aver fatto nascere una sorta di bonario dualismo tra il popolo che rimpiangerà l’emozione del libro e quello che ricorderà L'amica solo per i volti della tv. Per chi si è immerso in tutto quanto e ha apprezzato sia la scrittura che la regia è invece un mezzo trionfo o anche di più.