X Factor, debutta la nuova giuria: "La volevamo allegra e un po' rapace"
Manfredi Lamartina , di MANFREDI LAMARTINADebutta il 12 settembre la nuova stagione del talent show. Oltre all'inossidabile Mara Maionchi tre nuovi giudici: Sfera Ebbasta, Samuel e Malika Ayane
X Factor cambia le carte in tavola. La tredicesima edizione del talent show di Sky e Fremantle, in onda a partire da giovedì su Sky Uno e su NowTv con le prime audizioni, quest’anno ha puntato tutto sul rinnovamento della squadra dei giudici: via Manuel Agnelli, Lodo Guenzi e Fedez, dentro Malika Ayane, Sfera Ebbasta, Samuel, più la confermata Mara Maionchi. “La giuria è cambiata perché volevamo cambiarla, è qualcosa di fisiologico e di giusto. Avevamo voglia di un’aria allegra, leggera, diversa, ma anche un po’ rapace, con esperienze totalmente diverse, per rappresentare la scena musicale che ci piace e ci rappresenta”, dice Lorenzo Mieli, ad di Fremantle. Cambiamento, dunque, benché la presenza di Maionchi e di Alessandro Cattelan (quest’anno anche tra gli autori del programma) rappresenti il punto di continuità con le passate edizioni. Il conduttore sostiene che cambiare i giudici sia stato “…
X Factor cambia le carte in tavola. La tredicesima edizione del talent show di Sky e Fremantle, in onda a partire da giovedì su Sky Uno e su NowTv con le prime audizioni, quest’anno ha puntato tutto sul rinnovamento della squadra dei giudici: via Manuel Agnelli, Lodo Guenzi e Fedez, dentro Malika Ayane, Sfera Ebbasta, Samuel, più la confermata Mara Maionchi. “La giuria è cambiata perché volevamo cambiarla, è qualcosa di fisiologico e di giusto. Avevamo voglia di un’aria allegra, leggera, diversa, ma anche un po’ rapace, con esperienze totalmente diverse, per rappresentare la scena musicale che ci piace e ci rappresenta”, dice Lorenzo Mieli, ad di Fremantle. Cambiamento, dunque, benché la presenza di Maionchi e di Alessandro Cattelan (quest’anno anche tra gli autori del programma) rappresenti il punto di continuità con le passate edizioni. Il conduttore sostiene che cambiare i giudici sia stato “un bene perché questo ruolo ti porta a dire tante volte gli stessi concetti, quindi un po’ di cambio è servito. I quattro di quest’anno sono andati bene sin da subito. All’inizio c’è sempre un po’ di tensione che ti spinge a dare qualcosa di più”.
La figura più divisiva è finora quella di Sfera Ebbasta. “Sicuramente quello che è successo (la tragedia di Corinaldo, ndr) è qualcosa che mi ha segnato, non è una cosa che passa, niente cambierà le mie emozioni riguardo a quanto è successo. Ritornare a lavorare, non solo a X Factor ma in generale, non è stato facile, non tanto per le critiche alle quali sono abituato, ma per la situazione che si era creata. Non sei mai abbastanza pronto per robe così”, dice il trapper.
Maionchi sembra quasi volerlo proteggere: “Mi è stato subito simpatico, lui è molto meglio di quello che è, racconta storie terrificanti nei suoi pezzi ma fa parte della sua vita, ho legato molto con lui”. Mieli interviene: “L’averlo scelto non ha a che fare con fatti di cronaca, quello è stato un dramma. È un po’ come la scelta di Asia Argento lo scorso anno: non c’entrava nulla il me too, lei era famosa e apprezzata come attrice”.
Per quanto riguarda gli altri giudici, Samuel sembra aver preso il ruolo di mister No: “La parte più drammatica è dire di no quando ti trovi di fronte a gente in gamba e ti rendi conto che tutti hanno le stesse possibilità di arrivare ai live. Per tutti noi giudici è stato difficile confrontarsi con il linguaggio televisivo. Noi siamo abituati a stare sul palco: vedere persone lì al posto nostro ti fa pensare, sei costretto a ritornare indietro e a rivedere la tua carriera sin dagli inizi”.
Malika Ayane invece è probabilmente quella più inflessibile. “Scopre sempre il pelo nell’uovo”, dice di lei Maionchi. Ayane pare esserne consapevole: “Sto imparano a essere meno puntigliosa perché ci sono modi infiniti di fare le cose. Ma la tv è un linguaggio diverso da quello che conosco, la musica. Cercare di mediare tra i tuoi gusti personali e il riconoscimento dell’identità artistica di chi hai di fronte è una responsabilità forte”.
Il nuovo X Factor è anche un programma “migrante”, come dice Mieli. Nel senso che il Teatro Ciak di Milano, sede dei live del programma, è stato sequestrato per violazione di norme edilizie. “Aspettiamo un porto che ci accolga e ci faccia attraccare il prima possibile. Stiamo valutando la situazione, abbiamo molte alternative”, spiega Mieli.
La figura più divisiva è finora quella di Sfera Ebbasta. “Sicuramente quello che è successo (la tragedia di Corinaldo, ndr) è qualcosa che mi ha segnato, non è una cosa che passa, niente cambierà le mie emozioni riguardo a quanto è successo. Ritornare a lavorare, non solo a X Factor ma in generale, non è stato facile, non tanto per le critiche alle quali sono abituato, ma per la situazione che si era creata. Non sei mai abbastanza pronto per robe così”, dice il trapper.
Maionchi sembra quasi volerlo proteggere: “Mi è stato subito simpatico, lui è molto meglio di quello che è, racconta storie terrificanti nei suoi pezzi ma fa parte della sua vita, ho legato molto con lui”. Mieli interviene: “L’averlo scelto non ha a che fare con fatti di cronaca, quello è stato un dramma. È un po’ come la scelta di Asia Argento lo scorso anno: non c’entrava nulla il me too, lei era famosa e apprezzata come attrice”.
Per quanto riguarda gli altri giudici, Samuel sembra aver preso il ruolo di mister No: “La parte più drammatica è dire di no quando ti trovi di fronte a gente in gamba e ti rendi conto che tutti hanno le stesse possibilità di arrivare ai live. Per tutti noi giudici è stato difficile confrontarsi con il linguaggio televisivo. Noi siamo abituati a stare sul palco: vedere persone lì al posto nostro ti fa pensare, sei costretto a ritornare indietro e a rivedere la tua carriera sin dagli inizi”.
Malika Ayane invece è probabilmente quella più inflessibile. “Scopre sempre il pelo nell’uovo”, dice di lei Maionchi. Ayane pare esserne consapevole: “Sto imparano a essere meno puntigliosa perché ci sono modi infiniti di fare le cose. Ma la tv è un linguaggio diverso da quello che conosco, la musica. Cercare di mediare tra i tuoi gusti personali e il riconoscimento dell’identità artistica di chi hai di fronte è una responsabilità forte”.
Il nuovo X Factor è anche un programma “migrante”, come dice Mieli. Nel senso che il Teatro Ciak di Milano, sede dei live del programma, è stato sequestrato per violazione di norme edilizie. “Aspettiamo un porto che ci accolga e ci faccia attraccare il prima possibile. Stiamo valutando la situazione, abbiamo molte alternative”, spiega Mieli.